Michelangelo Pistoletto chi è, moglie e figli/ “La fotografia ferma il tempo”

- Valentina Masciolini

Michelangelo Pistoletto, tutto quello che c'è da sapere sul noto pittore e scultore italiano: carriera, opere, vita privata

Fabio Fazio salvini Fabio Fazio

Michelangelo Pistoletto chi è: carriera, biografia, moglie e figli

Michelangelo Pistoletto è un’artista a tutto tondo che ha rivoluzione il concetto di “arte povera”, noto per i suoi quadri specchiati e per la sua capacità di abbracciare differenti stili. Nasce a Biella nel 1933 e inizia subito a interessarsi di arte, seguendo le orme del padre che aveva aperto una bottega per la restaurazione di opere a Torino.

Proprio nella bottega del padre, Michelangelo Pistoletto muove i primi passi nel mondo dell’arte. Nel 1953 inizia a collaborare con Armando Testa, fondatore della prima scuola di pubblicità in Italia, e scopre pian piano la sua arte. Molto noti i suoi “quadri a specchio” e l’opera nota come La Venere degli Stracci in cui fissa per la prima volta la sua visione dell’arte. Per quanto riguarda la vita privata, l’artista è sposato con Maria Pioppi dopo un fidanzamento lungo molti anni. Dal loro amore sono nati tre figli: Cristina, Armona e Pietra. Una famiglia sempre molto unita, considerando che il pittore e scultore ha sempre voluto creare una famiglia.

Michelangelo Pistoletto e il concetto di arte

Michelangelo Pistoletto, in un’intervista rilasciata a Il Fascino degli Intellettuali, aveva illustrato la sua visione dell’arte e delle opere. L’artista ha esposto i due concetti cardine della sua carriera: triplice infinito e di Terzo Paradiso. Lo scultore aveva dichiarato: “Il tema dell’infinito è sempre stato uno dei miei campi di studio e il teorema della ‘Trinamica’ nasce dal segno matematico dell’infinito composto da una linea che incrocia se stessa

E ancora: “Io ho creato un terzo ‘cerchio’ facendo incrociare due volta questa linea continua. Ho, quindi, inserito il finito all’interno dell’infinto. Perché infinto vuol dire qualcosa che non dura: tutto passa e si trasforma. Qualcosa che c’è un attimo prima, e sparisce un attimo dopo. La fotografia ferma il tempo e dà la possibilità di creare una durata, di trattenere l’infinto che si pone prima della vita e dopo la vita. Quindi questo inedito cerchio centrale rappresenta la durata, la vita della natura, ciò che è finito“.







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