“Musica leggerissima”, Colapesce e Dimartino/ Testo: significato canzone e analisi (Sanremo 2021)

- Dario D'Angelo

“Musica leggerissima”, Colapesce e Dimartino: testo, significato canzone e analisi del brano in gara a Sanremo 2021. La musica come antidoto per tutto, per tutti

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Colapesce

Musica leggerissima“: questo il titolo della canzone che segna il debutto al Festival di Sanremo di Colapesce e Dimartino, la coppia di cantautori siciliani che sembra avere tutte le carte in regola per sbancare l’Ariston. Poesia e significato del testo, d’altronde, sembrano essere all’altezza del palcoscenico più prestigioso dello spettacolo italiano, la casa della musica leggera nostrana, da quest’anno – forse – anche della musica leggerissima. Parlare di antidoto durante una pandemia può risultare azzardato, ma Colapesce e Dimartino, pur senza mai nominare il morbo che assale le società odierne, riescono perfettamente a descrivere il potere di una musica “leggerissima“, in grado di sgombrare la mente anche dai pensieri più foschi quando si ha “voglia di niente“. La sua eco risuona nel “silenzio assordante”, forse lo stesso inquietante silenzio delle strade deserte, risuona per dare la sveglia, per evitare di “cadere dentro al buco nero che sta ad un passo da noi“. Musica, musica leggera, leggerissima, appunto, capace di reggere sulle proprie spalle il peso dell’incertezza.

COLAPESCE E DIMARTINO “MUSICA LEGGERISSIMA”: SIGNIFICATO E ANALISI TESTO CANZONE

E non c’è bisogno di troppi enigmi, di ermetismi snob, per rendere a pieno il valore unico della musica, per evitare che queste note e parole si rivelino stonate, fuori tempo. No, bastano “parole senza mistero, allegre ma non troppo”, che siano dunque delicate, comprensibili a tutti, perché la musica è di tutti, unisce tutti, al di là delle differenze: dai “preti progressisti” fino ai “figli alcolizzati“, basta azzeccare la corretta melodia. Musica che fa da sottofondo alle pagine della nostra vita, a quelle più nere, che vorremmo dimenticare, così come a quelle che un giorno potremo ricordare, proprio grazie ad una musica, una musica “leggerissima“. Quale? La solita, quella giusta, quella che “tiene in piedi una festa, anche di mer*a“. Il merito di Colapesce e Dimartino sta proprio qui: nell’aver dato musica anche ad un testo di sole parole, nell’aver reso in pochi versi quel bisogno che prima o poi assale un po’ tutti. Forse è per questo che in un passaggio, sul finire della canzone, sembra quasi che i due cantanti ci riprendano, ci esortino a fare, anche in maniera un po’ brusca, l’unica cosa che conta: “Animale, metti un po’ di musica leggera. Perché ho voglia di niente. Anzi leggerissima“.



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