Massimo Lopez e Tullio Solenghi/ Pippo Baudo li ha “scoperti”: ecco i loro racconti

- Valentina Gambino

Massimo Lopez e Tullio Solenghi parlano del loro primo incontro con Pippo Baudo: il conduttore siciliano ha portato il trio in televisione, ecco come.

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Tullio Solenghi e Massimo Lopez a Domenica In

Anche Tullio Solenghi e Massimo Lopez saranno tra i protagonisti del programma per festeggiare i 60 anni di carriera di Pippo Baudo. Il primo, intervistato da TV Radio Corriere, racconta il ricordo del loro primo incontro, datato 1977. Lui e Beppe Grillo erano a Milano impegnati in uno spettacolo al “Cabaret Refettorio” di via San Maurilio. Pippo, che già allora era animato dal suo imperativo di sempre, quello di lanciare giovani talenti, venne a vedere i due all’opera, e successivamente, li convocò per un provino-incontro, per farli debuttare di lì a poco in televisione. Proprio per questo motivo, si recarono all’Hotel Domus di Milano: “Entrai in camera e lo vidi che, senza nessun imbarazzo, si stava vestendo: la prima immagine che ho di lui è quella di Baudo in mutande in una camera d’albergo”. Nel 1979, Baudo ha avuto modo di farlo conoscere al grande pubblico, facendo lavorare a “Luna Park”, nelle vesti di imitatore: “Averlo come spalla era anche, per noi, che eravamo giovani e debuttanti, una sorta di sicurezza in più, lo faceva in maniera molto diligente, non invasiva, non è mai stato uno che voleva sgomitare per avere spazio. Ha sempre saputo mantenere i limiti del suo intervento nel ruolo di spalla-pigmalione”, spiega ancora Solenghi.

Massimo Lopez e Tullio Solenghi: il loro rapporto con Pippo Baudo

Oltre Solenghi, anche Massimo Lopez ha parlato di Pippo Baudo, sempre tra le pagine di TV Radio Corriere. L’attore, dopo avere fatto “Il Tastomatto” con Enzo Trapani, che rappresentò l’esordio in televisione del Trio, e “Domenica In”, ci fu la consacrazione da Baudo con “Fantastico”. Il loro primo incontro fu telefonico: “Io, Anna e Tullio eravamo in redazione a scrivere i nostri personaggi quando squillò il telefono. Sentire Baudo dall’altra parte ci sembrò una cosa incredibile: era lui e si rivolgeva a noi. Mentre Tullio parlava con Pippo, noi da dietro cominciammo a fare delle imitazioni, io facevo la camminata, gesticolavo alla sua maniera. Tullio non resistette, iniziò a ridere, e passò la cornetta ad Anna, che continuò il discorso già iniziato. Stessa cosa accadde con lei, che prima dell’esplosione della risata passò il telefono a me. Chissà Baudo cosa avrà pensato nel sentirci a rate, senza una sequenza logica”. Cosa piaceva a Baudo del trio? “Credo che a lui piacesse questo nostro modo un po’ spiazzante, il senso del contrario nella comicità, forse anche l’insieme delle varie chiavi di lettura che ci sono, a volte può essere un po’ cinica, altre molto popolare. E poi gli piaceva molto il fatto che ci fosse, di tanto in tanto, il momento di improvvisazione, sono certo che lo divertisse molto”.



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