Patrice Evra “Molestato sessualmente a 13 anni”/ “Mi sentii un codardo per anni”

- Davide Giancristofaro Alberti

Patrice Evra è stato molestato sessualmente da un professore quando aveva appena 13 anni: il racconto choc nella sua autobiografia

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Patrice Evra ai tempi della Juventus (La Presse)

E’ decisamente choc il racconto di Patrice Evra, ex calciatore, fra le altre, di Juventus e Manchester United. L’ex nazionale francese ha svelato di essere stato molestato quando era appena un ragazzino. Ne ha parlato pubblicamente per la prima volta in occasione di un’intervista concessa all’autorevole quotidiano Times, in cui ha presentato la sua biografia dal titolo “I love this game”, titolo che si ispira al suo motto divenuto negli anni virale.

Aveva appena 13 anni quando l’ex terzino sinistra subiva moleste sessuali da parte di un professore, un episodio che ovviamente ha segnato l’adolescenza dello stesso ex calciatore della Vecchia Signora: “Mi sono sentito un codardo per anni, per non averne parlato – confessa l’ex terzino della Juventus, parlando con il magazine americano -. lo faccio per i bambini, voglio che nessuno si vergogni per qualcosa del genere d’ora in avanti. Era il preside del mio liceo, a volte dormivo da lui perché abitavo lontano da scuola, una sera credendo che stessi dormendo, ha messo le mani sotto il mio copriletto e ha cercato di toccarmi”.

EVRA E LA MOLESTIA SESSUALE SUBITA: “E’ DURATO 15 MINUTI MA…”

Quindi Evra ha proseguito nel suo racconto choc: “Sapevo che quello che stava facendo era sbagliato e ho cercato di spingerlo via e di colpirlo. Ma il tutto è durato 10 o 15 minuti, non scherzava, e ha fatto di tutto per togliermi i pantaloni. Non diceva una parola al buio ma era eccitato”.

In seguito anche i genitori di Evra sono venuti a conoscenza di quanto accaduto e ovviamente la notizia ha avuto un impatto tremendo: “Mia mamma è stata devastata quando l’ha saputo – ha raccontato ancora Evra, 40enne vicecampione d’Europa nel 2016 – da poco, non l’ho mai detto ad alcuni dei miei fratelli, sorelle e amici intimi. Ho voluto parlarne pubblicamente e scriverlo nel mio libro, l’ho fatto per gli altri ragazzi: voglio che qualcosa del genere non capiti più a nessuno in futuro”.



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