Papilloma virus, vaccino HPV riduce rischio cancro/ “Ma copertura in Italia è scarsa”

- Silvana Palazzo

Papilloma virus, studio conferma che il vaccino HPV riduce rischio cancro: “Ma copertura in Italia è scarsa”. Siamo infatti lontani dall’immunità di gregge…

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(LaPresse)

Il vaccino contro il papilloma virus è in grado di prevenire lesioni pretumorali e tumori del collo dell’utero, ma la copertura vaccinale continua ad essere scarsa in Italia. A lanciare l’allarme sono gli esperti, in particolare oncologi, secondo cui il vaccino per l’HPV è l’unica vera arma a disposizione per prevenire il tumore della cervice uterina e altre forme di cancro, come quello all’ano, all’orofargine, vagina, vulva e pene. Da uno studio del King’s College di Londra, finanziato dalla Cancer Research UK e pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, è emerso che l’incidenza del cancro al collo dell’utero cala dell’87% nelle donne vaccinate tra 12-13 anni di età, del 62% in quelle vaccinate tra 14-16 anni e del 34% tra 16-18 anni di età.

Tali dati evidenziano l’impatto del vaccino anti papilloma virus bivalente sulla popolazione. Protegge contro i ceppi 16 e 18m, che sono i più comuni e considerati responsabili dell’80% dei tumori della cervice uterina e del 70% delle lesioni pretumorali di vulva e vagina HPV-correlate, oltre che del 90% dei casi di cancro all’ano.

VACCINO HPV “LONTANI DA IMMUNITÀ DI GREGGE”

Per essere efficace, però, la copertura vaccinale deve essere almeno dell’80%, invece attualmente siamo intorno al 60%, con alcune regioni che hanno anche percentuali più basse. Inoltre, si scende ad una copertura del 20-30% per i maschi. «Quindi siamo assolutamente lontani dalla copertura di gregge», afferma Eleonora Preti, esperta nelle patologie HPV-correlate dell’Unità di Ginecologia Preventiva dello Istituto europeo di oncologia. Come riportato dal Fatto Quotidiano, i dati delle coperture vaccinali con ciclo completo del 2020, per uomini e donne, evidenziano un «significativo calo» rispetto al 2019, come si legge nel report dei dati pubblicati dal Ministero della Salute.

«Il decremento delle coperture può essere dovuto principalmente alle difficoltà organizzative dovute alla gestione della pandemia», spiega Preti, secondo cui il problema è duplice. «Accanto alla vaccinazione anti-HPV ha subito uno stop anche lo screening con Pap-test e hpv test, come dimostrano i nostri studi nazionali». La vaccinazione contro l’HPV non è obbligatoria, ma fortemente raccomandata, ma non ha valore terapeutico: è uno strumento preventivo.

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