Paola Minaccioni: “Piera degli Esposti? È arte pura”/ “Avevo paura del palcoscenico”

- Lorenzo Drigo

Paola Minaccioni ai microfoni di Il Caffé se Rai 5, ha parlato del suo passato, ricordando i grandi amici e colleghi che ha conosciuto

Paola Minaccioni 640x300 Paola Minaccioni (Il Caffè, Rai 5)

Paola Minaccioni racconta il suo passato

Paola Minaccioni è stata ospitata a Il Caffè, trasmissione in onda su Rai 5, dove ha parlato un po’ dei suoi progetti futuri, oltre che del passato costellato da nomi importanti e famosi. Attrice teatrale famosissima, della sua carriera ne parla con una nota di orgoglio e felicità, “è un lavoro che ti spinge a desiderare e tu non finisci mai di voler fare, dire, cambiare“, racconta a Paolo Strabioli, che conduce il programma.

Parlando di un suo progetto che sta seguendo ora, la trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 il Ruggito del coniglio, Paola Minaccioni racconta che “ci vado sempre in motorino, per evitare il traffico. Arrivo lì, faccio degli esercizi di riscaldamento per la voce, mi do degli schiaffoni, perché la radio pretende che tu sia performante. Non bastano le righe scritte, ti devi divertire perché sennò poi la gente a casa non si diverte, e per fortuna ci divertiamo un sacco”. Paola Minaccioni ama il suo lavoro e non si fa problemi a dirlo e farlo capire, e i risultati parlano da soli. Parlando del palcoscenico, invece, ricorda che “ho cominciato che avevo paura“, mentre ora “sto molto più a mio agio su un palco che nella vita. Il palco ti regala grandi emozioni, controllate, tutto sommato in scena si sta tranquilli”.

Paola Minaccioni e le attese

Parlando sempre del suo passato, Paola Minaccioni ricorda l’amica e collega Piera Degli Esposti. “L’ho conosciuta la prima volta in scena, vidi 10 volte lo spettacolo quando ero un’allieva, poi ebbi la fortuna con degli amici comuni di conoscerla e frequentarla e lei è pura poesia, è stata ed è un artista senza tempo e senza età, un punto di riferimento per il percorso della vita che accompagna l’artista”. Parlando, invece, di Ferzan Özpetek, a lungo produttore di Paola Minaccioni, ne parla come di “un amico. La persona che ha individuato prima di tutti gli altri il tragicomico, io e lui condividiamo la tenerezza e l’ironia davanti alle contraddizioni dell’esse umano, mi regala sempre questi personaggi straordinari”.

Infine, nella sua intervista a Il Caffè, Paola Minaccioni ha voluto parlare di un principio importante per lei, l’attesa. Confessa che le piace moltissimo aspettare, “è una cosa che ho dovuto imparare ad avere ed ho accettato l’attesa nella mia vita. Un po’ per il lavoro che faccio, per cui siamo sempre in attesa di progetti, di nuove idee e in attesa di andare in scena, e poi perché l’attesa è quel momento sospeso in cui non te lo aspetti ma puoi essere sorpreso, puoi fare degli incontri, metterti a leggere cose che non avresti letto”. Paola Minaccioni racconta, insomma che “ho imparato ad amarlo come periodo” quello dell’attesa. “Forse”, conclude, “possiamo imparare a portare o provocarci delle attese durante la nostra settimana, anche se siamo liberi”.





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