ELEZIONI/ “Senza i numeri si torna al voto”: cosa nasconde l’ultimo trucco di Renzi e Silvio?

- Mara Maldo

Prima Berlusconi e poi Renzi hanno respinto l’idea di un accordo post-voto, ora hanno cambiato strategia per imbrogliare gli elettori, ma il senso dell’operazione è lo stesso. MARA MALDO

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Elezioni 2018, Silvio Berlusconi (Foto: LaPresse)

Spulciando le liste di Pd e Forza Italia si notano decine di giornalisti. Dal condirettore di Repubblica Tommaso Cerno al direttore del Quotidiano nazionale Andrea Cangini. Cooptati per servire il popolo che sarà governato o per sostenere la narrazione di chi governerà? Magari nel momento cruciale, quando, messe da parte le finzioni sulle proposte “alternative” per il paese, si rassegneranno all’ennesimo governo di larghe intese. Ovviamente “obbligati dalle circostanze”. 

Scartabellando infatti tra le dichiarazioni dei leader dei due maggiori partiti di centrodestra e centrosinistra, l’ambiguità permane. In Rai chiedono a Berlusconi: “parteciperà alla manifestazione per chiarire agli italiani che non ci sarà alcun governo con i democratici, voluta da Fratelli d’Italia? “No… in Germania da settant’anni c’è una coalizione. Si deve distinguere tra patto segreto ed eventuali accordi dichiarati”. La Meloni se ne accorge e fa scrivere in un comunicato: “Rimango basita. Ma è un atto di chiarezza. Gli italiani ora sanno che Forza Italia si dice disposta a un altro governo con Renzi, mentre noi no”.

Il giorno dopo, sempre durante “Agorà”, la giornalista fa la stessa domanda a Renzi. E il segretario del Pd ragiona: “Io la penso come Silvio Berlusconi, è giusto che se non ci sono le condizioni si torni a votare. Deciderà il presidente della Repubblica. Se non ci sono i numeri, è giusto tornare a votare, noi con gli estremisti al Governo non andremo mai”. Con gli estremisti, però. E con Berlusconi? 

È il proporzionale, bellezza, verrebbe da dire. Il miglior sistema per smontare e rimontare coalizioni a piacimento. Ma non si può dire, perché dando il senso dell’ammucchiata non solo si demotiva il proprio ingenuo elettorato, ansioso di veder trionfare le proprie idee, ma soprattutto si metterebbe carne al fuoco della propaganda 5 Stelle. Pronta a castigare i reprobi al grido di “Renzi e Berlusconi ci avete rotto i …!”

Maroni intanto, capito lo scenario, si è smarcato dalla Lega salviniana e si è portato in testa al plotone dei futuri responsabili. Forza Italia, per non irritare l’ex partito del nord, si è affrettata a dichiarare che Bobo non potrà ricoprire incarichi in un eventuale governo di …centrodestra.

Come se fosse quello il problema. Gianni Letta infatti ha abbandonato sul più bello i pretoriani Ghedini e Tajani alla difficoltosa composizione di liste di candidati che brillano per approssimazione ed inesperienza. “Ci vediamo quando ci sarà da fare il governo” ha detto. “Tanto quelli capaci ce li mette il Pd…”.

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