Giuseppe Conte: “Stiamo cambiando l’Italia”/ Il premier sulla trattativa con l’Ue: “Juncker uomo di parola”

Governo, la soddisfazione del premier Giuseppe Conte: “Stiamo cambiando l’Italia”. Intervista a Zeit: “Merkel? Abbiamo un ottimo rapporto”.

04.01.2019 - Carmine Massimo Balsamo
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea (LaPresse)

«Stiamo cambiando l’Italia»: soddisfatto il premier Giuseppe Conte dell’operato del Governo Lega-Movimento 5 Stelle. Il presidente del Consiglio ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Zeit ed ha commentato il lavoro svolto per riformare il Paese: «È uno dei più grandi onori che un cittadino possa ricevere: servire il proprio Paese elaborando un vasto piano di riforme. Mi piacerebbe lavorare in modo che tutti gli italiani possano andarne orgogliosi, anche quelli che vivono all’estero!». Il giurista ha poi parlato delle trattative con l’Ue per la manovra: «Sono stati benevoli, ma in un primo momento anche molto “fermi” sul loro giudizio negativo della nostra bozza di bilancio. All’inizio delle trattative abbiamo avuto un forte vento contrario; un vento contrario davvero molto forte. Qual è stato il problema maggiore? La parte più difficile è stata all’inizio quando si è trattato di scuotere e scardinare un punto di vista estremamente rigido. Ma il presidente Juncker si è rivelato un uomo di parola: mi ha aperto strade che mi hanno consentito in generale di intraprendere i negoziati portandoli avanti con grande tenacia e determinazione, anche nei momenti difficili. E ce ne sono stati molti».

GIUSEPPE CONTE: “RAPPORTI OTTIMI CON ANGELA MERKEL”

Giuseppe Conte ha poi parlato del mondo del lavoro e delle riforme dell’esecutivo gialloverde: «Abbiamo già introdotto una certa flessibilità nel mondo del lavoro. Il nostro obiettivo è quello di promuovere i contratti a tempo indeterminato e ridurre il costo del lavoro – e non di sprofondare i giovani lavoratori in condizioni di vita precarie. Vogliamo anche ridurre l’imposta sul reddito delle società dall’attuale 24% al 15%. Ogni paese ha le sue caratteristiche specifiche, ogni paese ha bisogno di misure specifiche. La riforma che chiamiamo “quota 100” ha attirato l’attenzione della Commissione Europea. Riguarda le persone che stavano per andare in pensione e che improvvisamente hanno dovuto far fronte al fatto di dover lavorare diversi anni in più, il che, all’epoca, ha causato forti risentimenti sociali. A queste persone diamo la possibilità di andare in pensione prima mettendo in atto un piano triennale “sperimentale”; allo stesso tempo ciò promuove anche il ricambio generazionale». L’esponente del Movimento 5 Stelle si è soffermato sul rapporto con Angela Merkel: «Abbiamo un ottimo rapporto. Tradizionalmente, riusciamo a trovare comunanze nei settori più svariati. Anzi, di più: prossimamente intendo approfondire maggiormente questa collaborazione».



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