L’INTERVISTA/ Marco Mengoni: “La mia vita da Re Matto. Fabri Fibra? mi è sempre piaciuto!”

- int. Marco Mengoni

In occasione dell’uscita del nuovo album “Re Matto Live”, la nostra CRISTINA PICARIELLO ha intervistato il “Re Matto”, Marco Mengoni

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L’attesa in un salottino della Sony Music a Milano è per il giovane artista che proprio oggi ha vinto il premio come “Best Italian Act” agli MTV EMA 2010 e gareggerà così per il “Best European Act”, competizione che si concluderà a Madrid il prossimo 7 novembre.

Un traguardo non da poco per Marco Mengoni, un ragazzo di neanche 22 anni che dopo aver trionfalmente vinto la scorsa edizione del talent-show X Factor ha cominciato un percorso invidiabile per molti esponenti della sua categoria: terzo classificato al Festival di Sanremo, a febbraio ha pubblicato il suo primo album di inediti “Re Matto”, partecipa ai Trl Awards vincendo nella categoria “Man of the Year” e viene premiato ai Wind Music Awards aggiudicandosi due dischi di platino. Reduce da un tour in tutta Italia di quasi 60 date, Marco Mengoni presenta adesso il cd e il dvd “Re Matto Live”.

Proprio mentre guardiamo alcune scene in anteprima del concerto registrato a Genova il 15 luglio, un paio di occhi scuri sporgono dall’uscio per poi sparire: “Ammazza ma quanti siete!”. Il ragazzo di Ronciglione ride e corre a sedersi in mezzo ai giornalisti che lo attendono per l’intervista: sembra di chiacchierare con un vicino di casa.

L’atmosfera è rilassata, Marco è sorridente e scherza sulla vittoria agli MTV EMA: “A Madrid magari ci vado in vacanza non a ritirare il premio…!”. Felpa della tuta, ciuffo di capelli ben spettinato e l’aria divertita, Marco sembra curioso e desideroso di mettersi in gioco. Il ragazzo timido che abbiamo conosciuto durante le prime interviste e all’interno di X Factor sembra aver acquistato maggior sicurezza.

Questa sera appuntamento alle 21.30 a questo link per la Video Intervista in Diretta e Chat con MASSIMO PRIVIERO. Non mancate!

Sei tornato “sul luogo del delitto” a X Factor (come ospite in due puntate ndr) e hai detto che ancora “non ci stai capendo niente” di quello che ti è successo. È vero che non hai ancora realizzato tutto quello che ti sta succedendo?

Davvero l’ho detto? Non mi ricordo! (ride ndr). No non è vero, ho capito eccome. Purtroppo con tutto quello che ho fatto quest’anno non c’è stato tempo nemmeno di rendersi conto di tutto quello che stava succedendo! Soprattutto in tour, che è stato pieno di date, non c’è stato tempo per riflettere. Più che altro abbiamo preso delle decisioni sui progetti artistici futuri e fortunatamente stando così a stretto contatto con il mio gruppo abbiamo scritto molto, siamo già entrati in studio e andando avanti capisco sempre meglio la strada che voglio seguire.

Così preso dal lavoro, dalla fretta, non è nato un po’ di contrasto tra il Marco-artista e il Marco-uomo?

Non esiste più un Marco-uomo! (ride) Più che altro la vita adesso è tutta dedicata alla musica, al lavoro e sono felicissimo di questo. Io tendo a scindere la dimensione della musica e del lavoro: un conto è stare sul palco, un altro è stare qui! Ovviamente per un artista la cosa più importante e che dà più soddisfazione è cantare davanti al pubblico, la mia passione è quella e resterà sempre.

La notorietà, la televisione, i giornali magari non dureranno. Chissà! In tour ho cercato di ricreare il mio microcosmo, con i miei amici, le mie abitudini… io sono rimasto sempre lo stesso, chi mi amava prima mi ama adesso, chi mi odiava lo stesso. La mia vita privata me la tengo stretta anche se spesso i miei fan sanno più cose di me su quello che faccio o devo fare.

