Marco Masini/ “Ognuno di noi va dietro ai caproni, siamo tutti pecore” (Verissimo)

- Rossella Pastore

Marco Masini ospite a Verissimo: da poco è uscito il suo nuovo singolo, La parte chiara, inedito pubblicato in occasione del suo 30° anno di carriera.

Il cantautore Marco Masini
Il cantautore Marco Masini

Dall’infanzia alla passione per la musica fino al rapporto con la madre e il padre. Un racconto a cuore aperto quello fatto da Marco Masini negli studi di Verissimo da Silvia Toffanin. L’artista ha parlato anche di un momento molto difficile della sua vita professionale quando gli è stato additato l’etichetta di “porta sfiga”. A stargli accanto e a volerlo fortemente in tv è stato Adriano Celentano: “è stato forte. E’ stato un momento di grande emozione perché quando ricevi un applauso del pubblico ti emozioni sempre, ma la guerra era molto difficile da combattere. E’ una guerra che non decidi in un giorno cosa fare o non fare, lo decidi nel tempo, anche in base ad un ricambio di uomini nel settore”. Il cantautore non nasconde che sia stato un momento davvero complicato della sua vita personale ed artistica: “ammetto che è vero, fu un progressivo e lento attacco credo più che altro non rivolto a me, ma alle mie canzoni perché rappresentai in quegli anni un mondo molto crudo e duro e forse misi in luce gli aspetti più negativi e l’ho fatto con un messaggio diretto. E’ chiaro che parli senza troppo fronzoli, senza troppo uso di metafore, vai diretto al centro del problema e anche se tutti riconoscono che il problema esiste, fanno finta che non esista”. La Toffanin interviene “tu non hai mai fatto il nome del presentatore”, ma Masini replica “non è la questione di fare o meno un nome, ma il sistema che si basa su una certa superficialità di pensiero. Ognuno di noi va dietro ai caproni, siamo tutti pecore e quindi per stare in società non possiamo pensarla diversamente dagli altri, dobbiamo pensare di fare le cose che vanno di moda e gli altri ti riconoscono nel branco. Chi si separa automaticamente si emargina, io cantavo delle cose che facevano discutere…”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Marco Masini: “Il genitore è il più grande mago del pianeta”

Marco Masini parla poi della morte del padre. Un momento davvero toccante quello condiviso dal cantautore a Verissimo: “papà non c’è più da alcuni mesi. Nel periodo del Covid avevo programmato dei concerti e purtroppo per me sono saltati, ma sono stati la fortuna per me per stare accanto a mio padre quando è mancato”. Il cantautore poi condivide un momento di riflessione davvero toccante ed emozionante sulla figura dei genitori: “i problemi tra genitori e figli avvengono sempre quando i figli sono genitori perchè non riescono a metabolizzare ed interpretare i consigli di un genitore; un figlio è sicuro di essere avanti rispetto ad un genitore, ma alla fine i genitori hanno sempre ragione. Un genitore anche se non sa usare il linguaggio giusto e parla con un linguaggio obsoleto o dimenticato, il genitore è il più grande mago che esista su questo pianeta perchè indovina sempre tutto”. Poi il cantante parla di un periodo difficile della sua carriera quando è cominciata a circolare la voce che portasse sfiga: “l’ho affrontato cercando di fare quello che credo di fare meglio: cioè scrivere canzoni e cantarle. Poi ovviamente possono piacere o meno, per le altre cose non so farle”. Masini poi entra nei dettagli di questo spiacevole momento: “la casa discografica mi rimise in mano il contratto. Non riuscivano a promuovere la mia musica perché i media non volevano proporla. Dovetti per forza avvisare la gente che mi seguiva e che pensava fossi io a non voler fare promozione. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Marco Masini: “Ho ereditato la musica da parte di mia madre”

