LA STORIA/ Sul grande schermo l’emozione di una Prima

- Maria Elisa Buccella

Sul grande schermo eventi di musica e danza che rendono “accessibili” le Prime dei teatri più importanti del mondo, dalla Scala, al Metropolitan. Il racconto di MARIA ELISA BUCCELLA

TeatroSanCarloNapoliR400
Infophoto

Negli ultimi anni, con la crescente crisi della politica e con l’arrivo della severa situazione economico-finanziaria che sta affliggendo la nostra società e più in generale il mondo maggiormente industrializzato, si è tornati a parlare di democratizzazione della cultura sia dal punto di vista politico che da quello sociale.
Si è tornati a discutere di come la creazione culturale e artistica rappresenti la vitalità di una società – formidabile mezzo di sviluppo personale ma anche economico – e come una vera politica culturale, oltre a promuoverne l’incremento, dovrebbe soprattutto creare i presupposti affinché l’offerta di cultura e arte, declinate nelle più diverse forme, sia estensibile anche e soprattutto alle classi sociali meno avvantaggiate.

In tal senso la tecnologia – in particolare la digitalizzazione delle sale cinematografiche – unita alla intraprendenza illuminata di un gruppo di professionisti, dalla lunga esperienza nel campo della distribuzione e dell’esercizio cinematografico, hanno reso possibile la nascita di una realtà, un new media, che rende possibile la fruizione dal vivo di concerti, opere liriche, balletti, eventi sportivi, manifestazioni culturali di vario genere superando i vincoli del “qui e ora” e i costi, spesso proibitivi per i più, per poter assistere, ad esempio, a una prima alla Scala o al Metropolitan Theatre di New York come all’Opéra di Parigi.

Acquistando un biglietto, che può costare dai 7 ai 15 euro, la Nexo Digital nella sala cinematografica più vicina alla nostra abitazione, o più comoda da raggiungere, ci offre la possibilità di assistere allo spettacolo che, forse, non avremmo mai potuto neanche pensare di vedere. La sala cinematografica diventa così il prolungamento, lo spazio virtuale ma sincrono, di un determinato teatro, sala da concerto o stadio e quel che accade su quel palcoscenico ci viene offerto in contemporanea su un grande schermo con immagini in alta qualità video (2K) e audio (5.1 dolby surround) e in diretta via satellite. 

La digitalizzazione delle sale cinematografiche, che una direttiva europea stabilisce realizzata entro il 2014, consentirà a tutti quei cittadini interessati un più ampio e articolato accesso alla conoscenza, nelle forme più disparate, del live performance ovvero dello spettacolo dal vivo. E se non è del tutto erroneo definire il processo ai suoi esordi, questa democratizzazione della cultura, vista dal punto del suo accesso, conserva il suo carattere di “sacralità” e di “rito partecipativo” grazie proprio alla sala cinematografica: nel suo buio, infatti, viene recuperata la dimensione collettiva dell’evento che la televisione come pure lo schermo del computer, anche loro “luoghi” di accesso alla conoscenza, non sono in grado di riprodurre se non in minima parte e a cui si riferisce una specifica categoria di individualismo tecnocratico, un modello, che nella sua accezione deteriore, sta a indicare la solitudine dell’individuo.

La Nexo Digital, nata nel 2009, ha già realizzato 92 eventi – tra questi il Ligabue Day del 2010 e 2011, i grandi balletti classici del Teatro Bolshoi di Mosca, la perfomance a Philadelphia del pianista più acclamato del momento, Lang Lang – che hanno visto la partecipazione di 450 mila spettatori. 
Abbiamo intervistato Luca Bernini, responsabile dell’area editoriale, per farci spiegare nel dettaglio il lavoro e le scelte della Nexo Digital.

Entro il 2014 tutte le sale, secondo la disposizione della Ue, devono essere digitalizzate. La Nexo, in questo senso, prevede di ampliare il proprio circuito?  

Certamente. La “rivoluzione digitale” che interessa le sale cinematografiche tradizionale è ormai un dato di fatto e porta con sé un ampliamento automatico del bacino di sale – e di conseguenza di potenziale pubblico – cui Nexo Digital potrà in futuro rivolgere la propria offerta. Il nostro network di sale continua a crescere direi in tempo reale, proprio seguendo la mutazione in corso. Ad esempio se nel 2010 erano meno di 100 le sale potenzialmente interessate alla parte satellitare del nostro progetto, alla fine del 2012 quel numero sarà salito a 500.