 

 

 

 

Il tuo percorso artistico è stato diciamo “compresso” in pochissimo tempo, hai fatto quasi tutto quello che un artista può fare: dischi, tour, Sanremo, hai vinto vari premi. Che cosa vuoi fare adesso?

C’è ancora tantissimo da fare, da lavorare, bisogna crescere e impegnarsi sempre di più. Per me il tour era finito dopo la prima data, una volta che fai una cosa non rimane mai la stessa ma cambia in continuazione e cresce. Si pensa sempre a quello che verrà dopo e la crescita che ho avuto lungo tutto il tour mi è servita per indirizzarmi e capire che strada prendere per il prossimo album.

Nel tour c’è stato così tanto che da lì è nata l’idea del dvd. Può sembrare strana come scelta dopo così poco tempo registrare un concerto e fare cd e dvd di un live. La risposta del pubblico è stata molto positiva e abbiamo voluto fare un po’ una fotografia di Marco perché sui palchi dei concerti ci sono le mie idee, rese concrete dalle persone che hanno lavorato con me.

Sembra che quest’anno a X Factor non ci sia nessuno che abbia il tuo stesso carisma e il tuo talento: quando sei andato come ospite hai individuato qualcuno che potrebbe secondo te fare il tuo stesso successo?

Purtroppo non ho potuto seguire molto X Factor a parte nelle puntate in cui sono stato ospite. Mi hanno chiesto di giudicare alcuni concorrenti durante il programma, ma non sono capace di riconoscere il talento, non lo riconosco nemmeno in me! X Factor è un programma che dà molte possibilità, ma l’atteggiamento con cui bisogna entrare è innanzitutto quello di avere tanta passione. Non bisogna entrare con molte illusioni perché essendo un gioco ha comunque vari meccanismi e in pochi ce la fanno.

 

 

 

 

Ti sei tolto qualche sfizio da superstar da quando hai vinto?

(Ci pensa ndr) Ho anche venduto la mia macchina, uso la Smart di mia mamma! Ma quanto credi che guadagniamo ahò? (ride). Forse l’unica cosa è che sto cercando una casa più grande a Roma, magari con una stanza in più: ho il letto pieno di casse e amplificatori non ci sta più niente! Comunque anche Milano mi piace molto, forse passerò qualche mese qui chissà.

Alessandra Amoroso canta in metro, Emma Marrone canta a scuola: tu dove vuoi cantare? C’è un luogo pubblico in cui ti piacerebbe esibirti?

Lo Stadio Olimpico! (Risata diabolica ndr). Più che altro mi piacerebbe girare nei teatri e suonare in una dimensione più acustica. Quest’anno finirà tra promozione del disco e preparazione del prossimo album, magari l’anno prossimo riuscirò a concretizzare questo desiderio. Innanzitutto voglio dedicarmi al progetto del nuovo disco: “Re Matto” è stato preparato in pochissimo tempo e sui pezzi non ho potuto lavorare quanto avrei voluto. Molti infatti sono presenti nel live modificati rispetto alla versione in studio perché suonandoli durante il tour li ho potuti rivedere e riarrangiare. I miei pezzi si sono evoluti e anche le cover sono state modificate: c’è gente che ancora non ha capito che faccio Satisfaction dei Rolling Stones!

Nel dvd hai registrato la data del 15 luglio a Genova. Ti sei riguardato? Qual è l’esibizione in cui ti sei piaciuto di più?

Io ho un problema: non mi piace per niente riguardarmi e ieri quando mi sono visto ho tirato un cuscino al computer! Il concerto di Genova poi è stato scelto come data per registrare e proprio durante quel concerto è successo di tutto. C’era un sovraccarico di energia, saltava tutto, continuavamo a fermarci perché non funzionavano le casse, gli ear monitor… l’esibizione che mi è piaciuta di più non c’è. Non mi attacco a una cosa in particolare. Forse Nessuno di Mina, mi piace molto come l’abbiamo riarrangiata.

 

 

 

 

 

Che peso ha Luca Tommassini nel tuo percorso artistico e umano?

Professionalmente Luca ha una grandissima esperienza, ha lavorato con i mostri sacri del mondo della musica. Lui mette a disposizione di tutti questo background e si impegna molto, a volte anche troppo. Spesso ha delle idee esagerate e siamo costretti a ridimensionarci. Umanamente è un amico, mi è stato molto vicino, così come Francesco Facchinetti e Stella Fabiani.

