LA STORIA/ Quando “bastano” 1000 lune e un po’ di inventiva per dare un calcio alla crisi

- La Redazione

Per rispondere alla crisi del settore grafico, l’impresa di MASSIMO DE BIAGGI ha creato una rete di aziende che produce calendari e li rivende in tutta Italia

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Il sito web 100lune.com

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è la creazione di una rete di imprese che si sono messe insieme per produrre e vendere dei calendari. In un mondo in crisi come la grafica e la stampa, invece che giocare al ribasso e tagliare sulla qualità, Massimo De Biaggi ha deciso invece di investire su professionalità, innovazione e gioco di squadra. La sua azienda, la C&M Print, esiste da 16 anni e ha sede a Vignate.

De Biaggi, iniziamo dal suo «ultimo nato»…

Il brand 1000lune.com è nato da un mese ed è un esempio di come, scommettendo sull’innovazione, ci si può dare da fare per battere la crisi. La mia società, la C&M Print, si è messa insieme ad altre due aziende che si occupano di grafica e di Internet, Les Folies Arts e la MG Graphic Lab. Proprio per le difficoltà del settore carta, abbiamo deciso di unire le forze perché in questo modo si lavora meglio, con meno fatica e con più risultati. Ci aspettiamo di avere un grande successo, ma è anche un’occasione per fornire lavoro a universitari o persone disoccupate, che intendono diventare nostri agenti di vendita in tutta Italia. Essendo appena partiti, ci sono diverse opportunità per chi intende lavorare con noi con questa mansione.

Più in generale, qual è il valore aggiunto della sua azienda?

Il più grande valore della C&M Print sono le persone: in 16 anni infatti i nostri dipendenti sono sempre gli stessi. Anche in un momento di difficoltà come questo, tutti i dipendenti si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di non darsi per vinti. E a differenza di tanta gente che si sta improvvisando, abbiamo deciso di puntare sulla professionalità.

In che senso?

Con la crisi del settore grafico, tante imprese pur di riuscire a pagare il leasing abbassano i prezzi, lavorano sottocosto e fanno un lavoro che non è il loro. A parte il fatto che rovinano il mercato, ma noi abbiamo deciso di fare una scelta diversa. Non a caso, il nostro settore si chiama «arti grafiche», e stiamo cercando di non svendere il nostro lavoro e anni e anni di esperienza.

Oltre all’esperienza, che cosa vi ha permesso di uscire indenni dalla crisi?

Sicuramente l’impegno dei miei dipendenti. Spesso la sera sono io a doverli convincere a tornarsene i casa, altrimenti restano in azienda fino a ore impensabili. Hanno infatti capito che il mercato è quello che è, e hanno così deciso di fare il possibile perché l’azienda restasse a galla. E questo mi ha permesso di muovermi sul mercato nel modo migliore per cercare di fare in modo di rilanciare la produzione e le vendite.

Ma nello specifico la sua azienda di che cosa si occupa?

Oltre ai calendari vendiamo brochure, cataloghi, biglietti da visita e altri stampati per le imprese. Moltissimi ovviamente hanno eliminato la parte cartacea per andare su Internet. Ma ora che anche il web è arrivato alla saturazione si torna all’invito cartaceo, che ha un impatto visivo sicuramente migliore di un semplice link.

Quali sono le principali difficoltà che state attraversando?

I nostri clienti negli ultimi dieci anni sono rimasti sempre gli stessi, anche se in molti ultimamente hanno la tendenza a chiudere i rubinetti su tutto ciò che non è indispensabile. Più in generale, in Italia c’è poca programmazione e poco budget per tutto ciò che ha a che fare con la grafica. All’estero invece c’è la tendenza a destinare molte più risorse a questo settore.

Che risposta state cercando di dare sul piano dell’innovazione tecnologica?

Abbiamo deciso di stare al passo con i tempi, sia come macchinari, tecniche e certificazione Ssc, che documenta l’utilizzo di carte ecologiche. Puntiamo ad avere il massimo della tecnologia, che però deve essere supportata dal lato umano, perché la fredda macchina non basta a fare funzionare bene un’azienda. Molte aziende nel settore hanno chiuso.

Dal punto di vista umano, che cosa le ha permesso di non fare altrettanto?

Il fatto di avere sempre nuovi stimoli per andare avanti. Innanzitutto grazie ai miei amici imprenditori, che mi hanno coinvolto nella Compagnia delle Opere, nel Matching e nei pranzi chiamati i «Giovedì d’Andrea», cui partecipano gli imprenditori della zona di Cassano d’Adda. E inoltre il fatto di avere i dipendenti e due figli che mi seguono in questa avventura è una ragione in più per andare avanti. E infine, questo lavoro mi piace. Tanto che, come dico sempre, la mattina che farò fatica al alzarmi per andare in azienda cambierò lavoro.

 

(Pietro Vernizzi)

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