Mons. Pizzaballa sarà cardinale/ Chi è il Patriarca Latino di Gerusalemme: “invito alla pace in Terra Santa”

- Niccolò Magnani

Mons. Pierbattista Pizzaballa sarà nominato cardinale nel Concistoro di Papa Francesco il prossimo 30 settembre: chi è il Patriarca Latino di Gerusalemme, già Custode di Terra Santa

Mons. Pizzaballa Mons. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme (LaPresse, 2023)

MONS. PIERBATTISTA PIZZABALLA SARÀ CARDINALE: IL CONCISTORO DI PAPA FRANCESCO

Colti praticamente tutti di sorpresa i 21 prelati che durante l’Angelus hanno appreso in contemporanea mondiale della futura nomina a cardinali della Chiesa nel prossimo Concistoro convocato da Papa Francesco per il 30 settembre 2023: tra questi, spicca il nome di Pierbattista Pizzaballa, già Custode della Terra Santa e attuale Patriarca Latino di Gerusalemme.

«La loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa, che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della Terra. L’inserimento dei nuovi Cardinali nella Diocesi di Roma, inoltre, manifesta l’inscindibile legame tra la Sede di Pietro e le Chiese particolari diffuse nel mondo»: così ha spiegato Papa Francesco prima di leggere l’elenco dei nuovi 21 cardinali (18 “eleggibili” in Conclave e tre ultra ottantenni) che faranno parte del Collegio Cardinalizio dal 30 settembre prossimo.

CHI È MONS. PIERBATTISTA PIZZABALLA: DA CUSTODE DI TERRA SANTA A PATRIARCA LATINO

Nella lunga biografia stilata dal Vaticano sul prossimo cardinale della Chiesa, Mons, Pizzaballa, si scopre oltre alla nascita a Cologno al Serio (Bergamo, Italia) il 21 aprile 1965, l’ingresso nell’ordine dei frati minori il 5 settembre 1984 a Ferrara (S. Spirito): noviziato nel Santuario Francescano di La Verna mentre a Bologna ha emesso la Professione Solenne il 10 ottobre 1989 ed il 15 settembre 1990, è stato ordinato sacerdote.

Dopo gli studi filosofici-teologici ha conseguito la Licenza in Teologia Biblica allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, il trasferimento in Israele nell’ottobre 1990: dal 2 luglio 1999 è entrato formalmente a servizio della Custodia di Terra Santa, prima come Vicario Generale del Patriarca Latino di Gerusalemme per la cura pastorale dei cattolici di espressione ebraica in Israele e, dal 2008, Consultore nella Commissione per i rapporti con l’Ebraismo del Pontificio Consiglio Promozione Unità dei Cristiani. Nel maggio 2004 il prossimo cardinale Pizzaballa è stato nominato Custode di Terra Santa, confermato poi nel maggio 2010 e nel giugno 2013 (fino al 2016). Il 24 giugno 2016 Sua Santità Papa Francesco, si legge ancora dalla bio del Vaticano, «lo ha nominato Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme sede vacante, fino alla nomina di un nuovo Patriarca. Il 15 luglio 2016, in occasione della riunione del Collegio dei Consultori del Patriarcato latino, Sua Beatitudine il Patriarca emerito Fouad Twal ha proceduto al passaggio dei suoi poteri ’S.B. Pierbattista Pizzaballa, designato Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme come da decreto di Papa Francesco. L’ordinazione episcopale si è svolta nel settembre 2016 a Bergamo, in Italia. Il 24 ottobre 2020, Papa Francesco lo ha nominato nuovo Patriarca Latino di Gerusalemme». Intervistato in esclusiva dal nostro giornale lo scorso 9 aprile dopo la Pasqua di violenza in Terrasanta, Mons. Pizzaballa ci raccontava della speranza nella fede in Cristo in un tempo di violenza e rancore: «davanti a un atto che segna l’escalation a cui stiamo assistendo. Non dobbiamo, però, scoraggiarci, né impaurirci, dobbiamo guardare avanti con fiducia e sano realismo, sapendo che avremo tempi difficili. Dobbiamo lavorare tutti per calmare gli animi in questo periodo di grande tensione dove le Pasque cristiana ed ebraica e il Ramadan si mischiano e, purtroppo, si scontrano». La Pasqua di Resurrezione, concludeva, «è anche la misura dell’amore di Dio per noi. In questo contesto di odio, rancore, sfiducia e chiusura, abbiamo bisogno di gesti e parole di amore che ci ridiano quell’energia che ci serve per ricominciare il nostro cammino. Nessuno potrà impedire alla nostra bocca e al nostro cuore di pronunciare il nome più bello di tutti, che è il nome di Gesù».

PIZZABALLA CARDINALE: “NOMINA PER LA RICONCILIAZIONE IN TERRA SANTA”

Sorpreso, lieto e speranzoso: così mons. Pizzaballa racconta a “Vatican News” le prime sensazioni dopo aver scoperto dell’importante prossima nomina a cardinale nel Concistoro di fine settembre. «È una grande sorpresa», spiega il Patriarca Latino di Gerusalemme, «nel gesto del Papa vedo un segno di attenzione della Chiesa di Roma per la Chiesa madre, la Chiesa di Gerusalemme».

La Chiesa in Terra Santa, aggiunge il futuro cardinal Pizzaballa, «ha la vocazione all’universalità, al dialogo, all’incontro ma ha anche la missione di richiamare tutti i cristiani e non cristiani soprattutto alla riconciliazione». La nomina cardinalizia è di fatto un invito a continuare sulla strada della riconciliazione, conclude Pizzaballa dopo che i frati si sono riuniti presso il Santo Sepolcro per un Te deum di ringraziamento. La nomina di Pizzaballa arriva tra l’altro in un momento molto delicato per il futuro della Terra Santa con le ennesime gravi tensioni e violenze scoppiate a Jenin in seguito ad un‘operazione militare israeliana (dopo la fuga di 3mila palestinesi dal campo profughi del nord della Cisgiordania). Feriti, vittime, feroce scontro in atto: anche Papa Francesco nell’ultimo Angelus, prima di annunciare il Concistoro con la nomina a cardinale di Pizzaballa, ha sottolineato «con dolore ho appreso che nuovamente è stato versato sangue in Terra Santa. Auspico che le Autorità israeliane e quelle palestinesi possano riprendere un dialogo diretto, al fine di porre termine alla spirale di violenza e aprire strade di riconciliazione e di pace».







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