SANTA CECILIA/ Il Guillaume Tell di Gioachino Rossini apre la nuova stagione

- Maria Elisa Buccella

Sono quasi 170 gli appuntamenti in cartellone della Stagione 2010-2011 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che si apre ufficialmente con il “Guillaume Tell” di Gioachino Rossini. Ce ne parla MARIA ELISA BUCCELLA

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Sono quasi 170 gli appuntamenti in cartellone della Stagione 2010-2011 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che si apre ufficialmente con la riproposta, in una versione leggermente più ampia rispetto all’edizione del 2007, del “Guillaume Tell” di Gioachino Rossini.

Quest’opera, e nella versione di quest’anno, viene presentata a Londra,  nel luglio 2011, ad apertura dei PROMS (letteralmente: promenade concert) considerati uno dei più importanti e famosi festival di musica classica del mondo (la cui prima edizione risale al 1895) e dove l’opera rossiniana non viene eseguita da moltissimi anni. Ispirata all’omonimo dramma di Schiller, il Guillaume Tell  andò in scena la prima volta all’Opéra di Parigi il 3 agosto del 1829.

L’Accademia di Santa Cecilia ricomincia la sua attività stagionale sull’onda di una serie di importanti successi: in un solo anno la sua Orchestra e il suo Coro si sono aggiudicati diversi premi discografici, tra cui il Gramophone Award 2010, quello del BBC Music Magazine e il Brit Classical (Premio della Critica d’Oltremanica).

La registrazione della Messa da  Requiem di Verdi, diretta da Antonio Pappano,  è stata definita dalla stampa inglese fra le tre migliori della storia del disco. In uscita in questi giorni, sempre a cura della EMI, il CD dello Stabat Mater di Rossini registrato lo scorso luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma sempre con la direzione di Pappano e con un cast vocale a dir poco stellare: Anna Netrebko, Joyce Di Donato, Lawrence Brownlee, Ildebrando D’Arcangelo. E crescono esponenzialmente anche gli inviti da parte di importanti teatri e festival europei.

 

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«Forse, mai come in questo momento Santa Cecilia potrebbe inorgoglirsi – dice Bruno Cagli, presidente e sovrintendente dell’Istituzione romana – in poco più di anno sono stati vinti 6 premi  in campo discografico, tra i più importanti del mondo e accompagnati da elogi entusiasmanti da parte della stampa internazionale, e stiamo preparando altre uscite. Ai successi in campo discografico  corrispondono gli inviti che abbiamo da parte di molte Istituzioni in tutto il mondo.

Dopo il secondo concerto della Stagione, saremo ad Amburgo, Monaco di Baviera, Berlino, Norimberga, in marzo in Inghilterra, poi ancora suoneremo in varie città europee, tra cui ad Atene e Bruxelles, il prossimo agosto saremo per la prima volta al Festival di Salisburgo e poi nuovamente, è la quarta volta, in Giappone dove la popolarità del M° Pappano è alle stelle.Guillaume Tell mi tocca da vicino perché, essendo stato per 37 anni direttore della Fondazione Rossini,  ho voluto fortemente l’edizione critica in occasione del centenario di Rossini, nel 1992.

Due grandi compositori, Bellini e Donizetti,  hanno espresso come meglio non si può fare il valore di questa partitura. Bellini, che non era tenero con i suoi rivali, ha detto: “E’ la nostra Bibbia”.  E Donizetti disse: “Tre atti di questa opera sono stati scritti da Rossini, ma il secondo atto lo ha scritto Dio”. Il secondo atto, in effetti, rappresenta veramente un vertice nel vertice. Il Guglielmo Tell rappresenta un punto di arrivo; è un’opera monumentale  di altissimo valore, forse tra le più difficili di quelle francesi del Pesarese, che abbiamo presentato e riproponiamo nella versione originale francese dalla quale non si può prescindere, la versione italiana non funziona, e nella forma decisa dallo stesso Rossini prima di lasciare Parigi dopo la sua primissima stagione nella capitale francese. Per la prossima esecuzione sacrifichiamo solo una parte del balletto che presenteremo  più avanti in un concerto”.

