Pio e Amedeo/ “Nostro discorso senza schieramento politico, ci dicevano terroni…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Pio e Amedeo sono stati intervistato ieri sera da Zona Bianca su Rete Quattro e nell’occasione hanno fatto chiarezza in merito al famoso discorso di Felicissima Sera

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Pio e Amedeo a Zona Bianca

Tornano allo scoperto Pio e Amedeo, i due comici pugliesi conduttori del fortunato show “Felicissima Sera”. Il duo ha fatto molto discutere negli scorsi giorni a seguito del loro monologo sull’offesa, con numerose discussioni nate sui social fra chi li ha difesi e chi invece li ha condannati: “Sapevamo di spingere su un tasto tosto – raccontano parlando con i microfoni della trasmissione di Rete Quattro, Zona Bianca – ma non pensavamo assolutamente si creasse tutto questo dibattito”. E ancora: “E’ un periodo complicato per quello che sta succedendo per il Ddl Zan e quindi ha fatto comodo a tanta gente strumentalizzare il nostro discorso”.

Secondo Pio D’Antini si è creato un meccanismo in qualche modo opposto al solito: “Sono i comici che si servono della politica e invece per una volta la politica si è servita dei comici”. Il loro discorso è stato rilanciato sui social da Matteo Salvini e a riguardo Amedeo ha spiegato: “C’è stato un passaggio dove ho detto Salvini è una persona intelligente e lo ribadisco per il semplice fatto che lui ha scritto che lo abbiamo sempre preso per il culo ma evviva la libertà di parola, il semplice fatto che lui lo dica è un segno di intelligenza ovvio, che esula dal discorso politico”.

PIO E AMEDEO: “CONTENTI CHE SI SIA SOLLEVATO QUESTO POLVERONE”

Ma i due comici foggiani ci tengono a chiarire una cosa: “Qui non c’è uno schieramento politico, Enrico Letta è intelligente, anche Giuseppe Conte è intelligente oltre ad essere foggiano, Berlusconi è una persona bella e intelligente, è il numero uno è il nostro editore, anche Bertinotti è intelligente”. Quindi hanno aggiunto: “Abbiamo concentrato il pezzo sull’intenzione e la cattiveria, ed era contro ogni forma di razzismo e diversità. Abbiamo parlato di cercare di disinnescare la carica emotiva di un’offesa”. E ancora: “A noi ci chiamavano terroni, siamo orgogliosi di esserlo e siamo riusciti ad esorcizzare questa cosa, è chiaro che se uno mi dice sei un terrone di m è violenza”. Quindi i due si sono congedati così: “Siamo stati contenti si sia sollevato questo polverone, ho trovate qualche dialogo e qualche dibattito costruttivo”.



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