Mariele Ventre/ “Fare la diva non è il mio mestiere” (Ragazzi dello Zecchino d’Oro)

- Rossella Pastore

Mariele Ventre protagonista del film Ragazzi dello Zecchino d’Oro. “Fare la diva non è il mio mestiere”. Chi è la grande musicista ed educatrice

Mariele Ventre
La direttrice di coro Mariele Ventre
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Mariele Ventre, all’anagrafe Maria Rachele, prima di diventare la fatina dello Zecchino d’Oro sognava di diventare pedagoga o concertista. L’incontro con i bambini le ha cambiato la vita. Con loro era materna e faceva attenzione che non venisse intaccata la loro fanciullezza, ma era anche un insegnante esigente. Nelle sue lettere la direttrice del Piccolo coro dell’Antoniano spiegava il suo legame con loro e perché era severa. «Anche se non sono mamma, credo proprio di voler molto bene ai miei bambini e, se spesso sono severa ed esigente, è perché il Piccolo Coro ha una vita molto intensa e, oggi come oggi, un nome da rispettare». In un’intervista a Rai1 invece spiegò perché scelse di non sposarsi e di non diventare mamma. «Nella vita purtroppo bisogna scegliere. Non si può avere tutto. O fai una cosa o fai l’altra». Quell’impegno l’ha fatta diventare un volto noto in tutto il mondo, ma lei è sempre rimasta umile. «Si sa, la televisione amplifica. Da buon sangue meridionale non sono una persona silenziosa però non mi piace fare la diva. Non è il mio mestiere». (agg. di Silvana Palazzo)

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Mariele Ventre, la fatina dello Zecchino d’Oro

Mariele Ventre, storica direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano, viene oggi celebrata nel film tv I Ragazzi dello Zecchino d’Oro. La Ventre nasce a Bologna da genitori lucani. Fin da piccola frequenta il convento di Sant’Antonio, nel quale già da ragazza collabora come catechista. Nel 1957 consegue il diploma magistrale, e poi, nel 1961, diventa pianista al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. In seguito le viene proposto dai frati dell’Antoniano di lavorare per lo Zecchino d’Oro, che a quei tempi trasferiva la sua sede da Milano a Bologna dopo i due anni trascorsi nel capoluogo lombardo. Contestualmente, la Ventre fonda il Piccolo Coro dell’Antoniano, destinato a diventare presenza fissa all’interno del programma. Al Piccolo Coro e ai bambini, Mariele dedica tutta se stessa. Nel 1979, anno della 22esima edizione dello Zecchino d’Oro, riceve il Telegatto dal periodico Tv Sorrisi e Canzoni per aver fatto del suo progetto una realtà mondiale. Muore il 16 dicembre 1995, all’età di 56 anni, a causa di un cancro al seno. L’erede designata alla direzione del coro è Sabrina Simoni.

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Mariele Ventre nelle parole di chi l’ha conosciuta

Dopo la scomparsa, i frati dell’Antoniano le hanno fatto una dedica: “Mariele Ventre per decenni ha incarnato quegli ideali etici e pedagogici che l’Antoniano ha posto a fondamento delle sue attività musicali, ricreative e sociali per i più piccoli. Alle doti indiscusse di grande musicista e di educatrice, Mariele univa certe caratteristiche del suo temperamento – lo sguardo magnetico, il piglio dolce e autorevole, il rigore, la tenacia, il valore del sacrificio e la capacità di saper apprezzare le piccole cose della vita, uniti ad una fede radicata e vissuta – che l’hanno resa straordinariamente popolare e vicina al cuore della gente”. In occasione della messa in onda de I Ragazzi dello Zecchino d’Oro, anche la sorella di Mariele, Maria Antonietta, l’ha voluta ricordare come segue: “Mia sorella aveva due passioni nella vita: la musica, aveva un diploma di pianoforte, e i bambini”.

Matilda De Angelis “identica” a Mariele Ventre

Maria Antonietta, sorella di Mariele Ventre, ha assistito anche alle riprese del film. Essenziale il suo contributo per Matilda De Angelis, l’attrice che l’ha interpretata, che in un’intervista a DiPiù Tv ha raccontato: “L’ho incontrata per la prima volta sul set: io ero già truccata e pettinata come Mariele, indossavo i costumi di scena. E sua sorella, quando mi ha visto, è diventata bianca e poi mi ha detto: ‘Matilda, mi sembra di avere davanti un fantasma: sei identica a mia sorella’. È stata una emozione immensa. Come lo è stata quando il regista, dopo avermi visto per la prima volta dirigere il coro in una scena, si è avvicinato a me e mi ha detto: ‘È impressionante, sei proprio identica’”.

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