LA STORIA/ La Bottega dei Segni: poche risorse? Aumenta la creatività

- La Redazione

Stranamente, anche in tempo di crisi, sono in pochi a investire nella comunicazione professionale. LAURA NACCI: “Il lavoro diventa creativo quando le risorse sono minori”

Facebook_MonitorR400
Foto Imagoeconomica

A quanti imprenditori sarà capitato di improvvisarsi web designer o di chiedere al proprio figlio una “consulenza” per imparare a usare Facebook, Twitter o Linkedin? A molti, se non a tutti. Il biglietto da visita infatti non basta più ma, in tempo di crisi, sono in pochi a investire a cuor leggero nella comunicazione professionale. «A differenza di quanto si crede non sono indispensabili cifre esorbitanti – racconta a IlSussidiario.net Laura Nacci, dal 2007 nell’avventura imprenditoriale della “Bottega dei Segni” con il socio e marito Simone Castiglioni -. Il lavoro, infatti, si fa più interessante e creativo quando, paradossalmente, le risorse a disposizione sono minori e occorre trovare l’idea giusta». E così la “Bottega” non si limita a preparare comunicati e brochure, ma accompagna il cliente, individuando le reali necessità e realizzando i servizi più utili per ogni tipo di investimento.
«Sia io che Simone – prosegue Laura – abbiamo fatto esperienza in questo campo lavorando per alcune realtà di notevoli dimensioni. Col tempo però iniziavamo ad avvertire il rischio di perdere l’aspetto “artigianale” di questo mestiere, come se tutto si riducesse a una sorta di “catena di montaggio” in cui ognuno fa il proprio “pezzetto”, ma non ha più il senso dell’intero progetto. Da qui l’idea di un nome che vuole esprimere il nostro progetto e il nostro approccio originale». Siti internet, newsletter, relazioni pubbliche e istituzionali, realizzazione di eventi e non solo. Per fare tutto questo al meglio la struttura della Bottega è molto dinamica e può contare su una rete di collaboratori fidatissimi e specializzati, costruita giorno dopo giorno.

«Il più delle volte le imprese iniziano a conoscerci commissionandoci proprio la realizzazione del sito e delle pagine istituzionali sui principali social network. Il rapporto di fiducia che si costruisce può portare poi a progettare servizi più complessi e innovativi, come ad esempio il videocomunicato». Di che si tratta? «È una sorta di videointervista di qualche minuto che, rispetto al tradizionale comunicato, può dare un valore aggiunto in termini di interesse e di fruibilità. I risultati di questo esperimento (PR Media Lab su Youtube) iniziano a vedersi. D’altronde il futuro è un uso sapiente e professionale di tutte le potenzialità multimediali che sono e saranno a disposizione».
Tornando invece alle azioni “low budget” che le imprese che si rivolgono alla Bottega potrebbero realizzare? «Ad esempio, per promuovere una Onlus del Policlinico abbiamo chiesto la collaborazione delle Serate Musicali, che per l’occasione hanno dedicato uno dei loro concerti a questa associazione, dandole così una grande visibilità, anche sui media. Inoltre per sensibilizzare gli spettatori, che hanno riempito la Sala Verdi del Conservatorio, abbiamo realizzato un simpatico segnalibro omaggio che forniva le informazioni necessarie sulla Onlus e serviva a generare curiosità tra le persone. Inutile dire che è andato a ruba…».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori