LA STORIA/ L’imprenditore: computer e mattoni, così “costruiamo” i nostri ragazzi

- La Redazione

Largo ai giovani, grazie all’azienda di MARCELLO MASTROIANNI, che da tre anni sceglie i migliori studenti del Cfp Galdus come stagisti per insegnare loro direttamente sul campo

formazione_professionale_bis Foto Imagoeconomica

Largo ai giovani, grazie all’azienda Aedilis di Marcello e Nazario Mastroianni, che da tre anni scelgono i migliori studenti del Cfp Galdus come stagisti per insegnare loro direttamente sul campo. Un’occasione unica per acquisire un’esperienza di tutto rispetto, incrementando la propria professionalità in vista di un inserimento lavorativo. Di recente, e non è certo la prima volta, la società Aedilis ha assunto anche uno studente del Centro di formazione professionale (Cfp) Galdus al termine dello stage. Come spiega Marcello Mastroianni a IlSussidiario.net, “assegniamo a ciascun ragazzo un compito specifico, e gli chiediamo di portarlo a termine prima in affiancamento e quindi in autonomia. Ma soprattutto, il primo impatto con il mondo del lavoro insegna a un giovane a essere sempre presente come persona e a non porsi mai in modo passivo”.

Quali sono gli aspetti positivi e le criticità dell’assumere dei giovani in azienda?

In primo luogo, il Cfp Galdus ha il pregio di unire sia l’aspetto pratico sia quello teorico. Il ragazzo quindi è preparato sia sui contenuti tecnici, sia sulla manualità. Attraverso lo stage, un imprenditore ha la possibilità di conoscere il ragazzo e capire la persona che ha di fronte. Se il ragazzo è valido, nel momento in cui l’azienda ha bisogno di personale lo assume. Ciò che è essenziale nei confronti di un giovane è il fatto di continuare a formarlo. Anche per chi svolge lavori manuali, c’è un continuo cambiamento dei prodotti che rende necessario un aggiornamento continuo.

In che modo lo stage consente di sviluppare la professionalità dei giovani?

Di solito si inizia con un mese di stage, un periodo di tempo che non è sufficiente per insegnare tutto ciò che è necessario per svolgere bene un mestiere. Nel corso di questo periodo assegniamo al giovane un compito specifico, chiedendogli di portarlo a termine prima in affiancamento e quindi in autonomia. Il ragazzo così si responsabilizza, sia sui compiti che gli sono assegnati al lavoro, sia come orari, comprensione del mondo del lavoro, capacità di essere presente come persona, evitando l’atteggiamento passivo che a volte si tiene a scuola.

Quali sono le competenze richieste a un giovane che inizia uno stage nella vostra azienda?

Nel nostro caso, la competenza specifica è la capacità di utilizzare il computer. I ragazzi arrivando da un centro di formazione professionale conoscono software specifici come Autocad per il disegno, la comparazione, lo sviluppo in 3D e il progetto. Sono inoltre in grado di comprendere la differenza tra la simulazione al computer e la realtà. La nostra prassi è che in un primo momento compiamo i rilievi degli appartamenti da ristrutturare in cantiere, riportandoli quindi al computer. Quindi passiamo a verificare graficamente il modello virtuale e la realtà della pianta effettiva. L’altro aspetto, di natura più pratica, è quello del lavoro nel cantiere. In questo caso assegniamo un “tutor” per ciascuno stagista, per aiutarlo a sviluppare delle competenze professionali di tipo pratico.

 

Quali sono i vantaggi della collaborazione con un centro di formazione professionale come Galdus?

 

Un diplomato di Itis o liceo mediamente è meno adatto alle opportunità lavorative offerte dalla nostra azienda. La preparazione fornita da un Cfp è invece più completa, in quanto comprende sia un ventaglio di esperienze pratiche sia una serie di conoscenze teoriche. Lo studente si può quindi specializzare, per esempio come elettricista, idraulico, disegnatore Autocad, muratore o tinteggiatore. Ogni anno i ragazzi di Galdus realizzano una casa in miniatura, e questo permette a ciascuno di essi di vedere tutto l’insieme del progetto, dalla sua ideazione fino alla realizzazione finale. Gli studenti del Cfp Galdus hanno quindi ottime conoscenze di tipo generale, e verificano inoltre sul campo le loro specializzazioni professionali.

 

I lavori manuali spesso sono meno ambiti dai giovani. Possono però rappresentare un’opportunità altrettanto interessante delle professioni intellettuali?

Certamente sì. Per esempio, la nostra azienda ha alle sue dipendenze un imbianchino laureato in ingegneria. Non è però l’imbianchino classico, ma realizza degli interventi con resine spatolate tali per cui una sua giornata di lavoro costa circa 800 euro. Non è detto quindi che chi è laureato possa compiere solo alcune tipologie di lavoro. Anche se normalmente i ragazzi che frequentano le scuole professionali hanno un’attitudine alla manualità che risulta subito utile.

 

Di che cosa si occupa nello specifico l’azienda Aedilis?

 

Siamo specializzati nella posa del mattone esterno, come il laterizio per rifinire le facciate delle case e compiamo degli interventi con le piastrelle. Ci siamo occupati per esempio del museo archeologico di via Nirone, in zona corso Magenta, della sede della L’Oréal in via Primaticcio, mentre con l’architetto Botta e l’impresa Colombo abbiamo realizzato la facciata di via Arcivescovado. La nostra quindi è una specializzazione molto settoriale, e nel nostro campo esistono tre competitor in tutto il Nord Italia. Inoltre, ci occupiamo di ristrutturare gli appartamenti, ed è in questo tipo di interventi che impieghiamo prevalentemente i ragazzi.

 

Quali doti sono necessarie per guidare un’azienda complessa come la società Aedilis?

 

Ci vuole sicuramente carisma dal punto di vista umano, molta esperienza tecnica, per essere un riferimento per quanti lavorano con te, ed è necessario essere il più precisi possibili. Se uno ha sempre lavorato bene, questo rappresenta infatti il suo migliore biglietto da visita. A guidare l’impresa siamo io e mio fratello Nazario. Io mio occupo dell’aspetto commerciale, dell’acquisizione dei clienti e delle attività degli stagisti, mentre mio fratello è l’amministratore e gestisce il personale.

 

(Pietro Vernizzi)







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