Michael Stipe/ “Ascoltare una canzone e guardare una foto è la stessa cosa”

- Lucia Filardi

Michael Stipe sulla sua raccolta di foto: ‘Sono state scattate nel 2020: potevamo vederci solo da metri di distanza e con le mascherine’.

Video-intervista Michael Stipe
Michael Stipe nella video-intervista di Rockol

Michael Stipe ha parlato del suo libro in una intervista per Rockol. L’ex front-man dei R.E.M. ha iniziato subito con ironia dicendo che il libro non si chiama ‘’Michael Stipe’’, ha messo il suo nome sul dorso in modo che la gente sappia che è un suo libro. Ha continuato poi così: ‘’E’ una raccolta di ritratti delle persone che ammiro, un elenco di chi mi ha dato coraggio, mi ha ispirato, mi ha permesso di essere vulnerabile e ha riconosciuto la mia vulnerabilità come una forza’’. All’interno del libro ci sono infatti molte fotografie della sua famiglia e altre rappresentate attraverso delle grafiche: ‘’Sono state scattate nel 2020: potevamo vederci solo da metri di distanza e con le mascherine. E’ un periodo molto strano per scattare ritratti. Non volevo che fosse un libro sul Covid, ma non volevo neppure ignorare il momento’’.

Così Stipe ha usufruito del design ‘’per creare un’immagine di cosa significhi fare un libro di ritratti in un anno in cui non puoi vedere nessuno’’. La raccolta inoltre è accompagnata da una narrazione audio in cui viene raccontato il processo creativo, e su questo Michael Stipe ha rivelato che è stato ispirato dall’ascolto di diversi podcast. Per un artista come lui allora qual è la differenza tra fotografare e fare musica? Ha detto: ‘’Comporre musica non è facile, ma scrivere per comporre musica è ancora più difficile. Eppure, guardare un’immagine e ascoltare una canzone sono la stessa cosa, per me’’.

Il libro di Michael Stipe è un volume di fotografie

E’ uscito il 15 aprile per l’editore Damiani il libro di Michael Stipe, stampò anche i precedenti ‘’Vol. 1’’ e ‘’Our interference times’’. Al suo interno sono presenti 16 tracce audio accessibili attraverso la scansione di un QR code. La raccolta di ritratti è nata dopo una attenta riflessione dell’artista sui fatti scaturiti dalla pandemia mondiale di Covid-19. ‘’Michael Stipe’’ è così un inno alla resilienza, alla forza e allo spirito di adattamento dell’essere umano di questo secolo.

Tra i soggetti fotografati per questo progetto ci sono: Tilda Swinton, John Giorno, Joan Jonas, Kirsten Dunst, Beth Ditto, Gus Van Sant, Sam and Aaron Taylor-Johnson, Helen Christensen, Michèle Lamy, Sophie Calle. Dopo lo scioglimento dei R.E.M. si è buttato così su un altro tipo di creatività: ‘’Per me fare un libro è creare un’opera d’arte che va nel mondo. Amo gli oggetti. Per gran parte della mia vita ho creato cose che non erano oggetti, quindi è bello creare oggetti, ora’’. Come anche la band passò da una major ad una etichetta indipendente, il libro di Michael Stipe è pubblicato da un editore indipendente: ‘’Con una casa editrice più grande non sono sicuro che avrei quel tipo di intimità con ciò che realizzo’’.



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