Mirko Casadei: “Mio padre Raoul ha cantato in ospedale col Covid”/ “Amava la gente”

- Alessandro Nidi

Mirko Casadei ha ricordato il padre Raoul a “Unomattina Estate”: “Era innamorato della vita e gioiva di tutte le piccole cose”

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Mirko Casadei (Unomattina Estate, 2022)

Mirko Casadei è intervenuto in qualità di ospite ai microfoni di “Unomattina Estate”, trasmissione di Rai Uno condotta da Maria Soave e Massimiliano Ossini e andata in onda nella mattinata di lunedì 27 giugno 2022. In particolare, il giovane ha ricordato il genitore, scomparso a causa del Coronavirus. Questo è il ricordo che Mirko Casadei ha di lui: “Mio papà lontano dal lavoro era così come lo si poteva immaginare. Era genuino, trasparente, amante della vita e delle piccole cose, aveva un entusiasmo contagioso. Amava tantissimo la gente e stare in mezzo ad essa”.

Aspetto, quest’ultimo, che ha caratterizzato la sua intera carriera musicale, portando in giro per l’Italia la magia della musica e, soprattutto, l’allegria e la spensieratezza da essa derivate. Non ha mai perso il suo amore per le sette note, neppure quando il Covid stava per avere la meglio su di lui: “Raoul è andato in ospedale sulle sue gambe e quando si è aperta l’ambulanza c’erano le infermiere che lavorano a Cesena e l’hanno riconosciuto – ha raccontato Mirko Casadei –. A quel punto, una di loro gli ha chiesto di intonare un suo successo e lui si è messo a cantare le sue canzoni, ha portato una ventata di allegria e ha fatto cantare tutti. Anche in quel brutto posto, ha portato un’ultima ventata di allegria e di festa”.

MIRKO CASADEI: “IL POSTO DEL CUORE MIO E DI MIO PADRE RAOUL? IL FIUME RUBICONE”

Nel prosieguo di “Unomattina Estate”, Mirko Casadei, oltre a parlare del libro scritto su suo padre e disponibile in tutte le librerie dello Stivale, ha sottolineato ancora una volta di considerarsi fortunato “a essere stato suo figlio e ad avere conosciuto una persona così iconica e carismatica”.

Con il padre Raoul, peraltro, Mirko condivideva un luogo speciale, ancora denso di significati per lui: “Nel fiume Robicone mio padre andava a pescare le anguille e lì trovavamo il nostro momento per stare insieme e parlare di noi, delle nostre cose. Quella a noi è una zona molto cara”.







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