Quali sono i criteri con cui si individuano le sale da affiliare al circuito Nexo Digital? Fatto salvo che devono essere tutte attrezzate tecnologicamente. 

Ogni sala ha un suo pubblico potenziale ben preciso, proprio per via di una sua penetrazione territoriale e a Nexo Digital interessa il più possibile incontrare il pubblico di tutta Italia. Per cui di certo la posizione è importante nei criteri di scelta. Per il resto, ci interessa lavorare con tutti e apprezziamo molto gli esercizi che affiancano alla programmazione anche una discreta attività di comunicazione e di cura del contenuto, oggi più che mai necessaria per riportare il pubblico nelle sale. 

La Nexo Digital si può definire essere un” distributore” e insieme “esercente”?

Nexo Digital agisce come un normale distributore, seppur di contenuti alternativi, e in questa veste svolge buona parte del suo lavoro. Ma il progetto Nexo Digital discende pur sempre dal lavoro di tre generazioni di distributori ed esercenti cinematografici, il che porta Nexo Digital ad essere particolarmente conscia delle problematiche, dei limiti e delle necessità degli esercizi.

Come nasce il cartellone di Nexo Digital, con quale criterio?

Il cartellone di Nexo Digital nasce all’insegna della varietà, proprio per smarcarsi  il più possibile da quella che negli ultimi anni sembra essere sempre di più una linea di programmazione a senso unico, in cui trionfano i campioni di incasso e poco o nullo spazio viene offerto ad altre realtà. In questo senso i contenuti che ci interessano sono popolari ma anche “di qualità”, perché miriamo a riportare al cinema un pubblico che non si riconosce soltanto nell’offerta cinematografica “standard”. C’è una richiesta ben precisa, in tal senso, di pubblico che ha voglia di vedere altro da ciò che gli viene proposto. E i numeri del cinema, per quanto possano significare poco per le grosse equazioni audience/share del mondo tv, sono numeri che contano perché prevedono un pubblico che, anziché stare comodamente seduto sul divano di casa, decide di uscire per fruire di un contenuto che ritiene interessante. È un pubblico molto più motivato e quindi molto più ricettivo e fedele. 

Qual è il modello di coproduzione che Nexo Digital sigla con i Teatri?

I modelli di coproduzione possono essere diversi e dipendono dai singoli accordi quadro, anche se attualmente Nexo Digital ha agito più come distributore puro e semplice che come co-produttore. Ciò non toglie che in alcuni casi tale modello sia possibile e in un certo senso anche auspicabile. E’ quello che ci avviamo a fare in futuro.

Esiste un modello di coproduzione anche con imprese televisive?

Ci sono dei progetti cui abbiamo lavorato e continueremo a lavorare che prevedono coproduzioni con imprese televisive. Per cui sì, esiste, anche se ne va verificata la tenuta sul campo.

Che risposta registra il cartellone nelle sale? Un po’ di numeri.

Naturalmente dipende dagli appuntamenti. Si va dalle adunate oceaniche per eventi come il “Ligabue day 2011” (50mila presenze) a un pubblico sicuramente più di nicchia per il cartellone del MET di NYC, dal grande successo del ritorno al cinema di film come RITORNO AL FUTURO, COLAZIONE DA TIFFANY o FRANKENSTEIN JR (oltre 50mila persone a evento) a titoli apparentemente meno seguiti ma che in realtà hanno portato al cinema numeri considerevoli, come gli 8mila spettatori che, incuranti del Festival di Sanremo, hanno affollato le sale per seguire la mostra LEONARDO LIVE via satellite dalla National Gallery di Londra. 

Un esercente che ha il proprio cinema attrezzato per il digitale e desidera raggiungere il circuito, può farlo e come?

Non è difficile. Basta contattare il nostro reparto commerciale, dove si possono avere tutte le informazioni sui nostri prodotti in distribuzione e sulle modalità di accordi. Ma in generale siamo già in contatto con tutti i cinema attrezzati per la trasmissione digitale. Sono tre anni che Nexo Digital lavora al progetto, in alcuni casi contribuendo a svilupparlo insieme a Open Sky, il suo partner satellitare.