Marco Masini si racconta a cuore aperto a Verissimo di Silvia Toffanin. Il cantautore comincia dai primi anni: “é iniziato tutto perchè un giorno fischiettando un motivo che avevo sentito per strada mia madre notò qualcosa di diverso, avevo un orecchio particolarmente sviluppato sotto quell’aspetto così i miei genitori decisero di regalarmi un organetto a Natale. Così è cominciato un periodo di studi, di ascolti. Credo che la scuola migliore sia ascoltare gli altri”. Poi Masini parla dell’infanzia: “è stata felice. Mia madre l’ho persa presto e quindi ho vissuto in famiglia con mio padre e mia sorella che ha ricoperto il ruolo di madre sin da subito”. La morte della madre è stato un momento davvero tragico della sua vita; in quel momento la musica è sempre stata la sua ancora di salvezza. “La musica ha questo grande potere di distrarti da quello che succede fuori e dentro. Al di là dell’amicizia, la musica la considero oltre che un amore, veramente una grande amica, mi ha tenuto sempre compagnia” – racconta il cantautore che parlando del suo sogno di fare il cantante non nasconde “tutti i genitori credo che avere un figlio che intraprende un’avventura come musicista possano avere paura. Un lavoro garantito è chiaro che possa dare più serenità e tranquillità ad una famiglia, ma un sogno e un’avventura non la fermi. Ho ereditato la musica da parte di mia madre, mio padre poi mi ha lasciato andare”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Marco Masini: “sono un tipo passionale. Donne? Non le ho ancora capite”

C’è anche Marco Masini, tra gli ospiti della nuova puntata di Verissimo, il talk show di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin in onda come al solito questo pomeriggio a partire dalle 16. Giorni fa – precisamente il 9 ottobre – è uscito La parte chiara, l’ultimo degli inediti estratti dall’album celebrativo pubblicato in occasione del suo trentesimo anno di carriera. Contestualmente, il 21 settembre, Masini ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Corriere Romagna in cui si è raccontato proprio a partire da questo traguardo: “Anche se vinci il concorso in banca o alle Poste, poi il posto devi difenderlo”, commenta, guardando indietro alla sua vita artistica così caratterizzata da ‘salite e discese’. E a proposito di salite: “Come canta il buon Venditti, la salita vera comincia quando hai raggiunto l’obiettivo e devi mantenerlo, lottando ogni giorno”.

L’amore per Marco Masini

Lui, l’obiettivo dell’altezza e degli standard alti è riuscito a mantenerlo, vista anche l’evoluzione che ha avuto nella stesura dei testi, inizialmente caratterizzati da un uso non proprio moderato di espressioni provocatorie. Di sicuro non si può dire che sia ricorso a mezzi termini, visto che lui stesso si definisce un tipo (suo malgrado, a volte) “passionale”: “Passionale sì, perché le cose le ho raccontate sempre con crudezza e con schiettezza, senza maschere. Ho il sangue caldo… Certe cose non le puoi rappresentare se sei a sangue freddo. Vedi qualcosa che ti colpisce, ci aggiungi una licenza poetica e… Almeno una volta. Oggi è cambiato tutto, anche nella musica”. Un tema ricorrente nelle sue canzoni è quello dell’amore. Ad oggi, delle donne, ci ha capito qualcosa? “È che quando pensi di aver capito, è già cambiato tutto. In un certo senso penso di essere un eterno cercatore e oggi è ancora più difficile, oggi che tutto cambia così rapidamente”.

Marco Masini racconta l’esperienza del lockdown

Tornando alla sua attività di cantautore, Marco Masini non ha particolari aspettative circa il ritorno in tour: “Ognuno dice una cosa diversa. Quando potremo riprendere lo decideranno gli scienziati”. E sull’esperienza del lockdown: “L’ho vissuto nella stessa maniera di tutti, con grande dolore e grande paura per le scene che abbiamo visto… Mi scrivevano in tanti. Alcuni infermieri mi hanno fatto vedere delle immagini che non avrei mai pensato, tanta rabbia, confusione totale. Fino a mettere adesso in dubbio tante cose sia sul piano sociale e politico che scientifico. Mi aspetto che prima o poi qualcuno si prenda la responsabilità di dirci esattamente cosa succede. Si è rasentato il disastro, molti miei amici sono in quarantena e non possono lavorare. Si deve trovare una soluzione tra la salute e il lavoro. Ma è un po’ come scegliere tra la borsa o la vita. Cosa ci conviene di più rischiare? In Emilia-Romagna vedo che state riaprendo gli stadi ed è importante, ci vuole un po’ di coraggio, non possiamo farci schiavizzare dalla paura collettiva che ci fa perfino odiare chi ci tossisce accanto!”.

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