Crisi di Governo Lega-M5s?/ Di Maio: “Salvini? Vinca le Politiche”. E il caso Siri…

- Carmine Massimo Balsamo

Crisi di Governo, alta tensione tra Lega e M5s: il caso Siri e il caos a Roma su Virginia Raggi fanno traballare la maggioranza gialloverde.

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Luigi Di Maio e Matteo Salvini (LaPresse)

Crisi di Governo, Lega e M5s mai così distanti come adesso. Nonostante le rassicurazioni del premier Giuseppe Conte, è alta la tensione tra le due forze di maggioranza: il caso Armando Siri, con il sottosegretario indagato per corruzione, e il caso a Roma sul sindaco grillino Virginia Raggi fanno traballare l’esecutivo. Silvio Berlusconi nelle scorse ore ha rilanciato l’ipotesi di un governo di Centrodestra e uno snodo cruciale è rappresentato dalle elezioni europee 2019. Entrambi i partiti sanno di dover resistere almeno fino al 26 maggio, con i 5 Stelle che preparano le barricate. «Le regole d’ingaggio erano altre, Conte si è schierato, non è più il punto di equilibrio», filtra da via Bellerio, anche se l’ordine di scuderia è quello di «ignorare polemiche, insulti e provocazioni e concentrarsi sulle cose da fare» come riporta il Corriere della Sera.

“SALVINI VUOLE GOVERNARE DA SOLO? VINCA LE POLITICHE”

Salvini sembra «ne abbia piene le scatole», e Di Maio? Il Corriere evidenzia che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha rassicurato i pentastellati, pronti ad alzare l’asticella su immigrazione e conflitto di interessi: «Niente prove di forza. Il voto di maggio serve a eleggere il Parlamento europeo. Se Salvini vuole governare da solo, deve vincere le politiche». I pentastellati temono, esternandolo anche pubblicamente, una possibile capovolta della Lega, pronta a prendere altre strade, ma il ragionamento è chiaro: «Il 4 marzo abbiamo vinto noi, tanto che Di Maio doveva fare il premier e Salvini lo ha impedito. La maggioranza in Parlamento è nostra e i ministri 5 Stelle sono più dei loro. Non pensino di sostituirci, né di riformulare il governo sulla base di un voto europeo». Cosa accadrà? Difficile dirlo in un quadro politico in continuo mutamento, ma sono due le possibili alternative: un ritorno alle urne a ottobre 2019 e un nuovo esecutivo nato “naturalmente”, con Salvini pronto a diventare premier senza passare da elezioni.



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