Migranti, 50 irregolari in fuga a Porto Empedocle/ Caos Udine: 400 in rivolta per…

- Carmine Massimo Balsamo

Il premier Conte ha annunciato la stretta sui migranti, ma continuano fughe e rivolte: episodi choc a Porto Empedocle ed a Udine. Le ultime notizie.

migranti pozzallo
Centro d'accoglienza, immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

«Non tollereremo ingressi irregolari», l’annuncio del premier Conte nelle scorse ore, ma l’allarme migranti continua senza sosta con nuovi episodi. Dopo le fughe registrate negli ultimi giorni, a Porto Empedocle una cinquantina di irregolari hanno scavalcato la recinzione del centro di accoglienza che li ospitava: abbandonata la tensostruttura, hanno fatto perdere le loro tracce. Ricordiamo che appena 10 giorni fa dalla struttura agrigentina sono scappati alcune centinaia di irregolari. Episodio simile a quanto registrato a Campomarino, provincia di Campobasso: qui venti migranti si sono dileguati dal centro di accoglienza e non sono stati ancora individuati dalle autorità presenti sul territorio. I colleghi di Tg Com 24 mettono in risalto che i clandestini erano arrivati nella struttura “Sweet Dreams” due giorni fa e si trovavano in quarantena precauzionale.

MIGRANTI IN FUGA IN TUTTA ITALIA: É ALLARME

E non è finita qui. Oggi è stata registrata una rivolta di 400 migranti nella ex caserma Cavarzerani di Udine. Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, la sommossa ha previsto materassi incendiati e lancio di sassi per protestare contro le condizioni di affollamento. Duro il giudizio del presidente Massimiliano Fedriga«Pretendo dal Governo che chi si è reso protagonista di questa vicenda perda qualsiasi diritto di fare domanda come richiedente asilo. Se ne devono andare via ora e senza discutere. Per gli altri, è confermata la zona rossa visto che è stato trovato ieri un nuovo positivo».

In questi termini si è espresso anche il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del consueto punto stampa: «I focolai nelle caserme e nelle strutture per migranti sono la prova provata che questi immigrati ospitati, anche senza titolo, devono essere mandati a casa. Se non avessimo avuto queste strutture, noi non avremmo avuto dei focolai».



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