DL SICUREZZA, SCONTRO SALVINI-ORLANDO/ Video, ministro: “Per certi sindaci la pacchia è finita”

Orlando vs Salvini “No al dl sicurezza a Palermo”. Il ministro dell’Interno attacca: “Per certi sindaci la pacchia è finita”. Costituzionalisti con il vice premier.

02.01.2019, agg. il 03.01.2019 alle 11:15 - Dario D'Angelo
Leoluca Orlando, foto da Twitter

«Col Pd caos e clandestini, con la Lega ordine e rispetto. Certi sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull’immigrazione, ma anche per loro è finita la pacchia», questa la nuova presa di posizione del ministro dell’Interno Matteo Salvini sulle polemiche sul decreto sicurezza, nel mirino il primo cittadino palermitano Leoluca Orlando e i colleghi ‘dissidenti’. Una polemica che trova contrari i costituzionalisti, a parte da Cesare Mirabelli: «La pubblica amministrazione non può sollevare questioni di legittimità costituzionale ed è tenuto a uniformarsi alla legge, a meno che non sia liberticida, che potrebbe essere un caso eccezionale, una rottura dell’ordinamento democratico. Bisogna vedere se si tratta di norme rispetto alle quali è prevista un’attività del Comune che ha carattere di discrezionalità, che la legge impone e che il sindaco ritiene di disapplicare. Non può essere una contestazione generale. Se ci sono atti che la legge prevede per i Comuni il sindaco non può disapplicarla. Se la disapplica, e in ipotesi interviene il prefetto o un’altra autorità, sorge un contenzioso e allora potrebbe essere sollevata una questione di legittimità costituzionale. Al momento è un atto politico», le sue parole a Adnkronos. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SALVINI: “GRAVISSIMO, ORLANDO NE RISPONDERA'”

E’ sfida aperta fra il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il ministro dell’interno, Matteo Salvini. Il primo cittadino siciliano ha annunciato che non applicherà il decreto sicurezza nella parte che prevede la “stretta” sugli immigrati, così come il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e altri primi cittadini del Partito Democratico. Pronta la replica dello stesso titolare del Viminale, che ai microfoni del Gr1, dopo aver già risposto su Facebook, ha spiegato: «E’ gravissimo, evidentemente, alcuni hanno mangiato pesante a Capodanno… I sindaci ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e regole». Salvini ha quindi annunciato che a breve sarà proprio a Palermo per consegnare ai cittadini una villa confiscata alla mafia: «Spero – ha aggiunto e concluso il leader del carroccio – che nel frattempo il sindaco trovi il tempo di occuparsi dei tanti problemi della sua città, invece di disobbedire alle leggi sull’immigrazione approvate dal Parlamento». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ORLANDO VS SALVINI: ALTRI SINDACI A FIANCO DEL PRIMO CITTADINO DI PALERMO

La scintilla della “rivolta” è arrivata da Palermo, con la presa di posizione del sindaco Leoluca Orlando, e a stretto giro di posta come era prevedibile ha cominciato a crescere il fronte dei cosiddetti sindaci dissidenti contro alcune delle misure contenute nel Decreto Sicurezza che porta la firma del Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Dopo che quest’ultimo ha replicato al primo cittadino palermitano con una diretta Facebook a tema, ecco che sono intervenuti anche i suoi omologhi di Napoli e Firenze che hanno preso posizione. In particolare Luigi De Magistris, da tempo in aperta polemica col Ministro ha ricordato che la città partenopea non applicherà mai delle norme che sono contrarie alla Costituzione, spiegando in una breve intervista concessa all’Adn Kronos che la sua non è affatto una forma di disobbedienza civile quanto invece di obbedienza costituzionale. E dello stesso tenore sono le parole di Dario Nardella, sindaco di Firenze, spiegando che la amministrazione da lui presieduta non ha intenzione di piegarsi a quello che definisce un “ricatto” contenuto nel Decreto Sicurezza. (agg. di R. G. Flore)

VIDEO, SALVINI REPLICA SU FACEBOOK

Matteo Salvini non demorde e rilancia: il ministro dell’Interno si è scagliato contro il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e tutti i colleghi primi cittadini che hanno deciso di sospendere il decreto sicurezza. Intervenuto in diretta su Facebook, il segretario federale della Lega ha commentato: «Alcuni sindaci del PD annunciano che non applicheranno il Decreto Sicurezza, alla faccia dei mille problemi, quotidiani e reali, che hanno i loro concittadini. Dobbiamo dare tutto anche agli immigrati irregolari? Io non sono d’accordo». Aggiunge il vice premier: «Ricordo a questi sindaci di sinistra che il Decreto Sicurezza, una legge di buon senso e civiltà, è stato approvato da Governo e Parlamento, e firmato dal Presidente della Repubblica. Prima dobbiamo pensare ai milioni di Italiani poveri e disoccupati, difendendoli dai troppi reati commessi da immigrati clandestini, poi salveremo anche il resto del mondo». In fondo all’articolo il video pubblicato pochi minuti fa dal leader del Carroccio. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

