Margherita Granbassi/ “Mia figlia Leonor nuota, spero diventi campionessa dentro”

- Dario D'Angelo

Margherita Granbassi: “Mia figlia Leonor, di 5 anni, è una campionessa in quanto ad amore che riceve. Spero diventi una campionessa dentro”

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Margherita Granbassi a Vieni da me

L’ex schermitrice Margherita Granbassi è stata ospite in collegamento stamane del programma di Rai Uno, “C’è Tempo Per…”. La grandissima atleta di Trieste sarà impegnata questa sera presso il teatro di Capodimente, in provincia di Napoli, assieme ad altri atleti come l’ex pugile Patrizio Oliva e il lottatore Maddaloni. “Siamo qui per un progetto meraviglioso – ha spiegato la bionda atleta – ci sarà uno spettacolo teatrale e per me è la prima volta, mentre Patrizio è già esperto, ha già uno spettacolo bellissimo e sono emozionata. Quel bruciore di stomaco si sente in entrambi i casi come si sente ogni volta che ti metti in gioco, il palcoscenico somiglia molto ad una pedana o ad un ring. La cosa bella è che quando dici la prima parola tutto va via e non ti rendi conto di quanto succede attorno, è un’emozione bella, è una cosa che non mi sarei aspettata di fare, ed è stato Patrizio a coinvolgermi in questo progetto bellissimo”. La Granbassi è mamma della piccola Léonor, di soli 5 anni: “E’ campionessa in amore, perchè ne riceve tantissimo. E’ una bambina davvero vivace, le piace il movimento e chissà che in futuro ci sarà lo sport, me lo auguro. Adesso fa nuoto poi sceglierà lei, io cercherà di spronarla verso una vita attiva senza dimenticarsi di studiare, due cose assolutamente conciliabili. Mi auguro che mia figlia diventi una campionessa dentro, imparando ad assorbire tutto ciò che lo sport ti insegna, glielo auguro”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MARGHERITA GRANBASSI: “ALTRA CARRIERA SENZA INFORTUNI? PREFERISCO NON PENSARCI…”

C’è anche Margherita Granbassi fra le tante stelle dello sport ospiti oggi a “C’è tempo per…“, il programma di Rai Uno condotto da Anna Falchi e Beppe Convertini. La schermitrice, che nel suo palmares può vantare due bronzi olimpici nella specialità del fioretto (uno a livello individuale, l’altro a livello di squadra), con ogni probabilità racconterà la sua esperienza nel mondo dello sport, ma anche la propria realizzazione come donna nella vita di tutti i giorni. Intervistata poco tempo fa dal portale sportdonna.it, Margherita ha ripercorso la sua vita fin dagli inizi: “Da bambina facevo tantissimo sport, è sempre stata una necessità. Giocavo facendo attività motorie, legate allo sport. Guardavo qualsiasi disciplina alle Olimpiadi. Andavo in giardino facendo finta di imitare i grandi campioni dello sport e mi sfogavo, facevo finta di essere Steffi Graff. Quando ho capito che la scherma era la mia strada? E’ stato l’unico sport che ho praticato a livello agonistico. Mia mamma mi portava a fare nuoto, ma lo vivevo come un gioco. Con la scherma, però, ho partecipato a delle gare fin da bambina. I miei fratelli più grandi praticavano questo sport e così volevo che mia mamma portasse in palestra anche me. Ho aspettato un pochino perché non puoi iniziare presto questa pratica ed è stato amore a prima vista. Per la scherma mi sono spostata di città, da Trieste a Udine è stata anche una bellissima scuola di vita”.

MARGHERITA GRANBASSI: “CARRIERA SENZA INFORTUNI? PREFERISCO NON PENSARCI”

Margherita Granbassi ha poi ripercorso i suoi successi da atleta: “Da bambina sognavo le Olimpiadi, riuscire a farle nel 2004, raggiunte tra l’altro nell’ultima gara di Coppa del Mondo, è stato fantastico. A quella Olimpiade di Atene 2004 mancarono due prove femminili per la scherma, fu un duro colpo perchè eravamo una squadra pazzesca (c’erano anche Giovanna Trillini e Valentina Vezzali n.d.r.)”. Gli sportivi italiani possono forse recriminare per i tanti infortuni che hanno impedito a Margherita Granbassi di esprimere tutto il suo potenziale. Con otto interventi chirurgici, d’altronde, pensare di fare meglio sarebbe stato impossibile: “Preferisco non pensarci – dice Margherite – Gli infortuni ti tengono lontano dalle gare e dagli allenamenti per mesi. E’ difficile che una gamba o un altro arto possano tornare come prima dopo un intervento. Come persone diventiamo più forti, ma fisicamente è davvero dura. I lunghi mesi passati in riabilitazione, mi hanno dato la forza nella vita. In certi allenamenti post intervento impugnare il fioretto era un’impresa, ogni movimento sul ferro era una lacrima, una stilettata. A causa dell’ultima rottura del tendine rotuleo, smisi di fare scherma, ma gli insegnamenti degli infortuni mi hanno resa una donna migliore”.

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