Maria Grazia Cucinotta/ “13enne disabile strappato a genitori”: la Procura precisa…

- Silvana Palazzo

Maria Grazia Cucinotta e il caso del 13enne disabile “strappato” ai genitori. La Procura di Messina smentisce la ricostruzione e precisa cosa è successo…

maria grazia cucinotta 2019 vita diretta
Maria Grazia Cucinotta a La Vita in Diretta

Maria Grazia Cucinotta denuncia il caso di un bambino di 13 anni con gravi problemi psichici che è stato allontanato da casa per un provvedimento del Gip di Messina perché disturbava i vicini. L’attrice ha raccontato il caso all’Ansa, facendo appello ai magistrati affinché ci ripensino. Ma la Procura ha fornito una versione diversa di questa vicenda. I giudici hanno precisato infatti che non è stato allontanato il ragazzino disabile ma i suoi genitori, che sono indagati per stalking nei confronti dei vicini. Maria Grazia Cucinotta, che da tempo ha preso a cuore la vicenda, aveva spiegato che il 13enne soffre di Adhd, una grave sindrome psichica. «Una storia paradossale», diceva l’attrice, spiegando anche che il giudice aveva deciso di applicare il braccialetto elettronico ai genitori del giovane per dissuaderli dall’avvicinarsi a casa. La misura cautelare nei confronti dei genitori del ragazzo disabile è stata disposta circa una settimana fa dal Gip e la Procura fa chiarezza sull’intera vicenda.

MARIA GRAZIA CUCINOTTA E LA VICENDA DEL 13ENNE DISABILE: COSA È SUCCESSO

«Nessun provvedimento di allontanamento è stato disposto nei confronti di soggetti minori di età. Il gip di Messina ha emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento a carico di una coppia perché gravemente indiziata del reato di stalking nei confronti di alcuni vicini di casa». Questo il contenuto della nota della Procura di Messina che smentisce la notizia dell’allontanamento da casa del minore disabile. La procura precisa che il bambino in questa vicenda non c’entra nulla. «Le condotte persecutorie consistite in insulti, pedinamenti, lanci di oggetti, frapposizione di ostacoli che impedivano l’accesso a casa delle vittime, sono imputate solo ai genitori e sono state ritenute gravi perché ripetute nel tempo in modo ossessivo». La famiglia comunque, attraverso l’avvocato Nino Favazzo, ha presentato ricorso al Tribunale. «Disponendo l’allontanamento dei genitori per un raggio di 500 metri dal condominio di fatto si impedisce alla famiglia di occupare l’appartamento», ha spiegato l’avvocato, come riportato da Quotidiano.net.



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