OTTILIE VON FABER CASTELL, LA STORIA VERA, RAI 3/ Un esempio di emancipazione

- Josephine Carinci

La storia vera di Ottolie von Faber-Castell, la donna che portò al successo la nota azienda tedesca di matite. Chi era il marito Conte Alexander e qual è la loro storia

Ottilie von Faber-Castell
La contessa Ottilie von Faber-Castell

Questa sera va in onda su Rai Tre la serie-tv Ottilie Von Faber Castell. La miniserie biografica è parla di una coraggiosa donna a capo di un’azienda dall’enorme popolarità: la sua storia non è soltanto il racconto di un successo privato, ma un modello di emancipazione femminile del diciannovesimo secolo. Ottilie von Faber-Castell fu un’imprenditrice tedesca vissuta nel Novecento, alla guida della Faber-Castell, celebre azienda produttrice di matite. Sin da giovanissima, Ottilie si trovò a lottare contro i pregiudizi, dividendosi fra lavoro, famiglia e amore. Lo sceneggiato, composto da due puntate, narra le vicende della baronessa alle prese con l’azienda di famiglia durante il diciannovesimo secolo. A complicare le questioni pratiche, però, ci pensa l’amore: Ottillie si innamora perdutamente del conte Alexander von Castell, ma l’idillio viene messo in crisi quando entra in campo un secondo uomo, ovvero il barone Philipp von Brand (agg. di F.D. Zaza).

Storia vera Ottilie von Faber-Castell

La Faber Castell è una delle aziende più conosciute al mondo per la produzione di matite e non solo. Tutto nacque nel 1761 nella Germania bavarese e più precisamente nella cittadina di Stein. Qui, il mastro artigiano Kaspar Faber iniziò a produrre rudimentali modelli di matite, guardando con un occhio lungimirante al mercato in espansione. Fu poi il figlio Anton Wilhelm a trasformare la bottega del padre in una vera e propria fabbrica manifatturiera. Proprio qui ancora oggi si trova il quartier generale dell’azienda. A portare al successo l’azienda fu Ottilie von Faber-Castell, soprannominata Tilly.

La donna dovette gestire l’enorme eredità della famiglia e proseguire il lavoro svolto dai suoi precedessori. Il compito di portare avanti l’azienda arrivò all’improvviso per Ottile, che perse il padre Wilhelm von Faber molto presto: l’uomo morì all’età di 42 anni a causa di un infarto. Lothar, il nonno di Tilly, ebbe il compito di decidere a chi affidare l’azienda dopo la morte di Wilhelm. La scelta ricadde proprio su Ottilie, che iniziò a lavorare in azienda nel 1896. Nel 1898, in seguito al matrimonio con il conte Alexander Zu Castell-Rüdenhausen, il re di Baviera diede il consenso all’unione dei due cognomi. Da quel momento la fabbrica assunse il nome di Faber-Castell.

Ottilie von Faber-Castell: chi era il primo marito Alexander

Dopo il matrimonio tra Ottilie von Faber-Castell e Alexander, la fabbrica assunse il nome congiunto e cambiò logo: i cavalieri diventarono infatti il marchio ufficiale del brand. Dopo essersi unita in matrimonio, la coppia intraprese una lunga luna di miele che toccò vari Stati, tra cui anche l’Italia, la Francia, gli Stati Uniti e il Canada. Il conte Alexander fece costruire un castello proprio di fronte alla fabbrica, così da poter seguire da vicino l’azienda. I due ebbero tre figlie, ma nel 1905 la coppia finalmente diede alla luce il tanto atteso figlio maschio, Roland. La coppia aveva già avuto un altro figlio maschio, Wolfgang, nato nel 1902, ma morto dopo appena pochi mesi dalla nascita.

Quando scoppiò la guerra, nel 1914, il conte Alexander si trasferì in Belgio. L’uomo, raramente aveva l’opportunità di visitare la sua famiglia a Stein. Proprio i lunghi periodi di separazione fecero cadere la coppia in una crisi che culminò con l’allontanamento.”Durante l’anno ho notato che i nostri sentimenti reciproci non sono più gli stessi”, scrisse nel giugno 1916 Ottilie von Faber-Castell al marito Alexander. La ricca ereditiera si innamorò di un altro uomo, il barone Philipp von Brand zu Neidstein, e chiese il divorzio ad Alexander. “Voglio essere felice con lui… Che ho imparato a conoscere molto bene in questo anno e mezzo” scrisse in una lettera al marito. Dopo aver ottenuto il divorzio, lasciò a lui l’azienda e il castello, passando le proprie quote al figlio Roland, e si trasferì nella residenza di Philipp.

 

 





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