ELEZIONI/ Petteni (Cisl): Milano è “precaria”, serve Expo e welfare

- int. Gigi Petteni

GIGI PETTENI commenta il volantino della Compagnia delle Opere in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio: “Costruire luoghi di vita” per valorizzare la città di Milano

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"Bisogna creare un piano contro la precarietà" (Imagoeconomica)

«Ho letto il volantino con grande attenzione ed è presente una filosofia che condivido molto, soprattutto l’idea di favorire lo sviluppo di iniziative, di risposte ai bisogni vecchi e nuovi delle nostre comunità attraverso un’azione dei corpi intermedi della società». Gigi Petteni, segretario generale di Cisl Lombardia,  commenta il volantino della Compagnia delle Opere in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. “Costruire luoghi di vita”, come annuncia il titolo del volantino, per poter garantire nuove iniziative urbanistiche, la tutela del patrimonio culturale e un futuro più stabile ai giovani. Passando attraverso la sussidiarietà e una città più accogliente, con amministratori che sappiano lavorare per raggiungere questi obiettivi. La responsabilità però è sulle spalle anche di ogni cittadino e “il voto è una prima espressione di questa responsabilità”.

Cos’è cambiato a Milano?

In questi anni, gli strumenti di cui disponevamo si sono dimostrati notevolmente inadeguati, anche rispetto al cambiamento delle necessità e dei bisogni, per cui la capacità della politica, ma anche dell’economia e del sociale, deve predisporre delle nuove possibilità. Occorre non vivere di ricordi, ma è necessario invece mettere in campo degli strumenti nuovi rispetto a tutti i cambiamenti che sono avvenuti. Per esempio, credo che il Fondo Famiglia e Lavoro che il Cardinal Tettamanzi ha messo in campo in questi anni sia da leggere non solo come un’espressione caritativa della Chiesa, ma anche come segno che oggi c’è bisogno di iniziative di questo genere per rispondere alle necessità dei cittadini. È questo il terreno su cui bisogna rinsaldare in modo unitario quelli che sono i progetti di sviluppo e di grande competizione internazionale.

Che interventi servono nel settore del lavoro?

Abbiamo bisogno di interventi mirati: il primo deve essere la creazione di un piano di risposta al lavoro dei giovani, utilizzando tutte le sinergie possibili. Bisogna far respirare loro la voglia e l’idea di futuro. Utilizzando anche le opportunità che, oltre le tante grandi dichiarazioni, ci auguriamo arrivino da un evento come l’Expo 2015, si deve riuscire a fare un patto sul lavoro per i giovani. Attraverso le risorse esistenti, ma anche attraverso la capacità di creare in modo sperimentale delle nuove e diverse normative, accompagnate da elementi di garanzia e di controllo. Questo sistema va aggredito: bisogna costruire un lavoro flessibile, accompagnato, perché ormai la precarietà che domina la scena del lavoro si sta sedimentando nelle menti, ed è più grave di quella concreta in cui molte persone si trovano. Sta nascendo, infatti, un’idea, una concezione di precarietà che dobbiamo combattere attraverso una prospettiva di lavoro coraggiosa verso i giovani. Un piano di questo genere potrà far respirare una nuova aria, un’aria di prospettiva e di futuro.

Cosa deve cambiare nel rapporto tra istituzioni e cittadini?

Spero che la politica delle comunità, degli enti locali e dei comuni non imiti il peggio della politica nazionale. Sono convinto che proprio da un rapporto nuovo tra cittadini e istituzioni si possa ricostruire un rapporto anche di fiducia con la politica. Per cui non può esserci solo una politica che rimane a osservare dall’esterno, ma occorrono delle istituzioni che sappiano stare in forte relazione con le varie realtà. Dobbiamo costruire un rapporto non solo con i cittadini, ma con le forme organizzate della società civile e con tutti i corpi intermedi. Ci vuole un’idea di una politica anche un po’ più “umile”, che non pensi di farcela da sola, perché è chiaro che può farcela solo attraverso una relazione con queste realtà.

Queste realtà devono riguardare anche il sociale?

Certo, a questo proposito ci dev’essere un messaggio chiaro e preciso: mai come in questo momento e come nei prossimi anni dovremo cercare di costruire delle comunità inclusive. Bisogna adottare alcune scelte, come la fondazione del welfare, che credo siano le migliori per raggiungere determinati obiettivi. Noi ci stanno battendo affinché davvero, all’interno di una parte di welfare universale che va difesa, vengano offerte nuove soluzioni che passano attraverso un’azione congiunta tra le realtà, le associazioni e le istituzioni.
Oltre a questa sfida importante da affrontare, c’è quella abitativa, un problema su cui dobbiamo porre grandi attenzione soprattutto nelle grandi città, dove è presente molta gente che ha bisogno. Bisogna riprendere un discorso di una attenta politica sociale che deve collegarsi anche al fatto di prendersi cura di tutti i nuovi cittadini lombardi in arrivo.

Da ultimo, come commenta il volantino firmato Ugl Taxi contro l’assessore regionale Cattaneo?

Ho espresso immediatamente la mia solidarietà all’assessore. È stato inaccettabile e queste idee devono essere combattute in tutti i modi. Non bisogna dare troppa confidenza a linguaggi del genere, perché altrimenti, un poco alla volta, si costruisce un clima in questa direzione. Da un sindacato non dovrebbero mai uscire parole di quella brutalità. Per cui è una cosa vergognosa che va condannata con durezza. Chi vuole introdurre nel confronto un linguaggio di questo tipo ci vedrà opposti in ogni modo. Questi episodi vanno cancellati. E poi anche l’uso di un nome glorioso come quello di Marco Biagi è una cosa scandalosa.

(Claudio Perlini)



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