Pregliasco: “Contagi? Sembra di essere ad ottobre”/ “Ci aspettano mesi di sofferenza”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Fabrizio Pregliasco commenta gli ultimi dati del bollettino covid di oggi, esternando le sue preoccupazioni: “Ci aspettano mesi di sofferenza”

fabrizio pregliasco
Il virologo Fabrizio Pregliasco (Foto LaPresse)

La terza ondata covid è ormai giunta anche in Italia, e lo confermano i numeri, a cominciare da quelli emersi dal bollettino di oggi, più di 20mila casi, e dati mai così alti da mesi. Gli addetti ai lavori sono convinti che i prossimi mesi saranno i più difficili, come ad esempio ha spiegato a RaiNews 24 il professore Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli studi di Milano nonché membro del Cts della regione Lombardia: “Il meccanismo a colori serve a regolare le misure in vigore nelle regioni, in base ai numeri di casi”.

“I dati di oggi – ha proseguito – ci dicono di una crescita continua soprattutto di ricoveri e nelle terapie intensive, con ospedali sotto stress in Lombardia, Emilia Romagna e Campania”, regioni che tra l’altro potrebbero divenire rosse dal prossimo lunedì, 8 marzo 2021. Pregliasco ricorda come i nuovi casi non siano comunque solo circoscritti alle tre regioni di sopra: “I focolai si diffondono per le varianti del virus. Più del 30 per cento dei casi rispetto alla settimana precedente, sembra la rampa iniziale di ottobre”.

PREGLIASCO: “IL VIRUS CERCA DI DIFENDERSI, 50 MILIONI ANCORA SUSCETTIBILI”

Il giornalista, Gianluca Semprini, chiede quindi se il nuovo boom di contagi sia dovuto soprattutto al virus che sta ora colpendo anche i giovani e i giovanissimi, e Pregliasco ha replicato: “Il problema sostanzialmente è questo. Il virus cerca di difendersi. Ad oggi abbiamo dieci milioni di persone protette tra guariti e vaccinati. Ma ce ne sono alti 50 milioni ancora suscettibili”. E guardando alle prossime settimane, il virologo dell’Università degli Studi di Milano aggiunge: “È il momento di alzare la guardia. La pandemia è come una maratona ed è difficile, ma il comportamento individuale va gestito con le dovute attenzioni, anche in famiglia”. Infine sui vaccini: “Arriveranno e le vaccinazioni partiranno davvero, ci aspettano ancora dei mesi di sofferenza e settimane in cui i dati saliranno. Dobbiamo stringere i denti“.



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