Analisi/ Il testo di ‘Una rigenerazione’ di Riccardo Sinigallia, seconda canzone del Festival di Sanremo 2014

- Angelo Oliva

Analisi del testo di ‘Una rigenerazione’ di Riccardo Sinigallia partecipa al Festival di Sanremo. ANGELO OLIVA ha analizzato il testo della sua canzone

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Si intitola Una rigenerazione la seconda  proposta di brano che Riccardo Sinigallia, cantautore romano, proporrà nei prossimi giorni sul palco del Festival della canzone italiana di Sanremo 2014. A sei anni dall’uscita del suo ultimo lavoro come solista, Riccardo prova un nuovo percorso artistico, il suo. Forte di un momento positivo che lo ha visto entrare nella scuderia dei campioni della casa discografica Sugar, Riccardo Sinigallia presenta un brano in pieno stile  canzone italiana,  ispirata da grandi pionieri del genere come Battisti. In Una rigenerazione ritroviamo in un certo qual modo il Battisti degli ultimi anni, con quel suo modo di raccontare ermetico ma allo stesso tempo diretto al cuore ed alla mente di chi ascolta. Sono scatti fotografici, un punto di vista personale dei giorno d’oggi e del quotidiano, tenendo comunque presente il periodo storico che stiamo vivendo. Una rigenerazione é il racconto di un percorso interiore, un invito a fare entrare il sole come simbolo di rigenerazione dall’effetto anti-età.

Ma entriamo nel vivo del testo. / Non siamo dei non siamo macchine / Non siamo soli adesso qui / Non siamo al di sopra delle parti. E non siamo nemmeno tutti uguali / Ma soprattutto non siamo soli. Il nostro “io” si intreccia, convive e condivide tutto con altri “io” 

Conoscersi in principio non é mai facile. La comunicazione si affina, si registra pian piano sulla stessa lunghezza d’onda fino a farci comprendere una lingua che in principio non era familiare. E’ difficile lasciarsi andare. Riprovare. Mettersi a nudo ed essere se stessi.

Un lampo un inciampare un battito / È tutto chiaro avanti a noi

Ciò che ci accade. Quel che viviamo. I nostri sentimenti. Tutte le nostre esperienze, nel bene  e nel male, ci fanno crescere e ci rendono il percorso più chiaro.

Ma poi per la paura di conoscerci / Ti dico cosa voglio / Dimmi cosa vuoi

Quando le distanze si accorciano e ci si trova “nudi” con gli altri, la sincerità é quel che vince. Parlare, chiedere e capirsi, avvicina e ci rende un insieme. Non più “io”, ma “Noi”.

L’avevi detto tu / Facciamo entrare il sole / Sinceri. Chiari. Limpidi. Come il sole che illumina il giorno dopo la notte / Scoprendo dentro al palmo della mano un’altra immagine del nostro cuore / Un cuore giovane / Come la prima volta / Per una volta ancora / Giovane / Come la prima volta / Per una volta ancora

Ogni volta che ci si mette nuovamente in gioco, scopriamo un nuovo “io”. I sentimenti e l’anima non invecchiano. Ogni volta si riscoprono. E sono nuovi, giovani, come la prima volta.

Lo so che noi possiamo vivere e danzare / Più dolcemente di così

Se solo si potesse cambiare, o per meglio dire, si volesse avere la voglia di cambiare veramente, si potrebbe vivere con più leggerezza, con meno pensieri e meno problemi. Meglio di come stiamo vivendo oggi.

Senza pensare di fermare il tempo per salvarci / O a un’altra scusa per arrenderci

In certi momenti il concetto del tempo diventa relativo. A volte un attimo può durare una vita ed il tempo si piega al nostro volere. Ma l’attimo, anche se racchiude un infinito, va vissuto conservandone il ricordo, in attesa del prossimo. Riccardo Sinigallia in questo brano ha coltivato il proprio talento, preparandosi piano piano e con cura. Gioca con le parole, lasciando ampio margine all’interpretazione. La nostra é stata questa ma forse voi ne troverete un’altra. Magari dopo il primo ascolto, potremmo cambiarne la percezione entrambi. Ecco il bello di chi ci regala parole non a caso. La capacità di farci vivere ogni volta un film diverso con la stessa materia: le parole.

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