GAFFE DEL SENATORE DELLA LEGA, SCAMBIA CESARE BATTISTI CON ADRIANO SOFRI/ Video, lo scivolone di Pasquale Pepe

Gaffe del senatore della Lega: scambia Cesare Battisti con Adriano Sofri. Video, lo scivolone di Pasquale Pepe: e i colleghi leghisti applaudono…

15.12.2018 - Dario D'Angelo
La gaffe di Pasquale Pepe, Lega

Una gaffe che è già entrata tra le peggiori della legislatura quella firmata dal senatore potentino Pasquale Pepe (Lega), colpevole di aver scambiato Cesare Battisti con Adriano Sofri durante la sua dichiarazione di voto a favore del provvedimento che mira a contrastare i reati nella pubblica amministrazione. Come si può vedere nel video pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo della Lega al Senato, Pepe ha dichiarato:”Potrei anche ricordare presidente che quella cultura politica in un frangente di questa repubblica addirittura ha provato ad aiutare Sofri, Bompressi e Pietrostefani, perché hanno una visione giustizialista quando conviene a loro, garantista quando conviene a loro. A proposito di Sofri, caro ministro, io spero che finalmente il presidente Bolsonaro lo assicuri alle patrie galere per i crimini schifosi che ha commesso in Italia“.

GAFFE DEL SENATORE DELLA LEGA: SCAMBIA BATTISTI CON PEPE

E’ chiaro che il senatore leghista Pasquale Pepe non abbia le idee molto chiare rispetto alle identità dei due terroristi italiani. Sofri, Bompressi e Pietrostefani sono infatti coinvolti nell’omicidio Calabresi, il nome con cui i mass media sono soliti riferirsi all’uccisione del commissario di polizia e addetto alla squadra politica della Questura di Milano, Luigi Calabresi, avvenuto il 17 maggio 1972. Adriano Sofri è in particolare il fondatore ed ex leader di Lotta Continua (formazione della sinistra extraparlamentare italiana, di orientamento comunista rivoluzionario e operaista): non vive in Brasile ma a Pisa, ed è tornato in libertà nel gennaio 2012, dopo aver scontato la condanna quale mandante dell’omicidio Calabresi. Cesare Battisti è invece un terrorista degli anni di piombo, condannato dalla giustizia italiana all’ergastolo per quattro omicidi. Evaso dal carcere nel 1981 e rifugiatosi in Brasile, dal 2010 è “protetto” dal veto all’estradizione posto dall’allora presidente Lula. Estradizione firmata dal presidente brasiliano Temer (ancora per 15 giorni prima della successione con Bolsonaro): ma Battisti per ora risulta latitante.



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