Prima dell’avvio della Stagione Sinfonica con il Guillaume Tell, inizia anche la stagione di Musica da Camera di Santa Cecilia con una preziosità: la  Lodoiska di Luigi Cherubini. E’ “un’opera rara che si apparenta in qualche modo con il Guglielmo Tell – precisa Bruno Cagli- perché fa parte della grande produzione degli autori italiani a Parigi. Cherubini ha avuto meno fortuna nel teatro di quanto meriterebbe per la qualità della sua musica a causa dei libretti non sempre all’altezza. E va anche ricordato che il primo ammiratore di Cherubini era Beethoven”.

 

 

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Cagli non manca di segnalare come i tagli che il governo ha fatto al Fondo Unico per lo Spettacolo abbiano mortificato il mondo della cultura italiana, tagli  che hanno tolto alla Fondazione Accademia di Santa Cecilia quattro milioni di euro. Un provvedimento penalizzante in modo particolare per quelle istituzioni “virtuose” che non utilizzano per la propria attività solo fondi pubblici, ma che riescono ad autofinanziarsi attraverso il botteghino e sponsor privati. Secondo i dati di bilancio, Santa Cecilia finanzia autonomamente il 50% della propria attività. Ottimo l’andamento degli abbonamenti che hanno già superato la quota ragguardevole raggiunta la passata stagione.

 “E’ un momento difficile – sottolinea il M° Antonio Pappano, direttore musicale di Santa Cecilia da cinque anni e riconfermato fino a tutto il 2013 – ma le difficoltà sono anche un’opportunità. Lavorando in squadra, assiduamente e con convinzione, si può arrivare a dare un segnale importante per la musica classica: siamo qui e rimaniamo qui. Realizzare l’esecuzione del Guillaume Tell, tre anni fa come oggi, è stato un lavoro immenso e non finalizzato solo alla sua registrazione live discografica. E’ un’opera che proprio nel tempo storico in cui viviamo assume un valore particolare perché parla di libertà. Vedendo come in certe parti del mondo anche solo il concetto di libertà è sconosciuto, più che mai è giusto e necessario dare al pubblico opere come il Guglielmo Tell,  per la sua energia, per la sua gioventù, per i suoi contenuti.

E’ un’opera che vale dieci volte ogni altra opera del belcanto. Qui viene superata la parte meramente estetica del belcanto, quel che chiamiamo chicchirichì, qui si esprime con la coloratura, si crea atmosfera con il legato, si crea energia superumana. Il mio approccio al Tell non è filologico, ma all’insegna della coerenza e del rispetto strutturale”.
 
Tre le esecuzioni del Guillaume Tell il 16, 18 e 20 ottobre nella Sala Santa Cecilia del Parco della Musica di Roma. Nel cast vocale figurano Malyn Bystrom, astro nascente del firmamento musicale internazionale; Marie-Nicole Lemieux, indicata come la nuova diva francese del canto; Gerald Finley e John Osborn.

Accennavamo alla consistenza della Stagione 2010-2011 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che andrà avanti, sempre presso il magnifico spazio del Parco della Musica di Roma, fino ai primi di giugno. Tante proposte, ben 168 precisamente, per  musica dalle numerose sfaccettature. Musica sinfonica e da camera, ma anche scenari musicali inediti, come nella sezione It’s Wonderfull con Sting che rivisita le sue canzoni in chiave sinfonica. E ancora spazio ai Nuovi Talenti per scoprire nuova musica e nuovi interpreti. Le Lezioni di Musica per capire meglio ciò che si ascolta attraverso l’esperienze e la sapienza di musicologi e musicisti come Franco Battiato, Antonio Pappano, Alexander Lonquich, Carmen Consoli, La Barcaccia., Enzo Restagno, Michele Dall’Ongaro.

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia celebre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con il progetto Sulle note del Risorgimento, una serie di concerti incentrati sul melodramma italiano dell’Ottocento che si tengono a Genova, Torino, Roma e Napoli.

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