Nicoletta Braschi, moglie Roberto Benigni/ L’incontro con il presidente Mattarella

- Emanuele Ambrosio

Nicoletta Braschi è la moglie di Roberto Benigni: l’incontro, il grande amore e la collaborazione artistica:  i nostri film parlano ai semplici e ai sofisticati”

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Nicoletta Braschi e Roberto Benigni

Nicoletta Braschi, moglie di Roberto Benigni, ha conquistato milioni di appassionati per la celebre interpretazione nel film “La Vita è bella”, diretto ed interpretato dal marito fiorentino. Nella giornata odierna, dedicata a Dante Alighieri in occasione dei settecento anni dalla nascita del poeta, l’attrice ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha assistito alla speciale interpretazione di Roberto Benigni; l’attore toscano, con la solita passione e coinvolgimento, ha recitato il XXV Canto del Paradiso al Quirinale. Un momento molto emozionante per Nicoletta Braschi e Roberto Benigni, protagonisti nella giornata celebrativa del “Dantedì”. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

Nicoletta Braschi e Roberto Benigni, l’incontro sul set

Nicoletta Braschi è la moglie di Roberto Benigni, il grandissimo regista ed attore vincitore di Premi Oscar per il film “La vita è bella”. L’incontro tra i due avviene proprio grazie al lavoro come ha raccontato l’attrice: “avevo cominciato da poco l’accademia e con lui condividevo la passione per i film, per i libri, per il teatro. Quando ho conosciuto Roberto abbiamo continuato insieme quel percorso. Abbiamo iniziato a fare cinema e inconsapevolmente trattenevamo ciò che ci piaceva, come le commedie americane dei più grandi registi”. Da quell’incontro i due non si sono mai lasciati diventando una delle coppie più redditizie del cinema italiano.

L’incontro è avvenuto nel 1983 sul set del film “Tu mi turbi” e otto anni dopo si sono sposati. Attrice e musa del regista toscano, la Braschi ha collaborato in tantissimi film diventati un cult del cinema italiano come “Il piccolo diavolo”, “Johnny Stecchino” fino a “La vita è bella”. Parlando proprio della moglie e della collaborazione artistica con lei, Benigni ha detto: “mi piacerebbe fare qualsiasi cosa, ho tantissimo desiderio di fare cinema perché è tanto tempo che non lo faccio. Mi piacerebbe fare una cosa io e Nicoletta Braschi, perché tutto quello che ho fatto di buono e di bello nella mia vita è stato sempre attraversato dalla sua luce. Mi piacerebbe fare una bella commedia adatta a due persone della nostra età. Ci sto pensando”.

Nicoletta Braschi: “La vita è bella? Un’idea straordinaria di Roberto Benigni”

Nicoletta Braschi non è solo la moglie di Roberto Benigni, ma anche una delle attrice più talentasse del cinema e del teatro italiano. La sua fama è però riconducibile alle pellicole dirette ed interpretate dal marito. I due si incontrano a Roma: Benigni aveva soli 28 anni, ma era già tra gli attori più amati. Tra i due scatta una grandissima intesa e complicità che li porta prima ad innamorarsi e poi a condividere anche il lavoro. “Roberto era ed è un grande maestro. Da allora ci siamo nutriti delle stesse cose. Veniva a prendermi all’Accademia e andavamo al cinema quasi tutti i giorni; quando si riusciva anche a teatro. Ci passavamo i libri. Leggemmo tutti quelli che Borges sceglieva per la collana di FMR, se la ricorda: La biblioteca di Babele? Adoravamo Isaac Bashevis Singer” – ha raccontato l’attrice che parlando dei ruoli interpretati nei film diretti dal marito ha detto: “non ne sono responsabile. Tra me e Roberto il dialogo era fittissimo, ma io non sono mai stata capace di propormi. Così è stato anche con gli altri registi che mi hanno diretta”.

Infine impossibile non menzionare La vita è bella, capolavoro del cinema Italiano: “un’idea straordinaria: la storia di un padre che impedisce al figlio di provare un trauma irreversibile. Una delle gioie della mia vita è sapere che i nostri film parlano contemporaneamente ai semplici e ai, diciamo, sofisticati. Ogni giorno incontro persone che dicono: “Ho amato tantissimo quel vostro film!”; aspetto il titolo e non sempre è La vita è bella. Sul set c’era una particolarità che investiva tutti: un bimbo di cinque anni con cui era meraviglioso lavorare. Con lui Roberto è andato oltre se stesso”





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