MICHELE BRAVI/ “L’amore ti salva. Chiara Galiazzo? Mi ha protetto” (Verissimo)

- Morgan K. Barraco

Michele Bravi racconta a Verissimo dell’incidente avuto nel 2018 e in cui ha perso la vita una donna: “Ero semplicemente da un’altra parte, non avevo aderenza con il reale”

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Michele Bravi (Lapresse)

Michele Bravi racconta di aver trovato conforto: “ho avuto la fortuna di non essere mai stato solo, ho avuto le mie persone affianco. Nonostante la vicinanza delle persone della mia vita a prendersi cura del mio corpo e persone, io non avevo un contatto con la realtà , ero incapace di esperire la vicinanza di qualcuno”. A stargli accanto una persona speciale, un angelo: “ho avuto un angelo vicino a me, le informazioni che mi ha consegnato per ritornare alla realtà  sono state la cosa più potente” rivela il cantante di X Factor che il 2018 durante un drammatico incidente stradale ha causato la morte di una donna di 58 anni. “Ho capito che il dolore non ha senso, ma quando due dolori si incontrano e confrontano creano una potenza infinita” dice il cantante. La Toffanin cerca di capire chi è questo angelo, ma Bravi precisa: “gli angeli non hanno un nome, è molto più di un nome, di un viso. Io lì ho scoperto che l’amore ti salva e non ti salva combattendo al posto tuo, ti salva standoti lì accanto”. Michele Bravi per uscire da questo dramma ha seguito anche una terapia: EMRD, che il cantante ha raccontato così:  “la terapia ha un nome, è un modello clinico, è un metodo di eccellenza e si chiama EMDR. Un percorso che mi ha salvato, mi ha fatto incontrare le mie persone, mi ha fatto tornare a parlare, a sentire, è una potenza incredibile”. Sul finale il cantante parla della musica, dei fan e dell’amicizia con Chiara Galiazzo: “mi ha protetto, ha protetto la mia voce e poter tornare sul palco per la prima volta con lei è stato un regalo di amicizia immenso”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Michele Bravi: “Incidente? Le parole non riescono a coprire tutto”

Michele Bravi torna in tv a Verissimo da Silvia Toffanin dopo il drammatico incidente che l’ha coinvolto nel 2018. Visibilmente provato, il cantautore esordisce dicendo “grazie a te di questo spazio, so che sono in buone mani. Silvia Toffanin ricorda: “avevi registrato un’intervista in cui eri molto contento” dice Silvia Toffanin pronta ad aiutare il cantante di X Factor che nel 2018 è stato coinvolto in un’incidente mortale. “E’ molto complesso per me, il come stai è una delle domande che temo di più perchè le parole non riescono a coprire tutto” racconta Bravi, che precisa: “è complicato, quando vivi un trauma, succedono tante cose dentro di te, cambia il tuo corpo e modo di vedere le cose. Quando parlo di silenzio tendo a distinguerlo in due modi: non è l’incapacità di parlare, ma avevo il silenzio intorno, io non riuscivo a sentire gli altri. Ero semplicemente da un’altra parte, non avevo aderenza con il reale. Abituarsi all’assenza di suono per me che mi sono sempre raccontato attraverso il suono è stato molto difficile, è molto difficile”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Il metodo clinico EMDR per ritornare a parlare e sentire

Michele Bravi ha deciso di rompere il silenzio, in seguito al brutto incidente avuto nel 2018 e in cui ha perso la vita una donna. “Quando succede qualcosa di così traumatico non si può pensare di uscirne da soli. L’amore non basta. Serve un percorso terapeutico e farsi aiutare per trovare il coraggio di affrontare la situazione con uno specialista”, dice a Verissimo, dove sarà ospite nella puntata di oggi, sabato 18 gennaio 2020. Il cantante infatti si è affidato alle mani di un esperto di grandi traumi, ha seguito il metodo clinico EMDR ed è riuscito a sopravvivere, a ritornare a parlare e sentire. “Ho avuto una fortuna enorme: avere un angelo vicino”, dice ancora, anche se non specifica di chi si tratta. Oltre alla sua famiglia, Michele Bravi ha avuto la fortuna di avere questo uomo al suo fianco, adesso trasferito all’estero, ma che in quel particolare periodo lo ha aiutato a riprendere in mano le redini della sua vita. “Mi diceva l’opposto di quello che dicevano gli altri. Secondo lui dovevo assorbire questo dolore da solo promettendomi però che mi avrebbe tenuto la mano tutto il tempo”, confessa.

MICHELE BRAVI, IL TRAUMA VISSUTO DOPO L’INCIDENTE

Vivere un trauma di questa portata ha cambiato molto Michele, nel profondo. Non solo per quanto riguarda l’aspetto fisico, ma anche la sua visione del mondo, della vita. “Non riuscivo a sentire gli altri”, dice alla conduttrice, “ero semplicemente da un’altra parte, avevo perso aderenza con il reale. Abituarsi all’assenza di suono per me, che ho sempre raccontato quello che vivevo attraverso la musica, è stato molto difficile”. Michele Bravi sta risalendo la china, in seguito al brutto incidente che gli ha dato un grosso stop sotto molti punti di vista. “Ad affrontare con me il viaggio c’era questa persona che mi ha messo delle cuffiette con Always remember us this way di Lady Gaga, che ho ascoltato per cinque ore consecutive”, ha detto a Verissimo parlando del ritorno in macchina dopo l’incidente, direzione Umbria dai genitori e in auto con una persona che reputa più che speciale. “Questa canzone mi ha suggerito qualcosa che per mesi ho ignorato: tutto il rumore che mi portava in quel luogo di buio poteva essere frenato dal suono della musica. È stato un gesto che mi ha cambiato la vita”, dice ancora.

IL RITORNO SUL PALCO

Michele Bravi però teme di non essere ben saldo con i piedi nella realtà, nonostante l’iter terapeutico che gli ha permesso di affrontare il trauma. Ha tanta paura e questa è forse quella più grande. A distanza da quel terribile giorno, Michele è ritornato anche a cantare e sul palco al suo fianco c’era l’amica e collega Chiara. “Lei ha protetto la mia voce quando non riuscivo a parlare”, confessa, “poter tornare a cantare al suo fianco è stato un regalo di amicizia immenso”. Nei suoi pensieri anche i fan, che sui social hanno iniziato un tam tam preoccupato e apprensivo in merito a quanto accaduto. Ancora oggi però Michele sente un grande timore ad affacciarsi nel mondo virtuale, anche se sa che i suoi ammiratori lo rispettano e lo rispetteranno anche in questo. “L’unica speranza che posso nutrire è che, rispetto ai tempi della giustizia, questa eco di dolore possa stritolarsi sempre di più e che tutti possano trovare uno spazio dentro di sé in questa storia”, conclude parlando della prima udienza del processo, che si terrà il prossimo 23 gennaio.

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