Matteo Salvini/ Video: “Detassare straordinari e premi di produzione. Lo spread…”

- Carmine Massimo Balsamo

Il segretario federale della Lega Matteo Salvini in conferenza stampa: "Serve scudo antispread, il prestigio di Draghi non basta"

matteo salvini Matteo Salvini, segretario della Lega (LaPresse)

Elezioni comunali, referendum giustizia ma non solo. Intervenuto in conferenza stampa, Matteo Salvini ha fatto il punto della situazione al termine della riunione urgente in casa Lega sui temi economici. Riflettori accesi su caro benzina, caro luce, caro gas, adeguamento di stipendi e pensioni all’aumento del costo della vita.

“Non puoi proporre la scala mobile, ma uno strumento per indicizzare e rivalutare stipendi e pensioni è inevitabile”, ha spiegato Matteo Salvini, con un grosso no al salario minimo, provvedimento che potrebbe funzionare solo in altri Paesi: “In Italia porterebbe milioni di lavoratrici e lavoratori con lo stipendio che si abbassa”.

MATTEO SALVINI SUI DOSSIER ECONOMICI

Due le proposte emerse nel corso del vertice del Carroccio: “Detassare gli straordinari e i premi di produzione. Allo stato costa zero, ma incentivano le imprese e i lavoratori”. Ma non è tutto, Matteo Salvini ha posto l’accento sull’emergenza pace fiscale: “E’ in arrivo un’orda di cartelle in partenza che sarebbe il massacro per 15 milioni di euro. Per le cartelle sotto i 10 mila euro vanno stralciate, rottamate o rateizzate”. L’ex vicepremier ha rivelato di aver “chiesto al ministro Franco che entro giugno si trovino i miliardi necessari – almeno 5 miliardi – per rinnovare lo sconto benzina”. “La guerra non è ininfluente” , ha aggiunto Matteo Salvini, in particolare sul tema mutui: “L’anno scorso sono stati accesi 448 mila nuovi mutui, molti dei quali a tasso variabile. Chi ha acceso un mutuo a tasso variabile a breve rischia la mazzata, come conseguenza della crisi economica in corso. Il discorso va affrontato con le banche, speriamo che Draghi possa essere utile interlocutore”.

Matteo Salvini ha poi parlato di pensioni e della necessità di varare una riforma entro la fine del 2022: “Se il Parlamento non approva nulla di diverso, dal 1° gennaio 2023 torna in vigore la Legge Fornero, che sarebbe la pietra tombale per il sistema Italia. Bisogna ragionare sul tema. Ne parleremo con il governo”. Grande preoccupazione per lo spread, il leader leghista non ha utilizzato mezzi termini: “Non bastano evidentemente il cognome e il prestigio del presidente del Consiglio se la presidente della Banca Centrale annuncia un giovedì di giugno che non compra più titoli di Stato italiano lo spread supera i 240”.







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