E del tuo amico Fabrizio invece cosa dici?

(Ci pensa ndr) Ah Fabri Fibra (in una delle sue canzoni ha parlato di Mengoni con battute piuttosto volgari ndr)! Non ho problemi con lui, non è vero che c’è stata una querela da parte mia. Io penso che tutti siano liberi di dire e di scrivere quello che vogliono, penso che controbattere crei solo polemiche sterili. In questo momento ho bisogno di lavorare e di concentrarmi su quello che è veramente importante. E poi Fabri Fibra mi è sempre piaciuto ho anche un suo disco! Mi piace molto anche suo fratello Nesli.

Alessandra Amoroso ha detto che da piccola voleva diventare suora, tu cosa sognavi di fare?

Il mantenuto! Sicuramente non il cantante: a differenza di molti miei colleghi ho cominciato a cantare tardi, all’età di 14-16 anni, quindi il desiderio di fare l’artista è nato molto più in là con l’età. Comunque anche adesso non sono sicuro di quello che farò. Tornerei anche a fare il barista. Il momento in cui mi sono avvicinato alla musica è stato quello dell’adolescenza, con le sue crisi, l’indecisione tipica di quell’età, il fatto che pesavo 95 chili. In quel periodo ci sono stati molti cambiamenti nella mia vita, questioni d’amore, non sapere cosa fare della mia vita… mi sono messo a cantare e non ho più smesso.

 

 

 

 

Spesso gli artisti che escono dai Talent-show sono etichettati anche al di fuori del programma televisivo, la televisione stessa sembra l’unico mezzo per farsi conoscere come artisti. Consiglieresti X Factor a un giovane che vuole fare il tuo stesso mestiere?

Non sputo nel piatto in cui ho mangiato e ho mangiato bene. X Factor è una possibilità grandissima al giorno d’oggi anche perché purtroppo le case discografiche non investono sui giovani ormai. È necessario avere un appoggio e i talent sono un aiuto, un bel trampolino di lancio. Io ad esempio prima di entrare ad X Factor avevo inviato molti demo alle case discografiche, ma nessuno mi aveva accettato: dicevano anzi “E’ troppo bravo!”.

Non bisogna pensare che prima di un talent chi si presenta non abbia già fatto la sua gavetta e le sue esperienze, questo sminuirebbe molto tutto il lavoro svolto prima di andare in televisione. Poi penso che chi lavora nelle case discografiche dovrebbe avere molta più cultura musicale, essere in grado di capire se chi ha davanti è un talento e ce la può fare oppure no.
Spesso questo non avviene. Rispetto alle critiche io sono molto sereno, ogni volta che sono stato criticato ho sempre chiesto ragione delle cose che mi venivano dette. Poi tutto sta se una volta usciti dal programma televisivo si riesce a mantenere vivo lo stesso interesse su di sé.

Tu puoi essere riassunto in una parola: emozione. Spesso ti abbiamo visto piangere dopo e durante le tue esibizioni, la prima data del tour come nell’ultima: che cosa succede dentro di te?

È colpa di chi scrive le canzoni! Mi emoziono sempre quando canto Almeno tu nell’universo di Mia Martini non perché l’associ a una mia particolare esperienza, ma piuttosto perché forse lei l’ha associata a una sua particolare esperienza e questo mi trasmette un’emozione che poi viene fuori quando canto io. Lo stesso mi avviene con Battisti: artisti come lui hanno cambiato la storia della musica rompendo ogni schema.

Marco si guarda attorno: “Dai non avete altre domande?”, ma il tempo è volato. Vedremo il giovane di Ronciglione presto sul palco di Madrid a ritirare un premio che certamente si è guadagnato, grazie al suo talento e al suo grande lavoro.
Prima di andare via dispensa abbracci e autografi, qualche fotografia. Attendiamo con ansia il suo prossimo album, desiderosi di vedere il Best Italian Act stupirci di nuovo con qualche follia.

(Intervista a cura di Cristina Picariello)



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