Mirko Genco, omicida Reggio Emilia/ Il nonno “Non voglio più sentirlo, lo picchierei”

- Emanuela Longo

Il nonno di Mirko Genco, omicida reo confesso di Reggio Emilia, ha commentato il gesto del 24enne dicendosi deluso e addolorato

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Femminicidio Reggio Emilia, Mirko Genco (Ore 14)

Ennesimo femminicidio, questa volta a Reggio Emilia, dove un uomo, Mirko Genco, ucciso la sua ex compagna, Juana Cecilia Loayza, lo scorso sabato al parco di via Patti, dopo averla vista sui social mentre era in un bar con degli amici. Ma Mirko Genco, 24 anni, avrebbe fatto di più, come emerso nel corso della trasmissione Ore 14: ha registrato con il suo cellulare gli ultimi 53 minuti di vita della 34enne, concludendo la registrazione alle 3.05 del mattino. Una prova in mano adesso alla pm Maria Rita Pantani ed ai carabinieri che corrobora la ricostruzione dei fatti effettuata durante la confessione del ragazzo. Genco è accusato di omicidio oltre che di violenza sessuale.

In merito alla registrazione, Genco avrebbe riferito: “Volevo tenere la sua voce per ricordo, quello sarebbe stato l’ultimo giorno in cui l’avrei vista perché sua madre non voleva che ci vedessimo”. L’audio sarebbe partito da quando il 24enne – originario di Parma – ha raggiunto la vittima in un locale dove si trovava. Da lì sarebbero usciti insieme ma la 34enne non sarebbe più tornata a casa viva.

Mirko Genco, omicida Reggio Emilia: parla il nonno

Nel corso della trasmissione di Rai2 è stata trasmessa l’intervista al nonno di Mirko Genco, omicida reo confesso. L’uomo ha ammesso che più che nonni loro sono stati dei veri e propri genitori per il 24enne: “Abbiamo fatto di tutto perché il ragazzo diventasse una persona seria, sincera”.

Il nonno lo descrive come una persona che “parlava e dialogava molto molto bene e prendeva dei bei soldi. Era una gran lavoratore e nel suo settore ci sapeva fare e tutti gli volevano bene!”. Lui, spiega il nonno, era il tipo che diceva di odiare gli uomini che picchiavano le donne. “Ha fatto un danno enorme che avevano fatto su di noi quando è morta sua madre”. La donna era stata uccisa dal suo convivente sei anni prima. Oggi il nonno non riesce a darsi una spiegazione del suo gesto: “Mi dispiace di cuore… Da sei anni era seguito da una struttura perché era troppo abbandonato dalla mamma e dal padre. Lo tenevano i nonni. Con le altre donne le dominava e questo non ci piace nel modo più assoluto”. Il nonno crede che possa aver avuto dei gesti violenti anche con altre donne. “Noi gli dicevamo di andare dallo psicologo ma non ne voleva sapere”, ha aggiunto, “Abbiamo fatto di tutto, lui non voleva capire”. “Per me con la testa non va più. Tre volte gli ho detto di lasciare quella donna, di non andarci più, ed invece l’ha fatto…”, ha proseguito l’uomo. “Non lo voglio più sentire”, ha aggiunto il nonno, “non lo accetto più in casa, lo picchierei, non merita altro! Lo abbiamo passato anche noi, si prova dolore e molta delusione”.



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