MARCO CARTA ASSOLTO PER FURTO MAGLIETTE RINASCENTE/ Balivo “sempre creduto in te!”

- Paolo Vites

Marco Carta assolto per il furto delle magliette della Rinascente: il sostegno in diretta di Caterina Balivo a Vieni da me

marco carta vieni da me
Marco Carta a "Vieni da me" (foto dal web)

Marco Carta assolto continua ad essere la notizia centrale di queste ore. Il cantante ha già ampiamente espresso via social la sua felicità ma a scendere in campo a sostegno del giovane artista è stata anche la conduttrice Caterina Balivo, tra coloro che hanno sempre creduto alla sua estraneità. La notizia dell’assoluzione di Carta era giunta ieri proprio durante la diretta di Vieni da me. La padrona di casa aveva prontamente commentato: “Ho sempre creduto in te”. Poco prima, nel corso dell’intervista a Michele Cucuzza, la stessa Balivo aveva letto una domanda: “Hai mai rubato?”. Quindi, rivolgendosi un po’ divertita agli autori aveva domandato: “Ma perché questa domanda? Perché oggi c’è il processo di Marco Carta?”. Dopo la puntata la Balivo ha poi voluto dire la sua sull’assoluzione di Marco tramite i social. Caterina aveva conosciuto il cantante nel corso di una sua intervista a Vieni da me del maggio scorso ed in quell’occasione la conduttrice aveva voluto dimostrargli il suo sostegno in un commento sotto la foto del cantante: “Caro Marco io sono indignata da stamattina. Perché gli errori, gli sbagli si devono pagare, ma nessuno si deve permettere di deridere o di giudicare, così come ho sottolineato nel mio ultimo post. Ti vogliamo bene”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ASTROLOGO JOSS: “CHI CI CREDE?”

A Mattino5 oggi si parla di Marco Carta e della sentenza che lo ha assolto dall’accusa di furto di magliette a La Rinascente. Gli ospiti in studio non sono i soliti, magari proprio per via delle feste, ma ad attirare l’attenzione del pubblico e dei presenti di pensa l’astrologo Joss che a Federica Panicucci ribadisce il fatto che non è possibile assolverlo così. I punti interrogativi sulla questione rimangono a cominciare dalla denuncia a suo carico (“Come è possibile beccarsi la denuncia senza presupposti?”) e finendo proprio al materiale che la donna, sua amica, stava rubando: “Io mi inchino davanti alla legge italiana ma qualcuno mi deve spiegare come mai questa donna, sua amica, stava rubando magliette da uomo della taglia di Marco Carta e che si sono scambiati le cose anche nei camerini. Ha un fratello? Ha un amico? Qualcuno me lo deve spiegare, un punto interrogativo quanto una casa c’è e non potete dire di no”. La Zapparoli sottolinea che le immagini scagionano Marco Carta e allora perché accusarlo senza prove: “E’ stato imputato di punto in bianco e senza prove? State denigrando il sorvegliante e chi lo ha denunciato, qual è la verità? Ci saranno stati dei presupposti per la denuncia, qualcosa di strano c’è”. (Hedda Hopper)

MARCO CARTA ASSOLTO PER LA GIOIA DEI FAN E DEI SUOI LEGALI

Marco Carta è stato assolto dall’accusa di furto delle ormai famigerate magliette alla Rinascente. “Come avevamo detto noi”, dicono i suoi legali subito dopo l’uscita dal Tribunale, parlando con i giornalisti, in un video pubblicato da LaPresse. Oggi il caso sarà approfondito nella nuova puntata di Quarto Grado. Sono stati importanti i filmati nella decisione finale del giudice? “E’ stato importante il lavoro della difesa”, chiarisce uno dei due avvocati del cantante sardo, “ma il dato è talmente certo che sono sicuro che la vicenda finirà qui, è proprio pacifico, è chiaro, è lampante”. Rispondendo alle domande di un’altra giornalista, che domandava cosa emergesse realmente dai filmati, il legale ha spiegato: “L’estraneità totale di Marco Carta alla condotta delittuosa della Muscas. Dalle immagini è chiaro che Carta non poteva essere consapevole della condotta fraudolenta della signora Muscas. Non era possibile che lo stesso avesse posto i dispositivi anti taccheggio nel bagno e poi ci sono una serie di elementi” per i quali ora la difesa attende di poter leggere le motivazioni, anche nel rispetto stesso della decisione del giudice. “E’ chiaro, ed era chiaro sin dal primo momento che Carta era estraneo a qualsiasi tipo di addebito. Ora lo ha detto anche il giudice”. –(Aggiornamento di Emanuela Longo)

“SOLO UN BRUTTO SOGNO”

