“Medico non sapeva il tedesco”, manifesto choc/ Alto Adige, cadavere su lettino: caos

- Emanuela Longo

Manifesto choc in Alto Adige: “Medico non sapeva il tedesco”. Foto di un cadavere in obitorio, Ordine Medici segnala alla procura

manifesto choc facebook
Manifesto choc in Alto Adige, foto Facebook

Stanno facendo discutere alcuni manifesti choc in Alto Adige, diffusi alle fermate degli autobus ma anche di fronte agli ospedali, in cui si vede la foto di un cadavere disteso su un lettino con la scritta “Il medico non sapeva il tedesco” ed un cartello appeso al dito del piede che recita: “Qui muore il diritto all’uso della madrelingua”. Poco più giù, nella scritta in rosso, “Per capire e ben gestire i pazienti i medici in Alto Adige devono parlare tedesco. Combattiamo per i tuoi diritti”. È soprattutto la città di Bolzano, come spiega Fanpage, ad essere tappezzata dai manifesti realizzati da Südtiroler Freiheit, il partito di destra tedesca di Sven Knoll e di Eva Klotz ed apertamente anti-italiano. L’immagine però, ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, a partire dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) che ha inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica. “Quel manifesto fa passare un messaggio pessimo: allarmistico per i cittadini, offensivo per i medici e, soprattutto, lesivo per il rapporto di fiducia che è alla base della relazione di cura: va ritirato, e subito”, ha commentato durissimo il presidente, Filippo Anelli, in riferimento alla campagna pubblicitaria che ha portato alla diffusione dei manifesti choc in tutto l’Alto Adige, da parte partito secessionista.

“MEDICO NON CAPIVA TEDESCO”, MANIFESTO CHOC IN ALTO ADIGE

Ora sarà al vaglio della procura stabilire se siano stati o meno violati articoli del Codice penale. “Il manifesto ha infatti un contenuto fortemente disinformativo e crea un rilevante e ingiustificato allarme sociale, nonché lede gravemente l’immagine dei medici in generale e, in particolare, di quelli che operano all’interno del Servizio Sanitario Nazionale”, ha aggiunto il presidente Anelli. “La politica dovrebbe imparare, su questo come su altri versanti, a lasciar fuori la salute dalle sue strumentalizzazioni. Spero che le autorità intervengano, perché vanno tutelati il rispetto e la dignità delle persone e delle professioni, oltre al diritto dei cittadini di affidarsi senza falsi e ingiustificati timori ai medici e al Servizio Sanitario Nazionale”. Lo stesso ha poi parlato di vero attacco a tutta la professione, rinnovando la sua solidarietà ai colleghi dell’Ordine di Bolzano e alla presidente Monica Oberrauch. Proprio quest’ultima ha definito la trovata “una messa in scena che raccoglie tutto il nostro disgusto e che offende in primis chi l’ha realizzata. In tutta Europa mancano medici, è vero, ma noi in Alto Adige con l’autonomia ed il bilinguismo la sentiamo ancora di più ma la convivenza di tre gruppi etnici ha messo in piedi una democrazia evoluta che non ha certo bisogno di queste bordate”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA