Milan in Champions League/ Vince a Bergamo, chiude secondo, torna dopo 8 anni!

- Claudio Franceschini

Milan in Champions League: i rossoneri tornano dopo 8 anni nella principale competizione europea, battuta l’Atalanta e secondo posto conquistato con due rigori trasformati da Franck Kessie.

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Milan (Foto LaPresse)

MILAN IN CHAMPIONS LEAGUE: BATTUTA L’ATALANTA

Il Milan è in Champions League. Dopo 8 anni i rossoneri tornano a qualificarsi per la principale competizione europea, e lo fanno in grande stile con una vittoria sul campo dell’Atalanta. Si temeva la grande reazione della Dea dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia, invece due rigori di Franck Kessie – numero 19 e 20 nel campionato del Milan – hanno spinto Stefano Pioli, che con questa vittoria sorpassa anche la stessa Atalanta riappropriandosi del secondo posto in classifica: per di più, a Napoli i partenopei non sono riusciti a battere il Verona e dunque anche con un pareggio il Milan avrebbe centrato l’obiettivo. È la grande vittoria di Pioli, che ha preso in mano una squadra giovane e che sembrava allo sbando e in poco più di un anno e mezzo l’ha riportata dove non erano riusciti i suoi predecessori. Ricordiamoli: da Clarence Seedorf (che ha comunque avuto poco tempo) a Filippo Inzaghi passando poi per Sinisa Mihajlovic, Vincenzo Montella, Gennaro Gattuso e appunto Giampaolo, esonerato dopo poche giornate. Ce l’ha fatta Pioli, il Milan torna in Champions League (accompagnato dalla Juventus) e adesso può davvero iniziare il bello per i rossoneri… (agg. di Claudio Franceschini)

GOL DI KESSIE

Il Milan sarebbe in Champions League al termine del primo tempo. Il rigore di Franck Kessie spinge i rossoneri al vantaggio sul campo dell’Atalanta: proprio uno degli ex della partita ha sbloccato al Gewiss Stadium e al momento scaccia la paura di un flop, che era diventata concreta dopo il pareggio casalingo contro il Cagliari arrivato settimana scorsa. Quello di stasera è il diciannovesimo rigore fischiato a favore del Milan in campionato: a differenza di quanto era successo contro la Juventus Kessie lo ha trasformato, e così adesso il Milan sogna in grande. Ricordiamo che per qualificarsi alla prossima Champions League i rossoneri non hanno bisogno di verificare i risultati dagli altri campi, ovviamente in caso di vittoria: sono padroni del loro destino qualora dovessero ottenere i 3 punti. Naturalmente, a Stefano Pioli non può fare piacere che la Juventus sia già in vantaggio 3-0 a Bologna; il Napoli invece è bloccato in casa contro il Verona, ma è opinione comune che sia solo questione di tempo prima che riesca a segnare il gol della liberazione. Dunque, adesso per il Milan la vera partita si gioca proprio qui: l’Atalanta, che vorrebbe il record di piazzamento in Serie A blindando il secondo posto, potrebbe spingere maggiormente nel secondo tempo e, qualora pareggiasse, a quel punto i rossoneri avrebbero bisogno che il Napoli non vincesse, si giocherà sul filo dell’equilibrio e dei minuti… (agg. di Claudio Franceschini)

UN DIGIUNO DI 8 ANNI

Bisogna tornare al 2013 per trovare l’ultima volta in cui il Milan si è qualificato in Champions League: l’Italia portava solo tre squadre e la terza era costretta al playoff, i rossoneri erano alla fine di un ciclo perché l’estate precedente le esigenze di bilancio avevano imposto l’addio di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic, oltre che il mancato rinnovo ai grandi senatori Alessandro Nesta, Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf. Quest’ultimo, ancora oggi è l’ultimo allenatore ad aver guidato il Milan in una partita di Champions League: l’ottavo contro l’Atletico Madrid – poi finalista – ma il girone lo aveva superato Massimiliano Allegri, che con una rosa rivoluzionata e meno competitiva di quelle precedenti aveva comunque fatto un mezzo miracolo, portando il Milan al terzo posto nel 2013 a pochi mesi dall’esonero. I rossoneri avevano chiuso con 72 punti, aiutati anche dall’arrivo di Mario Balotelli a gennaio: due lunghezze di vantaggio sulla Fiorentina di Vincenzo Montella (futuro allenatore del Diavolo) in un appassionante testa a testa deciso di fatto dal ko interno dei viola contro la Roma alla quartultima giornata, ma anche da un caldissimo 2-2 al Franchi all’inizio di aprile. Da allora, nonostante il ritorno alle quattro italiane, il Milan in Champions League non ci è più arrivato: ora, Stefano Pioli potrebbe colmare un’attesa lunga 8 anni ma sa che a Bergamo l’impresa sarà davvero complicata… (agg. di Claudio Franceschini)