La notizia dell’assoluzione di Marco Carta per il furto delle magliette alla Rinascente di Milano è stata commentata anche nel corso del programma Pomeriggio 5. “La sentenza è giunta alle 14.20, dopo tre ore di udienza e due ore di camera di consiglio”, ha spiegato l’inviata in collegamento dal tribunale. Carta è stato assolto con formula piena perchè “il fatto non sussiste”. Tramite i suoi avvocati difensori, la redazione del programma Mediaset è riuscita a sentirlo in diretta e le sue parole in lacrime sono state: “Oddio, grazie”. Emozionato per l’esito dell’udienza ha interrotto la comunicazione ma tornerà a parlare nella prossima puntata di Live Non è la d’Urso, esattamente come annunciato dal giovane cantante nella sua precedente partecipazione alla trasmissione di Canale 5. Su Instagram ha voluto ribadire i suoi ringraziamenti a coloro che hanno creduto nella sua innocenza. “Non ho mai smesso di credere. È come se oggi mi svegliassi da un brutto sogno. Perché è questo che rimane, solo un brutto ricordo in via d’estinzione”, ha scritto. I suoi ringraziamenti, oltre al “World Paper” sono stati riservati alla famiglia, agli amici e ovviamente al fidanzato: “Grazie Sirio, amore mio”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“FATTO NON COMMESSO”: LA PROCURA FA RICORSO

«Il fatto non sussiste», e così Marco Carta viene assolto per il furto delle magliette alla Rinascente di Milano: «Oddio! Grazie, è finito un incubo», sono state le prime parole dette dal cantante assolto nel processo con rito abbreviato per il presunto furto al negozio in Duomo, anche se restano diversi punti “poco chiari” in merito all’intera vicenda. La scorsa udienza aveva stralciato il procedimento a carico dell’amica di Carta, Fabiana Muscas: la donna infatti ha chiesto di potere svolgere lavori di pubblica utilità in un’associazione che si occupa di donne vittime della tratta della prostituzione a Cagliari e per questo il giudice deciderà se accogliere la richiesta nell’udienza del 17 dicembre. Ma intanto con Carta assolto, resta la domanda: chi e perché ha tentato di rubare le magliette della Rinascente? In attesa delle motivazioni della sentenza, il giudice del tribunale di Milano, Stefano Caramellino, ha respinto la richiesta dell’accusa di 8 mesi di carcere dichiarando che Marco Carta non ha commesso il fatto. Durante l’udienza stamattina gli avvocati del cantante vincitore di Sanremo hanno ribadito come «non c’è la prova che sia stato Carta a entrare nel bagno a lasciare gli antitaccheggio che sono stati poi ritrovati lì, anche perché dalle immagini emerge che quella massa di antitaccheggio non potesse essere occultata nelle tasche di una persona che porta i jeans aderenti». Da quanto si apprende dall’Ansa, la procura di Milano impugnerà la sentenza di assoluzione. (agg. di Niccolò Magnani)

ATTESA SENTENZA PER MARCO CARTA

Il furto di magliette, per un valore di 1200 euro, alla Rinascente di Milano lo scorso maggio, potrebbe costare al cantante Marco Carta otto mesi e 400 euro di multa. E’ quanto infatti ha chiesto il pm di Milano Nicola Rossato al processo con rito abbreviato, mentre la difesa ha ovviamente chiesto l’assoluzione piena. Gli avvocati Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta infatti hanno ottenuto di mostrare in aula nel corso dell’udienza, che si è tenuta a porte chiuse, i filmati delle telecamere a circuito chiuso: i video, hanno detto, mostrano chiaramente che non ci sono prove contro il cantante. La difesa ha portato in aula anche alcuni testimoni che hanno scagionato l’accusato. Resta da chiedersi perché allora la richiesta di rito abbreviato, cosa che normalmente corrisponde a una implicita ammissione di colpevolezza.

LA POSIZIONE DI FABIANA MUSCAS

“Marco ha dovuto subire la gogna di un processo, ma è molto fiducioso non solo perché è sicuro della sua innocenza, ma anche perché ha visto le immagini e ha letto la nostra memoria difensiva”, concludono gli avvocati. Stralciata poi la posizione della donna di 53 anni con cui si trovava in compagnia quel giorno Marco Carta, Fabiana Muscas che nella precedente udienza aveva chiesto personalmente di essere ammessa all’istituto della messa alla prova, ovvero di potere svolgere lavori di pubblica utilità in un’associazione che si occupa di donne vittime della tratta della prostituzione a Cagliari. Anche questa, fino a prova contraria, è una ammissione di colpevolezza. E’ comunque fissata per lei una udienza il prossimo 17 dicembre per decidere se accogliere la sua richiesta. Un caso di cui ancora oggi non si capisce realmente cosa sia successo.



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