Maurizio Costanzo: “credo nell’uomo, non in Dio”/ “Temo la morte perché non ho fede”

- Niccolò Magnani

Maurizio Costanzo confessa di non essere credenti in Dio, bensì negli uomini e nella vita: “temo la morte perché non ho la fede. In Paradiso ci andrà…”

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Maurizio Costanzo, 81 anni (Foto LaPresse)

Un Maurizio Costanzo intimo, fragile, quasi timoroso di quanto potrà avvenire nel suo futuro è quello intervistato oggi da Libero in una lunga chiacchierata con Alessia Ardesi: il presente, il passato della tv ma anche il rapporto complesso con la religione e la fede. Per il signore della tv per eccellenza nacque tutto da quei genitori amorevoli ma completamente anticlericali, specie Costanzo senior: «l’idea che frequentassi la parrocchia da boy-scout non lo rendeva felice. Ero figlio unico. L’associazionismo cattolico era un modo per stare in compagnia».

La fede ha da tempo interrogato l’animo di Maurizio Costanzo, senza però mai trovare piena aderenza «Non sono credente, però non sono nemmeno blasfemo: rispetto chi la fede ce l’ha. È un gran conforto, un aiuto, un rifugio nei momenti cruciali della vita». Crede nella vita, negli uomini, ma non nel Padreterno, spiega ancora Maurizio: al di là di frequentare le chiese per i funerali degli amici specie in questi ultimi anni, il marito di Maria De Filippi soffre comunque questa sua mancanza al momento di “trascendente” nella sua vita. «Chi vorrei incontrare oltre la morte?», prosegue Costanzo, «beh i miei genitori, il mio amico del cuore, Lucio, un geometra. E poi Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Paolo Villaggio».

MAURIZIO COSTANZO GIOCA A FARE ‘IL DANTE’

Immaginandosi un suo futuro “nell’Aldilà”, Maurizio Costanzo si vede in Purgatorio ma chiede alla reporter di farsi mettere una buona parola dai cardinali e dalla Chiesa. Il timore della morte c’è eccome tanto che il giornalista-autore-presentatore confessa «mi fa paura perché non ho la fede che mi garantisce un’altra vita oltre questa». Simpatico il “gioco” sul fare il Dante Alighieri nel porre persone conosciute da Costanzo nel corso delle sue mille interviste ai personaggio della politica e tv italiana: in Paradiso “ci finiscono”, secondo Maurizio, Falcone, Borsellino, Alda Merini e Fiorello, per il Purgatorio spazio invece a Moro, Gassman, Sordi, Iacchetti, Sgarbi e Carmelo Bene. E all’Inferno? Totò Riina, «Con tutte le persone che ha fatto ammazzare ora sarà di certo all’Inferno. Come tutti i mafiosi che si sono macchiati di delitti efferati. L’Inferno credo pulluli di assassini».

Dall’Aldilà all’Aldiqua, con Costanzo che non si dice del tutto “spacciato” nei confronti della fede: «vorrei incontrare Papa Francesco, Ascolto spesso l’Angelus e dice cose molto intelligenti. Come sulle chiacchiere e sul gossip: ha affermato che fanno male e che chiudono il cuore alla comunità. È un papa modernissimo», anche se il Pontefice preferito del giornalista rimane Giovanni XXIII assieme a Giovanni Paolo II, «Ho cercato di incontrare Wojtyla che aveva anche espresso simpatia nei miei con- fronti, ma non ci sono riuscito».

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