NARDELLA STA CON ORLANDO

Decreto sicurezza al centro delle polemiche, Leoluca Orlando contro Matteo Salvini: il sindaco di Palermo trova appoggio dai colleghi. Ecco le parole del primo cittadino di Firenze Dario Nardella: «Firenze non si piegherà al ricatto contenuto nel dl sicurezza, che espelle migranti richiedenti asilo e li getta in mezzo alla strada senza rimpatriarli. Il fatto grave del decreto è che individua un problema ma non trova una soluzione: noi ci rimboccheremo le maniche, Firenze è città della legalità e dell’accoglienza, in modo legale troveremo una soluzione per questi migranti finchè non sarà lo Stato a trovare quella più appropriata». E sottolinea: «Il governo non sta facendo i rimpatri promessi: come Comune prendiamo l’impegno di non lasciare nessuno in mezzo alla strada, anche se comporterà un sacrificio in termini di risorse economiche. Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario, riteniamo che molti di questi migranti siano persone animate da buone intenzioni e che vogliono fare qualcosa di positivo per questo Paese». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

POLEMICA A DISTANZA

Nuovo scontro a distanza tra Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e il Ministro degli Interni, Matteo Salvini: e col nuovo anno il tema del contendere resta ancora l’immigrazione e il controverso Decreto Sicurezza che porta proprio la firma del leader del Carroccio. Di fatti, il primo cittadino del capoluogo siciliano ha fatto richiesta ai suoi uffici di non applicare alcune misure contenute nel provvedimento e segnatamente in relazione alla negazione della residenza per coloro che sono comunque in possesso del permesso di soggiorno. Orlando avrebbe infatti inviato una richiesta formare all’ufficio Anagrafe del Comune di Palermo per avere delle delucidazioni e nel frattempo ha deciso la sospensione per i cittadini stranieri interessati dell’applicazione del Decreto. La risposta di Salvini è arrivata a stretto giro di posta, accusando il sindaco di fare disobbedienza attraverso gli immigrati e pungendolo anche quando ha sottolineato che Orlando non pensa invece ai tanti problemi che avrebbe la sua città: tuttavia, il primo cittadino pare non voglia arretrate tanto che ha parlato, come già accaduto in passato di un “provvedimento criminogeno”, evidenziando l’importanza del rispetto dei diritti umani e calando la briscola quando afferma che il suddetto Decreto “spaccia per ‘sicurezza’ un intervento che puzza molto di ‘razziale’…”. (agg. di R. G. Flore)

NUOVO SCONTRO ORLANDO-SALVINI

Anno nuovo…polemiche vecchie. Che il decreto Salvini sull’immigrazione non sia andato giù ad un’ampia fetta di Paese, in particolare a quella che si rivede nell’ideologia di centrosinistra, è cosa nota. Oggi arriva però un “salto di qualità” nel confronto tra quell’area politica e il ministro dell’Interno. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha infatti deciso di sospendere il decreto Salvini. Il primo cittadino siciliano, ha chiesto al responsabile dell’anagrafe di “approfondire tutti i profili giuridici anagrafici” che deriveranno dall’applicazione della norma ma in attesa di questo approfondimento, scrive, “impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica”.

SALVINI, “CON TANTI PROBLEMI CHE HA PALERMO…”

Il decreto Salvini prevede che alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari, i cittadini stranieri non possano più iscriversi all’anagrafe. La norma, però, colpisce anche i minori non accompagnati, che hanno il permesso di soggiorno per motivo umanitari, e gli stranieri che hanno il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. La risposta del ministro Salvini a questo “atto di ribellione” del sindaco di Palermo, LeolucaOrlando, è arrivata ovviamente a mezzo Twitter: “Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare “disobbedienza” sugli immigrati…”. L’impressione è che di questa questione si continuerà a parlare anche nei prossimi giorni: d’altronde le polemiche sul decreto Salvini, anche definito decreto Sicurezza, hanno accompagnato il provvedimento fin dalla sua approvazione in Parlamento.



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