Massimo Riella, evaso Como non si costituisce/ Padre “Se non vuoi farlo è finita qua”

- Emanuela Longo

Massimo Riella evaso a Como da oltre due mesi e mezzo: nuovo appello del padre dopo l’ennesima mancata costituzione

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Domenico Riella, padre Massimo Riella (Iceberg Lombardia)

Da ormai due mesi e mezzo Massimo Riella risulta un uomo evaso. Nei giorni scorsi si era paventata la sua intenzione di costituirsi, ma quali sono gli aggiornamenti in merito? Se ne è parlato nell’ultima puntata di Iceberg Lombardia. La trasmissione si è recata nuovamente dal padre dell’evaso, Domenico Riella: “Non c’era niente di pericolo che ho visto io, arrivi a capire? Non so il perché. Io che abbia visto qualcuno non so, cosa puoi dirgli in quella testa che ha lui? Dove eravamo lì noi non c’era problemi che c’erano carabinieri, ma per non essersi presentato qualcosa… o che è dovuto scappare e cambiare zona, o non ha potuto…”.

L’uomo è certo è che il figlio Massimo non abbia cambiato idea sulla possibilità di costituirsi altrimenti non sarebbe arrivato al punto di far andare all’appuntamento anche l’avvocato. “Ha telefonato ed ha detto fallo venire che mi presento”, ha spiegato.

Massimo Riella, evaso da oltre due mesi non si costituisce: perché?

Il padre di Massimo Riella ai microfoni di Iceberg Lombardia oltre ad apparire deluso nei confronti del figlio ha voluto mandargli una sorta di appello: “Una scusa me la deve dare eh? A questo punto se non ti vuoi consegnare dimmi ‘papà smettila non andare più da nessuna parte, non parlare più con nessuno’ ed è finita qua, basta. Non ce la metto più la faccia, non ho più neanche il coraggio!”.

La mancata costituzione di Massimo Riella porterebbe ad aggravare sempre di più la sua posizione. Secondo l’ex poliziotta Viviana Bazzani, l’uomo evaso sarebbe aiutato da qualcuno che gli avrebbe dato ospitalità in casa, ritenendo che non sia affatto in un luogo impervio qual è il bosco. “Lui non è nei boschi ma è chiuso in cantina o in soffitta di qualche casa”, ha tuonato. Ed a pensarla allo stesso modo sarebbe anche l’avvocato Taormina che alla medesima trasmissione ha commentato: “E’ un giochetto che stanno facendo, padre e figlio. Non ho mai visto un latitante da quattro soldi che tutte le forze dell’ordine non lo trovano”.







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