MASSIMO TROISI: COM’É MORTO, FIDANZATE, FRASI E FILM CELEBRI/ La questione lingua

- Michela Colombo

Quali sono fidanzate di Massimo Troisi? Come è morto? Quali sono i film e le sue frasi più celebri? Ecco le domande più cercate sul web sul celebre attore napoletano.

Non ci resta che piangere
Roberto Benigni e Massimo Troisi in Non ci resta che piangere

Nel giorno del 26^ anniversario della morte di Massimo Troisi sono tantissime le domande che riguardano uno dei miglior attori italiani di sempre che vengono cercate sul web. Dalla terribile e prematura scomparsa occorsa il 4 giugno del 1994 fino ai film che hanno reso famoso Massimo Troisi in Italia e nel mondo: vediamone dunque alcune.

LA QUESTIONE DEL LINGUAGGIO

Massimo Trosi conquistò il successo non solo per il suo indiscutibile talento artistico, ma anche per il linguaggio afasico. Ironico e pungente, il linguaggio di Massimo Troisi era fatto di pause e rallentamenti, elementi fondamentali per mettere ancora più in risalto l’aspetto musicale del napoletano, la sua lingua di appartenenza a cui non rinunciò mai. Una scelta, quella di esprimersi sempre in napoletano, che all’inizio non tutti capirono. Durante un’intervista rilasciata ai microfoni di Isabella Rossellini, per Mixer, alla domandA: «Ma perché parli sempre in napoletano?» rispose: «Perché è l’unico modo in cui so parlare, io mi sforzo a parlare italiano ed è giusto che anche voi vi sforziate a capire il napoletano». Una lingua che faceva parte del mondo di essere di Massimo Troisi che, nell’esprimersi nel suo dialetto, riusciva a trasmettere tutte le sue emozioni (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

LA RIVALITA’ CON FRANCESCO NUTI PER CLARISSA BURT (E NON SOLO)

Nel suo libro autobiografico è Francesco Nuti a rivelare una certa rivalità con Massimo Troisi, l’attore che aveva successo e che, soprattutto, gli ha portato via Clarissa Burt. Dopo una sera in cui i tre hanno condiviso una corsa in taxi tutto è cambiato e la bella modella e attrice non ci ha messo molto a perdere la testa per Massimo Troisi a cui non mancavano simpatia, savoir faire e intraprendenza. In “Sono un bravo ragazzo. Andata caduta e ritorno” è lo stesso attore e regista a racconta la sua vita ma anche l’invidia provata per Massimo Troisi e la sua sete di vendetta in una serie di ricordi e frammenti che raccontano, se vogliamo, il dietro le quinte di un pezzo di cinema italiano: “L’invidia… mi pare il quarto vizio capitale. Bando alle ciance, ebbene sì, l’invidia, una volta e per lungo tempo, mi ha graffiato l’anima con unghie da felino adulto. Mi ha graffiato la pelle e i polmoni, fino alle viscere!”. Cosa avrebbe risposto oggi Troisi? (Hedda Hopper)

ANNA PAVIGLIANO, NATHALIE CALDONAZZO FINO AD ANNA FALCHI: LE DONNE DI MASSIMO TROISI

Attore spigliato ma personaggio di indole timida, Massimo Troisi fu pure un grandissimo seduttore e non sono mancate relazioni e flirt importanti pur nella sua breve ma ricchissima vita. Di certo una delle sue relazioni sentimentali più importanti fu con Anna Pavignano, amore che durò da metà degli anni settanta e metà degli anni ottanta. Sceneggiatrice di molte sue pellicole, come pure Ricomincio da tre, girato nel 1981 e il Postino, la Pavignano fu comunque sempre vicina a massimo Troisi, anche dopo la rottura della loro relazione: pure i due rimasero molto legati, sia pure solo dal punto di vista professionale. Da qui la lista dei grandi amori e donnei Massimo Troisi fu abbastanza lunga: ricordiamo la relazione di due anni con Jo Champa, conosciuta sul set di Le vie del Signore sono finite, fino i rapporti sentimentali, stretti negli ultimi anni con Clarissa Burt e Nathalie Caldonazzo, con quest’ultima che gli fu vicino fino all’ultimo, alla morte occorsa nel giugno del 1994. Ma oltre a questi rapporti ufficiali, anche tanti flirt, che sono venuti alla luce solo diversi anni dopo la scomparsa del grandissimo attore: dalla relazione segreta occorsa ai primi degli anni novanta con Anna Falchi (rivelata dalla stessa nel 2008), fino al flirt avuto da Troisi pure con Eleonora Giorgi.

