Morte Simone Mattarelli/ Il fratello: “Non si è impiccato, ci sono troppi misteri”

- Carmine Massimo Balsamo

Morte Simone Mattarelli, la famiglia del 28enne chiede la verità: “Non era una persona fragile, che crolla psicologicamente”

morte simone mattarelli
Immagine d'archivio (Pixabay)

La morte di Simone Mattarelli rappresenta un vero e proprio giallo. Il 28enne di Lentate sul Seveso è stato ritrovato impiccato la mattina del 4 gennaio in un capannone di Origgio, ma la famiglia non crede all’estremo gesto, considerando anche quanto accaduto la sera prima. A chiedere la verità ci ha pensato Matteo Mattarelli, fratello di Simone, ai microfoni di Oggi.

«Non accusiamo nessuno, vogliamo soltanto sapere che cos’è successo», le parole del giovane interpellato da Giuseppe Fumagalli. La sera del 3 gennaio, infatti, Simone Mattarelli è stato protagonista di un inseguimento in auto con quattro pattuglie dei Carabinieri e di una fuga a piedi scalzi nei campi fradici di neve e pioggia. E sul caso sta lavorando anche la Procura di Busto Arsizio: il pubblico ministero Susanna Molteni ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio.

MORTE SIMONE MATTARELLI, LA FAMIGLIA CHIEDE LA VERITÀ

La legale Roberta Minotti chiede di accendere i riflettori sulla morte di Simone Mattarelli ed aspetta in particolare i risultati dell’autopsia: si cercano lesioni sfuggite a un primo esame e risposte a proposito delle escoriazioni riscontrate sul volto e sul fianco. Il 28enne, prima del tragico epilogo, ha chiamato il padre per dirgli tutto e avvisarlo che sarebbe andato da lui. Il padre gli ha consigliato di fermarsi, ma Simone Mattarelli ha replicato: «Non posso, li ho fatti troppo incazzare, se mi prendono mi ammazzano». E il genitore ha avvertito dei colpi di pistola, otto in tutto, sparati a scopo intimidatorio verso il basso.

Come evidenzia Oggi, il timore è legato a una possibile reazione eccessiva da parte delle forze dell’ordine. Un altro dettaglio che non torna è l’errata informazione fornita dai carabinieri al padre di Simone Mattarelli: i militari gli hanno detto che avrebbe trovato il figlio alla stazione di Desio. Come già detto, informazione non corretta. Il fratello del 28enne ha aggiunto: «Simone era all’interno dello stabilimento e non capisco perché proprio lì, quando ormai si era nascosto e poteva sentirsi al sciuro, possa aver deciso di farla finita. Non era una persona fragile, che crolla psicologicamente. Era uno in grado di reggere anche situazioni di stress pesante e aveva sempre la lucidità per trovare la soluzione giusta. Non so cosa sia successo, non dico nulla e non accuso nessuno. Ma vorrei un giorno sapere la verità».

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