M5s, scissione? Taverna contro dissidenti/ Vertice Di Maio-Grillo-Casaleggio a Roma

- Dario D'Angelo

Paola Taverna all’attacco dei “dissidenti” M5s: “Pletora di miserabili”. Cresce il rischio scissione, ma Luigi Di Maio getta acqua sul fuoco.

paola taverna youtube
Paola Taverna, foto da YouTube

Clima di alta tensione in casa Movimento 5 Stelle, negli ultimi giorni si parla dell’ipotesi scissione. Vi abbiamo raccontato lo sfogo di Paola Taverna, a testimonianza della situazione grillina, e a Roma è andato in scena un vertice tra Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha gettato acqua sul fuoco: «Abbiamo pranzato insieme, conveniamo tutti quanti che ci sia bisogno di un’organizzazione del Movimento sia a livello nazionale che a livello territoriale, in modo tale da essere competitivi anche alle amministrative. Qui tutti sperano che il M5s sia in calo anche a livello nazionale: questa è la solita sciocchezza. Ma a livello amministrativo dovremo essere più competitivi e a breve inizieremo una discussione con i nostri iscritti sia sull’organizzazione del Movimento che su alcune regole che per esempio riguardano i consiglieri comunali». Un breve commento per Beppe Grillo: «Pace fatta? Mai bisticciato con Di Maio». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

RISCHIO SCISSIONE PER IL MOVIMENTO?

Sono ancora molte le scorie da smaltire all’interno del MoVimento 5 Stelle dopo la votazione online sul caso Diciotti che ha di fatto spaccato in due la base degli iscritti facendo emergere il rischio di una scissione. Tante le perplessità manifestate contro la linea del capo politico Luigi Di Maio, schieratosi apertamente a favore di Matteo Salvini rispetto alla richiesta di autorizzazione a procedere presentata dal Tribunale dei Ministri di Catania. Contro i cosiddetti “dissidenti”, ovvero quei parlamentari che da ormai molti mesi non mancano di denunciare un tradimento dei valori originari del MoVimento 5 Stelle, si è scagliata oggi con forza Paola Taverna, la vicepresidente del Senato, sulla sua pagina web:”Non dimentico mai il percorso che mi permette oggi di essere Vicepresidente del Senato, autorevole esponente del Movimento 5 Stelle e semplice portavoce davanti ai cittadini ed ai nostri iscritti. Non dimentico mai l’enorme responsabilità che il 4 marzo i cittadini italiani hanno riposto nelle mani del MIO movimento ed in quelle di Luigi, in qualità di capo politico, liberamente votato dai nostri iscritti. Non dimentico i valori fondanti del gruppo del quale mi fregio di fare parte, né le regole che noi tutti abbiamo accettato all’atto della candidatura, sia nella scorsa che nell’ultima tornata elettorale. Tra di esse vi è una regola aurea per il Movimento e che ciò nonostante vedo sempre più disattesa, secondo la logica del “prima voglio essere eletto, quindi accetto tutto. Sono stato eletto, quindi da adesso faccio i cazzi miei”. Si tratta della regola della maggioranza: le decisioni si assumono a maggioranza. Se non le approvi vuol dire che non ti riconosci più nella linea del M5s. Quindi non ti resta che dimetterti e andare a casa. Si, ti dimetti e vai a casa!”.

PAOLA TAVERNA CONTRO I DISSIDENTI M5S

Come si può evincere dai toni utilizzati da Paola Taverna, la tensione all’interno del MoVimento è letteralmente alle stelle: “Questo è quanto mi sono permessa di ricordare in assemblea – ha scritto la grillina continuando il suo articolo – senza riferirmi a nessuno in particolare ma solo a memoria di quello che TUTTI abbiamo liberamente accettato quando ci siamo candidati. Perché alcuni la memoria ce l’hanno ad intermittenza: “questo mi fa comodo e lo tengo bene a mente, quest’altro non mi piace e allora faccio finta di averlo dimenticato”. Certo, se rispettare le regole implica dover lasciare la poltrona, gli sghei ed il ruolo – che solo un Movimento democratico e senza verticismi ti ha permesso di avere – beh, allora è meglio far finta che non esistano (le regole). In fondo, è solo una piccola pletora di miserabili che, dopo avervi esposto questa mia riflessione, depositerò nel dimenticatoio, così come faccio da anni. Il Movimento 5 Stelle è il futuro di un Paese morente, dove sacche di privilegi vecchi e nuovi stanno facendo elevare argini, perché vengano mantenuti in vita almeno qualche altro mese. Mi spiace far sapere che la rivoluzione non si fermerà e sicuramente non sarà una pletora di miserabili a preoccuparci”. Proprio in questi minuti, come riporta L’Huffington Post, è in corso a Roma un vertice tra il vicepremier Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio all’hotel Forum. Riusciranno a ricomporre una frattura che appare ormai insanabile tra le due (almeno) anime del MoVimento?

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