COME E’ MORTO MASSIMO TROISI

Come ricordato prima, oggi si celebra il 26^ anniversario della scomparsa di Massimo Troisi, ma come è morto uno dei più grandi attori italiani? Come riferito prima fu una scomparsa veramente prematura: l’attore campano si spense solo all’età di 41 anni, in seguito a un fatale attacco cardiaco conseguente e fabbri reumatiche a Infernetto, località dove risedeva la sorella Annamaria, proprio il giorno dopo aver concluso le ripresa de Il Postino, di certo una delle sue pellicole più famose (e che ricevette diverse candidature agli Oscar). Come gli appassionati certo ricordano, Troisi era malato di cuore fin da bambino: spesso per la malattia dovette rinunciare a progetti anche importanti, come l’interpretazione di Pulcinella di Strawinski nello spettacolo teatrale di De Simone a fine anni ottanta, ma non solo. Ricordiamo pure che negli anni Troisi subì diversi interventi chirurgici molto seri anche negli Stati Uniti per risolvere la sua condizione, tutti senza successo: dal 1993 le sue condizioni si aggravarono e a breve avrebbe dovuto subire un trapianto di cuore. Intervento che però arrivò troppo tardi.

SCOPRI LE FRASI FAMOSE DI MASSIMO TROISI

Attore prolificissimo e personaggio tra i più amati di sempre del cinema italiano, sono ovviamente tante le frasi famose di Massimo Troisi che rimangono nel cuore degli appassionati e dei fan. Dalle citazioni dei suoi film più famosi, come Ricomincio da tre, Non ci resta che piangere e Il Postino fino a frasi personali e aforismi, che spesso raccontano in poche parole il carattere timido e scherzoso e profondamente ironico di Massimo Troisi, attore indimenticato. Come quando ha raccontato di aver capito di voler far l’attore: “Comme aggio accumminciato a fare l’attore? Ecco… io ero ‘nu guaglione… ero andato a vedere un grande film. Si trattava di “Roma città aperta”, chillo grande lavoro di Rossellini. Me n’ero uscito da ‘o cinema con tutte quelle immagini dint’ ‘a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato ‘nu mumento e m’aggio ditto… “Massimo, da grande tu devi fa’ ‘o geometra”.

I FILM PIU’ IMPORTANTI DI MASSIMO TROISI

Come è facile immaginare, la filmografia di Massimo Troisi è intensa e ricca e certo individuare solo pochi film più importanti dell’attore campano è lavoro ben difficile. Pure però possiamo fissarne almeno cinque che hanno fatto certo la storia del cinema italiano e mondiale. Partendo dal primo film di Massimo Troisi destinato al cinema ovvero Ricomincio da tre, girato nel 1981, dove l’attore campano interpreta Gateano, giovane napoletano che decide di trasferissimo a Firenze in cerca di nuove esperienze: ruolo che attiro subito l’attenzione della grande critica e che gli concesse diversi premi tra David di Donatello, Nastri d’argento e Globi d’oro. Tra i film più famosi di Troisi poi non possiamo non citare anche Scusate il ritardo, uscito nel 1983 e Non ci resta che piangere, di appena un anno dopo e che vide l’attore napoletano in compagnia di Roberto Benigni. Pure non scordiamo Le vie del Signore sono finite, uscito  nel 1987, anche se è certo Il Postino il capolavoro di Troisi. Ultima pellicola dell’attore (che si spense il giorno dopo la conclusione delle riprese), il film ottenne in quell’anno la candidatura a cinque premi Oscar, tra cui quello per miglior attore proprio a Troisi: di questi però la pellicola ne vinse uno solo per la miglior colonna sonora, scritta da Luis Bacalov.

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