IL CROLLO AL RITORNO

Se il Milan non riuscirà a centrare la qualificazione alla prossima Champions League, gran parte del problema sarà da identificare nel calo subito nel girone di ritorno. Forse era strutturale o forse no, sta di fatto che una squadra laureatasi campione d’inverno rischia di chiudere il campionato al quinto posto: i punti che il Milan ha centrato nelle 18 partite del ritorno sono 33: in media saremmo a un totale stagionale sotto i 70. Poi, ci sono le sconfitte: all’andata il Milan aveva perso solo contro Juventus e Atalanta (entrambe le volte a San Siro) mentre al ritorno è caduto in 5 occasioni (contro Spezia, Inter, Napoli, Sassuolo e Lazio). Se il rendimento esterno è da record (15 vittorie in 18 gare) e non si vedeva dai tempi dell’Inter post-Calciopoli, quello casalingo piange: il Milan a San Siro ha vinto appena 8 partite centrando una media di 1,58 punti per gara, nel girone di ritorno ha solo tre vittorie interne e ha perso punti, oltre che con lo Spezia, anche contro Udinese, Sampdoria e appunto Cagliari. Chiaramente, per come era arrivato alla partita di domenica scorsa, il pareggio a reti bianche contro gli isolani già salvi rappresenterà – in caso di mancato accesso alla Champions League – il punto nevralgico per il Milan, ma la realtà è che i problemi erano iniziati ben prima e adesso i rossoneri non possono che fare l’impresa battendo l’Atalanta, oppure sperare che una delle due rivali faccia un passo falso… (agg. di Claudio Franceschini)

RISULTATI UTILI CONTRO L’ATALANTA

Il Milan andrà in Champions League? Una settimana fa di questi tempi si diceva che il grande ritorno dei rossoneri fosse cosa fatta: Stefano Pioli era atteso alla partita casalinga contro il Cagliari, e in caso di vittoria avrebbe ottenuto la qualificazione aritmetica. In suo sostegno, era anche arrivato il pareggio del Benevento, raggiunto dal Crotone nei minuti di recupero: un risultato che aveva salvato il Cagliari, che dunque era sceso in campo a San Siro sapendo di aver già centrato l’obiettivo. Eppure, il Milan non è riuscito a segnare: è finita 0-0, e così ora i rossoneri devono ancora costruire la loro corsa al traguardo. C’è di più: arrivato qui con il terzo posto – per la doppia sfida a favore nei confronti del Napoli – nell’ultima giornata, domenica 23 maggio alle ore 20:45, giocherà sul campo dell’Atalanta.

Certo la Dea ha già ottenuto il pass in Champions League (per il terzo anno consecutivo), ma vuole chiudere al secondo posto timbrando il record di sempre in Serie A e, in generale, è una squadra terribile da affrontare (all’andata, gli orobici hanno vinto 3-0 a San Siro e l’anno scorso fecero 5-0 qui al Gewiss Stadium). Insomma: Napoli e Juventus hanno impegni molto più abbordabili, dunque la premessa è che i risultati utili per il Milan possano facilmente contemplare solo una vittoria. Di fatto non è così, e allora andiamo ad approfondire meglio come i rossoneri possono arrivare in Champions League.

I RISULTATI CHE SERVONO AL MILAN

Con una vittoria, il Milan sarà in Champions League: avrà anche la certezza del terzo posto in classifica, perché nel doppio confronto con il Napoli ha il vantaggio della differenza reti (3-1 al Maradona, sconfitta per 0-1 a San Siro). In caso però i rossoneri non dovessero riuscire a timbrare i 3 punti, a quel punto le cose si complicherebbero: con un pareggio, il Milan dovrebbe sperare che almeno una tra Juventus e Napoli non batta la loro rispettiva avversaria (il Bologna al Dall’Ara per i bianconeri, il Verona al Maradona per i partenopei) così da restare davanti all’una o all’altra.

Dovesse invece perdere, a quel punto sarebbero percorribili due opzioni: la sconfitta del Napoli oppure la mancata vittoria della Juventus, con cui i rossoneri hanno il doppio confronto a favore – anche qui per differenza reti. Siccome la vittoria del Napoli è del tutto probabile, essendo il grande ex Gennaro Gattuso in casa contro una squadra che da tempo è tranquilla, si punta tutto sull’ondivaga Juventus di questa stagione, quella che ha lasciato per strada 5 punti contro il Benevento, 2 contro il Crotone e altri 2 contro il Torino: tuttavia, è chiaro che Stefano Pioli cercherà a tutti i costi di battere l’Atalanta a Bergamo per evitare la clamorosa beffa, perché giunti a poche ore dall’ultima giornata di Serie A un quinto posto del Milan sarebbe evidentemente una grande delusione…

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