PINO INSEGNO/ “Vincere un Oscar o festeggiare lo scudetto della Lazio? Non ho dubbi”

- Emanuela Longo

Pino Insegno ospite di oggi di C'è tempo per...: "Il traguardo ideale della mia carriera? Mi spiace per i tifosi biancocelesti, ma..."

pino insegno alessia navaro vienidame 640x300 Pino Insegno e Alessia Navarro a Vieni da me

Pino Insegno è intervenuto in qualità di ospite a “C’è Tempo per…” in occasione della puntata di oggi, venerdì 28 agosto 2020. La sua carriera ha avuto inizio nel 1986: “Gianni Boncompagni suggerì a me e agli altri miei amici di formare un quartetto, la ‘Premiata Ditta’”. Da allora iniziò la sua ascesa, accompagnata dalla sua fede calcistica per la Lazio: “Noi viviamo in una società multilaziale – ha sorriso –, però piuttosto che uno scudetto biancoceleste preferirei vincere un Oscar. Sarebbe un’emozione troppo grande”. Insegno ha raccontato anche la sua esperienza passata a “Un posto al sole”: “Ho registrato trentotto puntate in due giorni – ha ironizzato il comico e doppiatore, sottolineando la longevità della soap opera di Rai Tre –! Un ambiente straordinario, pieno di grandi amici e professionisti. Una serie che va avanti dal 1996 e non è certo un caso”. Infine, il nuovo progetto: una trasmissione su Rai Due in seconda serata a novembre, denominata “Voice Anatomy”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

PINO INSEGNO: “PREOCCUPATO PER I TEATRI”

Si sorride e si chiacchiera oggi con Pino Insegno, ospite della trasmissione C’è tempo per… in onda su Raiuno con Beppe Convertini e Anna Falchi. Artista a 360 gradi, oltre ad essere un bravissimo attore è anche doppiatore e conduttore televisivo. Anche lui, dunque, come molti suoi colleghi ha subito lo stop causato dalla pandemia di Coronavirus e nelle passate settimane, in una intervista al quotidiano Il Tempo aveva espresso tutta la sua giustificata preoccupazione. “Penso a migliaia di teatri senza contributi: moriranno. Saltano questa stagione e pure la prossima. No, non si capisce perché dovremo stare così distanziati, con questo terrorismo sanitario che toglie serenità alle persone. Nessuno prenota più biglietti. Grandi e piccoli cinema e teatri pagano la paura messa alla gente”, aveva detto, temendo per le conseguenze sul settore artistico. Pino Insegno, nell’affrontare l’argomento, aveva messo da parte la sua ironia ed aveva anzi commentato: “Penso che l’Italia sia un paese straordinario, fatto di gente straordinaria e di grande qualità. Ma il peso sono i nostri politici”, ha aggiunto. Quindi aveva proposto come possibile soluzione quella di seguire l’esempio della Francia, dove il settore artistico a suo dire godrebbe di un grande rispetto. “Anche in Germania dei miei colleghi hanno ricevuto contributi, non prestiti. Altro che 25 mila euro… A noi non ci aiuta nessuno”, aveva tuonato, puntando il dito contro i politici italiani.

PINO INSEGNO E LA MOGLIE ALESSIA NAVARRO: INSIEME SUL PALCO

Dopo la relazione con Roberta Lanfranchi, Pino Insegno dal 2012 è legato in matrimonio con Alessia Cacciotti Navarro. Classe 1979, è anche lei un’attrice ed infatti prima che la pandemia esplodesse la coppia era insieme sul palco con lo spettacolo Imparare ad amarsi, riadattamento del fratello Claudio Insegno di un celebre testo francese. “Sarà un’avventura bellissima, che secondo me funziona da morire”, aveva commentato entusiasta Pino in una intervista al Corriere dello Sport dello scorso gennaio. E sulla possibilità di condividere il luogo di lavoro, in questo caso un palcoscenico, con la propria partner, Insegno l’aveva definita una “lama a doppio taglio”. “Bisogna sempre riuscire a trovare un equilibro. Ci vuole veramente un attimo a “portare il lavoro a casa” o a portare la vita privata in scena, quindi bisogna sempre essere attenti”, aveva detto. Tuttavia si era detto anche molto fortunato “perché Alessia è davvero una professionista esemplare, abituata a stare sul palco […] È senza dubbio una persona su cui posso contare”. Parlando del loro rapporto, in una intervista dello stesso periodo per Il Giornale Off Pino Insegno aveva spiegato come per loro in quanto coppia questo lavoro “funge proprio da seduta psicoanalitica perché, se ci amiamo e litighiamo in scena, evitiamo di discutere a casa senza evitare comunque di amarci”.





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