DIETRO LE QUINTE/ Lo schema che tiene ancora insieme Salvini e Di Maio

Lega e M5s sembrano ai ferri corti, ma in realtà l’affiatamento tra Salvini e Di Maio resta forte e si libera anche di alcune zavorre

12.03.2019 - Antonio Fanna
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Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Lapresse)

“Le baruffe chioggiotte” è una delle più riuscite commedie di Carlo Goldoni. Si litiga, si urla, ci si minaccia, ma si continua a volersi bene e a filare d’accordo. È quanto stanno facendo leghisti e pentastellati. Soddisfano il palato dei propri sostenitori minacciando sfracelli se il Governo non realizza per intero i programmi di ciascun partito e poi sotto la regia del commediografo Giuseppe Conte ripropongono tra equivoci e salti mortali lo schema del lieto fine.
Solo così Di Maio ha potuto liberarsi dall’abbraccio mortale di Alessandro Di Battista. È solo così Matteo Salvini tiene a debita distanza un sempre più furioso Berlusconi. Insomma, il Governo arranca ma non stanca. Seppure a parti invertite, come si conviene nella commedia all’italiana, supera ancora nei consensi il cinquanta per cento delle intenzioni di voto. Altro che fare la faccia feroce: Giggino e Matteo hanno semmai il problema di dover nascondere alle folle di partigiani contrapposti la passione che li travolge.

Nelle retrovie a Cinquestelle intanto il nuovo asse Di Maio-Casaleggio non fa prigionieri e dopo la emarginazione di “Dibba” va in scena anche l’oscuramento dello stesso Grillo che per la prima volta esce di scena dallo statuto M5s per limitarsi al ruolo sempre più esiguo di garante. Se Berlusconi era considerato il numero uno del napoletanissimo “chiagnere e fottere”, il palinsesto messo in onda dal Governo giallo-verde a base di Tap, Ilva, Tav e ripensamenti vari appare da Oscar, specie se consideriamo che i grandi numeri per le elezioni europee saranno invece garantiti dal più che clientelare dibattito sul neonato reddito di cittadinanza oltre che dai successi di Salvini sul fronte della sicurezza.  

Anche Pd e Forza Italia hanno una parte in commedia e recuperano qualcosa, ma sono per adesso poco più del condimento di uno spettacolo dove a farla da padroni sono Di Maio e Salvini serviti a dovere dall’Arlecchino-presidente del Consiglio che contribuisce a dare alla nostra commedia aria di Carnevale. Per l’economia italiana intanto è già Quaresima.

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