Michele Serra/ L’amaca, l’Inter e la moglie Giovanna Zucconi

- Elisa Porcelluzzi

Chi è Michele Serra è autore della rubrica “L’amaca” su Repubblica: “Scrivere è un lavoro fisico prima che intellettuale, tanto che questa pratica materiale finisci per amarla”.

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Michele Serra (LaPresse)

Chi è Michele Serra?

Michele Serra, classe 1954, è un giornalista e scrittore satirico. Ha iniziato la carriera giornalistica all’Unità come corrispondente politico per il partito e in seguito ha curato la rubrica quotidiana “Che tempo fa?”. Nel 1989 ha fondato e diretto fino al 1994 il settimanale satirico “Cuore”, nato come supplemento dell’Unità e diventato successivamente giornale autonomo. Dal 13 novembre 1996 collabora con la Repubblica. Ha lavorato con Beppe Grillo, per cui ha scritto alcuni testi delle apparizioni TV e degli spettacoli

. È autore di numerosi libri, tra cui: “Tutti al mare” (1986), “Il nuovo che avanza”, (1989), “Canzoni politiche” (2000), “Tutti i santi giorni” (2006), “Breviario comico. A perpetua memoria” (2008), “Gli sdraiati” (2013) e “Ognuno potrebbe” (2015). Noto tifoso dell’Inter, Serra è sposato con la ex giornalista Giovanna Zucconi.

Michele Serra: il rapporto con i suoi lettori

Attualmente Michele Serra collabora con la Repubblica, dove tiene la rubrica “L’Amaca“, L’Espresso dove tiene la rubrica “Satira preventiva” e il Venerdì di Repubblica dove risponde alle lettere dei lettori nella rubrica “Per posta”. Nel 2017 ha pubblicato la raccolta scelta delle rubriche quotidiane degli ultimi venticinque anni “Il grande libro delle amache”. “Quanto ai miei lettori, ormai mi pare di conoscerli. Li incontro per strada, mi scrivono, controbattono, condividono, discutono. Ho la fortuna di rivolgermi a lettori di livello culturale alto e di vivace intelligenza. Se è vero che ognuno ha il pubblico che si merita, mi sento orgoglioso di me stesso”, ha detto Michele Serra a Mangialibri.

Nella stessa intervista Serra ha detto di sentirsi più giornalista che scrittore: “Amo scrivere sui giornali, e mi sento innanzitutto un giornalista. Spesso essere costretti a scrivere non avendone voglia ti costringe a scrivere scavando più a fondo. Nel lavoro c’è una rettitudine, e scrivere è un lavoro fisico prima che intellettuale, tanto che questa pratica materiale finisci per amarla”.

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