Che percentuali di crescita del pubblico si prevedono nel corto, medio e lungo termine?

Le percentuali di crescita del pubblico dipendono da due tipi di rivoluzione. La prima riguardano la costruzione di un’abitudine, da parte del pubblico, a fruire di contenuti alternativi al cinema sposando la filosofia “evento” che li caratterizza, ossia il vederli programmati in una sola data e spesso anche in un solo spettacolo, come se fossero dei veri e propri eventi irripetibili. Più il pubblico mostrerà di apprezzare questo tipo di approccio, più si renderà conto che il cinema può essere luogo in cui sviluppare un vero e proprio palinsesto di programmazione e non solo una serie di film più o meno di cassetta, e prima ci sarà la crescita.
A questo è certamente collegato  il ripensamento, seppure parziale,  dello spazio sala: i cinema devono tornare ad essere accoglienti, dedicati al pubblico, umani nella gestione degli spazi e dei tempi. Dei luoghi multifunzionali, in cui sia possibile arrivare prima, leggere il giornale, prendere un cappuccino e magari fare due chiacchiere prima dello spettacolo. Devono essere in grado di ricreare una comunità, non solo un insieme di consumatori più o meno appassionati. L’altra rivoluzione, naturalmente, è quella relativa ai contenuti: più forti sono, più muoveranno il pubblico verso il cinema. Apparentemente facile e banale,  ma sicuramente vero.

Quali altri format, oltre al live perfoming,  prevedete di sviluppare?

Eventi sportivi, documentari, appuntamenti importanti e di vario tipo sono le prime cose che mi vengono in mente, detto che siamo al lavoro su una serie di nuove linee di contenuto che arriveranno nelle sale già nell’autunno/inverno del 2012/2013.

Esiste un collegamento di Nexo Digital con circuiti analoghi operanti all’estero (Europa e oltre)? E in tal senso, sono già in atto o allo studio sinergie?

Come editore e distributore, Nexo Digital distribuisce in tutto il mondo ai vari circuiti presenti sul territorio, Europa compresa naturalmente. Non mettiamo limiti alla nostra distribuzione e dialoghiamo allo stesso modo con tutti i circuiti distribuiti nei vari paesi.

In italia le sale collegate sono oltre 200: in futuro quante? 

In futuro la digitalizzazione coinvolgerà tutte le sale presenti sul territorio e questo è senza dubbio un risultato che ci permetterà di ampliare enormemente anche il bacino degli eventi al cinema, con tutte le linee editoriali ad esso legate.

Chi decide i contenuti e quali i tempi medi di attuazione dei vari progetti? 

I contenuti sono offerti a Nexo Digital e al tempo stesso da noi ricercati. In generale, per quanto questa attività sia propria della mia mansione, i contenuti vengono visti discussi e scelti nell’ambito di vere e proprie riunioni collettive, in cui cerchiamo, ognuno dal fondo della sua esperienza, di individuare la qualità del prodotto, il possibile interesse del pubblico e i modi per stimolarlo ulteriormente. E’ un lavoro di team, in tal senso. Sui tempi medi direi che quelli ottimali sono di 6/9 mesi per un progetto importante, anche se a volte abbiamo realizzato alcuni progetti in poco meno di un mese di lavoro con ottimi risultati, ad esempio con la presentazione al cinema in mondovisione del più recente album dei Red Hot Chili Peppers, la rock band californiana, mediante uno showcase live che ha portato al cinema solo in Italia 10mila presenze.
I prossimi spettacoli-eventi al cinema prodotti dalla Nexo Digital sono: dall’Opéra di Parigi, “Romeo e Giulietta” coreografia di Saha Waltz; la replica del film di Martin Scorsese “George Harrison-Living in the Material World”  in occasione dei 50 anni dall’uscita del primo disco dei Beatles; la prima assoluta del nuovo spettacolo del Nederlands Dans Theater “MOVEtoMOVE” in diretta via satellite;  il concerto diretto da Fabio Luisi con la Filarmonica della Scala e Rafal Blechacz al pianoforte: il balletto “Raymonda” dal Bolshoi di Mosca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori