PIL E LAVORO/ Inattivi, “l’antipasto” dei danni della crisi

- Mauro Artibani

Sono aumentati di molto gli inattivi nel mercato del lavoro. Non è una buona notizia e ne arriveranno altre negative nei prossimi mesi

lavoro donne concorso 1 lapresse1280 640x300
Lapresse

Quando ti alzi e sai di non esser più confinato in casa; quando, insomma, sembra fatta arrivano i dati dell’Istat: ad aprile le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 787.000 unità, con un calo in tutte le classi di età. Cavolo, strizzi gli occhi per leggere meglio: il tasso di disoccupazione scende al 6,3%.

Accidenti, Eurostat segnala che, nello stesso mese, il tasso di disoccupazione della zona euro segna il 7,3%. Quando ringalluzzito, pensi di averla sfangata, continui a leggere l’Istat: generalizzata anche la crescita del numero di inattivi +746mila unità, con un tasso che si attesta al 38,1%. Le persone in cerca di lavoro calano in misura consistente anche nell’arco dei dodici mesi (-41,9%, pari a 1 milione 112mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+11,1%, pari a +1 milione 462mila).

Quando tiri la somma, t’accorgi che il tasso di disoccupazione, in soli due mesi, diminuisce di quasi tre punti percentuali; quello di inattività aumenta allo stesso modo e il tasso di occupazione al 57,9%. I dati l’Istat li dà, tu che lavori li leggi e… cavolo ‘sti poveracci. Macché poveracci, so’ inattivi ‘nfaranno gnente!

Nell’Economia dei consumi inattivo viene considerato quel soggetto che nel ciclo economico non lavora per produrre, né ha i denari per consumare; un tizio, insomma, che per quel che non fa non concorre a fare la crescita, né a generare lavoro, ancor meno a remunerarlo.

L’Istat lo ha scovato ad aprile, nei mesi a venire verranno a mostrarsi ulteriori danni, con i poveracci che saranno ancor di più.

P.S.: Ehi… che non vi sia un “dagli all’untore”; nemmeno pena, però; sono il risultato della penuria.



© RIPRODUZIONE RISERVATA