Omicidio Antonella Multari/ Luca Delfino, ex fidanzato la uccise con 40 coltellate

- Emanuela Longo

Antonella Multari, l’ex fidanzato Luca Delfino la uccise con 40 coltellate: la mamma della vittima “non lo perdonerò mai!”

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Omicidio Antonella Multari

L’omicidio di Antonella Multari ad opera dell’ex fidanzato Luca Delfino sarà al centro della puntata di oggi de Il terzo indizio. Era il 10 agosto 2007 quando la città di Sanremo fu sconvolta da uno dei delitti più cruenti mai avvenuti prima. La donna, 33 anni, fu aggredita ed uccisa con 40 coltellate. Luca Delfino, suo ex fidanzato, fu identificato e fermato poco dopo, bloccato mentre aveva in mano ancora il coltello a serramanico sporco di sangue. L’uomo, all’epoca dei fatti trentenne, era già noto alle cronache in quanto era stato indiziato per un altro delitto, avvenuto a Genova nel 2006, quello di un’altra ex fidanzata, Luciana Biggi, per il quale però non fu mai inchiodato. Adesso l’arresto per il nuovo delitto avvenuto in modalità molto simili e che fece sin da subito parlare di motivi passionali.

La nuova vittima lavorava come commessa in provincia di Imperia ed è stata aggredita alle spalle mentre passeggiava con una amica. Stava per recarsi presso un centro estetico, come riferì un articolo dell’epoca di Repubblica, quando il suo ex la raggiunse colpendola con numerose coltellate alla gola ed al petto. Nonostante il tentativo di Antonella di difendersi, invocando aiuto, la rabbia dell’uomo prese il sopravvento fino al suo ultimo respiro.

OMICIDIO ANTONELLA MULTARI: LA CONDANNA DI LUCA DELFINO, EX FIDANZATO

La relazione tra Antonella Multari e Luca Delfino era giunta da poco tempo al capolinea dopo insistenza dei genitori della ragazza. Una storia spesso caratterizzata da episodi di violenza e che avevano visto pochi mesi precedenti al delitto anche una serie di denunce da parte della madre della vittima a scapito di Delfino per minacce, percosse, violenza privata e molestie. Nonostante questo lui continuava a ripetere di non poter vivere senza la donna. Proprio in seguito a questa vicenda di cronaca che sconvolse l’intero paese venne istituito il reato di stalking. Durante il processo il riconoscimento della seminfermità mentale insieme al ricorso al rito abbreviato ha consentito a Delfino una pena tutto sommato abbastanza mite, riuscendo in tal modo ad evitare l’ergastolo. Nel luglio del 2009 la Cassazione confermò la condanna a 16 anni e 8 mesi per Luca Delfino, rigettando il ricorso presentato dalla Procura contro la sentenza emessa dal gup di Sanremo nel gennaio precedente. Il pm aveva presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza d’Appello considerando la pena troppo lieve.

LA DISPERAZIONE DEI FAMILIARI DI ANTONELLA MULTARI

“Bisogna farsi giustizia da soli”: fu questa la prima reazione a caldo dei familiari di Antonella Multari. Soddisfazione invece da parte del difensore di Luca Delfino, l’avvocato Riccardo Lamonaca che come riportava Blogo aveva asserito: “Sono contento. Questa è la dimostrazione che la sentenza era una buona sentenza e che quelle attenuanti erano da concedere. La giustizia si fa in aula dove prevalgono i principi di diritto applicati in modo ineccepibile dal Gup Eduardo Bracco di Sanremo. Di certo la giustizia non si fa sulla stampa o in televisione”. I familiari all’epoca si erano detti “disperati” confermando di aver perso ogni speranza. Nell’agosto dello scorso anno la mamma di Antonella aveva rilasciato una nuova intervista a La Stampa molto forte, nella quale chiedeva che venisse impedito all’assassino di sua figlia di lasciare il carcere. “Io Luca Delfino non lo perdonerò mai. Non può tornare libero, nemmeno per qualche ora al giorno, perché è una persona pericolosa, se lo devono mettere in testa tutti, a cominciare dai giudici: se uscirà dal carcere causerà altro dolore, ci saranno altre tragedie”, aveva tuonato.

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