Antonello Venditti: Lucio Dalla mi salvò da suicidio/ Relazione Simona Izzo e crisi

- Niccolò Magnani

Antonello Venditti confessa ai fan durante il concerto di Milano “Lucio Dalla mi salvò, volevo farla finita dopo la separazione con Simona Izzo”

Venditti davanti casa di Lucio Dalla
Antonello Venditti davanti l'ingresso della casa di Lucio Dalla a Roma (LaPresse)

«Caro amico ti scrivo…», chissà quante volte Antonello Venditti deve averlo pensato il suo amico Lucio Dalla in tutti questi anni, specie da quando il grande cantautore di Bologna non c’è più: in un Forum di Assago strapieno, ieri Venditti ha toccato Milano nel suo tour dei grandi successi e per la prima volta ha fatto una “confessione” ai suoi fan raccontando di come Lucio Dalla gli abbia letteralmente salvato la vita tanti anni fa.  Venditti ha stupito il pubblico dei 10mila di Milano del suo concerto che celebra i 40 anni dell’album «Sotto il segno dei Pesci»: ha ricordato alcuni momenti difficili della sua vita come la fine della relazione da Simona Izzo, tra il 1975 e il 1980. «Mi ero appena separato, ero senza una lira e con la voglia sincera di farla finita»: non parla direttamente di suicidio, ma la commozione e la sincerità di queste parole al pubblico di Assago hanno fatto una certa impressione, dato che Antonello non dice mai nulla “per caso”. Tutto sembrava perduto, era lontano da casa e non riusciva più a ritrovare la pace e serenità: «ma un angioletto con un cuore grande così che si chiamava Lucio Dalla mi ha salvato».

IL PERIODO A MILANO E LA “SALVEZZA”

L’amico cantautore infatti lo chiama – racconta ancora Venditti tra una canzone e l’altra al Forum – e mi disse che mi aveva trovato una casa a Roma: «tornai di corsa e, sfruttando il fatto che ero separato, usai tutti i mezzi per sedurre la signora proprietaria della casa che Lucio mi aveva trovato. Operai bene e il prezzo si abbassò molto». Assieme a Lucio Dalla anche il periodo passato a Milano, vicino al Castello di Carimate, fu utile a superare il dramma della separazione e la tristezza perenne: «una Milano fantastica che mi ha dato una mano. Sono stato per due anni tra Carimate e la città, a un certo punto parlavo milanese». In quel periodo scrisse “Dimmelo tu cos’è“, ispirata proprio all’epilogo della sua storia d’amore con la Izzo. Poi però ci pensò Lucio, tanto puro nei suoi testi quanto nei rapporti d’amicizia con vip, sconosciuti e “ultimi” della società, a stendere quella piccola mano per aiutare il suo vecchio amico: nulla da dire, proprio un “Caro Amico”..



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