Maurizio Minghella, chi è/ Sadico serial killer, pm “Uccide forse per puro piacere”

- Emanuela Longo

Maurizio Minghella – Il predatore, sul Nove il docu-crime su uno dei più sadici serial killer italiani: attualmente è detenuto nel carcere di Padova

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Maurizio Minghella, foto Wikipedia

Maurizio Minghella chi è? Docu-crime sul Nove a lui dedicato

Sarà dedicato al serial killer Maurizio Minghella lo speciale in onda questa sera, sabato 25 giugno 2022, a partire dalle ore 21.25 sul Nove e dal titolo “Maurizio Minghella – Il predatore”. Si tratta di un docu-crime che racconta in che modo fu incastrato uno dei più noti serial killer d’Italia, rispolverando cold case grazie alle più aggiornate tecnologie. Vedremo quindi in che modo il pool di magistrati e polizia scientifica lavorò, riesaminando tutti i dettagli della scena del crimine, riuscendo così a far condannare definitivamente Maurizio Minghella.

Maurizio Minghella, classe 1958, sta scontando la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Tina Motoc ma a questo si aggiungono anche altri 200 anni di carcere per tutta una serie di omicidi e violenze ai danni di prostitute. Questi ultimi reati sarebbero stati eseguiti tra il 1997 ed il 2001 a Torino, mentre si trovava in semilibertà, dopo aver già ucciso a Genova altre cinque donne nel 1978. Nella sua lunga carriera criminale si rammentano anche condanne per altri svariati (e variegati) reati, dalla rapina al sequestro di persona, fino alla fuga dal carcere.

Maurizio Minghella, i delitti e le condanne

L’evento nella vita di Maurizio Minghella che segnò radicalmente la sua esistenza è legato al nuovo compagno della madre, che era solito picchiare l’intera famiglia. Da quel momento Maurizio Minghella iniziò a covare un odio profondo nei suoi confronti. Sin dai tempi della scuola il suo atteggiamento fu sempre definito violento nei confronti dei compagni. Lasciò ben presto gli studi ma al lavoro decise piuttosto di dedicarsi al furto di moto e auto. Donnaiolo con la passione per il pugilato, la morte del fratello, in uno schianto in moto lo segnò al punto da iniziare a sviluppare una certa attrazione per i morti. La sua è una psiche molto fragile e lo si noterà nel corso degli eventi che caratterizzeranno la sua vita, come la morte della giovanissima moglie per una overdose da farmaci dopo un aborto spontaneo.

Dal 1978 ebbe inizio la lunga scia di omicidi, il primo a scapito di una giovane prostituta. Seguirono altre quattro uccisioni, tutte a scapito di giovanissime donne. E’ il 3 aprile del 1981, a distanza di due anni e mezzo dal suo arresto, che sarà condannato all’ergastolo per i cinque delitti per i quali si è sempre dichiarato innocente. Gli omicidi però non terminarono e tra il 1997 ed il 2001 furono numerosi i delitti accertati e a lui attribuiti che portarono ad un nuovo arresto che lo vede attualmente detenuto nel carcere di Pavia. Il pubblico ministero Roberto Sparagna, durante l’ultimo processo davanti alla corte d’Assise di Torino commentò, come rammenta il Corriere di Torino: “Non sappiamo perché Maurizio Minghella uccide, non ha mai fornito alcuna spiegazione sui delitti commessi. Forse lo fa per il disprezzo che nutre nei confronti delle prostitute, forse per il sentimento di amore-odio che prova per la madre. O forse per le disfunzioni sessuali, come hanno riferito le donne sopravvissute alle violenze. Ma non è da escludere che abbia ucciso per puro piacere”.





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