Maurizio Sarri “Polmonite? Che paura!”/ “Non respiravo. Juventus, ora sono pronto”

- Silvana Palazzo

Maurizio Sarri dopo la polmonite. “Ho avuto paura, non respiravo”. Ma ora l’allenatore della Juventus è pronto e carica Cristiano Ronaldo…

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Maurizio Sarri (Foto LaPresse)

Maurizio Sarri torna a parlare della polmonite che lo ha tenuto fuori due settimane. L’allenatore della Juventus ha avuto paura, ne ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Fiorentina. «L’ho avuta venti giorni fa quando non respiravo bene. I dottori hanno deciso di tenermi lontani da allenamenti e partite per sicurezza». Ma Sarri è stato sempre coinvolto, infatti sente di aver partecipato alle prime sfide dei bianconeri anche se ha dovuto delegare (e ci ha sofferto). «Non lo sento come un esordio perché sono stato sempre molto coinvolto», dice appunto in riferimento al match contro la Fiorentina. Però si è sentito «come un pesce nell’acquario». Ora comunque è pronto per la partita del Franchi, lì dove il Napoli si fermò nella corsa scudetto con la Juventus. «Questo ricordo devo sostituirlo presto con uno positivo». A proposito di cambiamenti, ha spiegato che la madre se l’è presa per il suo passaggio in bianconero. «Non ti parlo più», gli ha detto. «Non era contentissima. Mia nonna abitava a 500 metri dallo stadio, quindi la fede dalla famiglia era viola, a parte la mia, dato che ero tifoso del Napoli».

MAURIZIO SARRI “POLMONITE? CHE PAURA! NON RESPIRAVO”

Con la stessa disarmante sincerità ha risposto alle indicazioni di Marco Tardelli, che sulla Stampa ha dichiarato che ora l’allenatore capirà che le vittorie della Juventus non sono frutti di aiuti o fortuna. «Io non ho mai detto che la Juve avesse fortuna. Ho sempre detto che la Juve era la squadra più forte, poi si può discutere sull’episodio ma fa parte del gioco. Noi col Napoli abbiamo perso campionati a 10 punti di vantaggio, qualche volta siamo stati più vicini e lì gli episodi pesano di più». In conferenza stampa Sarri ha spiegato che i suoi sono stati sfoghi da post partita, come quelli che fanno i giocatori. Passando alla Juventus si è reso conto della forza della squadra, che risiede nell’organizzazione e nella testa. «Archivia la vittoria dopo 30 secondi e si proietta sulla prossima: trasferire questa mentalità a giocatori e allenatore è straordinario. C’è una mentalità feroce, con il passare del tempo vincere sarà sempre più difficile, ma la fame c’è». Infine, su Cristiano Ronaldo: «Deve farci la differenza, secondo me in questo momento è il più forte in Europa e quindi al mondo e deve avere libertà, libertà che deve concedergli chi gli gioca dietro. In questo caso Matuidi, che ci dà tantissimo».



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